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Africa Eco Race 2026: Andrea Schiumarini domina le dune di Chegaga dopo il gelo dell’Atlante
Dopo l’annullamento delle prime prove a causa di neve e vento record , la gara entra finalmente nel vivo. Tra un incredibile “volo” di 10 metri nel sud del Marocco e le alte velocità raggiunte nell’Erg Chegaga , il pilota romagnolo a bordo del Century CR6 ritrova il deserto e punta dritto verso l’Atlantico.
L’avventura di Andrea Schiumarini all’Africa Eco Race 2026 è ufficialmente decollata. Dopo un inizio condizionato da un meteo proibitivo, il pilota romagnolo, navigato dall’esperto Maurizio Gerini, ha finalmente lasciato alle spalle il gelo del nord per immergersi nel cuore pulsante del deserto marocchino a bordo del suo Century CR6.
Un inizio difficile: la morsa del gelo sull’Atlante
La partenza di questa edizione è stata segnata da una perturbazione eccezionale che ha colpito il nord del Marocco. Raffiche di vento oltre i 100 km/h, pioggia e un freddo pungente hanno costretto l’organizzazione a prendere decisioni drastiche per la sicurezza dei concorrenti.
L’evento ha subito una battuta d’arresto con l’annullamento del prologo (domenica 25 gennaio) e della prima prova speciale (lunedì 26 gennaio). La causa? Una forte nevicata sulle alture dell’Atlante che ha depositato circa un metro di neve, rendendo le strade impraticabili sia per i piloti che per i mezzi di assistenza. Schiumarini ha affrontato con pragmatismo il trasferimento forzato di 800 chilometri, considerandolo come un’ulteriore giornata di test e preparazione.
Andrea Schiumarini durante il maltempo dei primi giorni (© Francesca Gasperi)
Tappa 2: Il “volo” nel deserto
Con la seconda tappa, la carovana della competizione è finalmente entrata nel sud del Marocco, tra scenari spettacolari e terreni tecnici. È stata una giornata dura, caratterizzata da un mix di linee veloci e tratti rocciosi, culminata con il primo assaggio delle dune di Merzouga.
«Questa prova speciale ci ha fatto capire che oltre al road book dobbiamo navigare a vista per interpretare il percorso e per vedere ostacoli o altri elementi che possono compromettere la guida. Infatti, al secondo chilometro della speciale abbiamo preso una cavità nel terreno e siamo volati per 10 metri, fortunatamente senza conseguenze per nessuno. Questa giornata ci è anche servita per capire come migliorare il set up della vettura e anche per dire che finalmente ci siamo. Siamo in gara all’Africa Eco Race 2026».
L’episodio non ha frenato l’entusiasmo dell’equipaggio, servendo anzi a rifinire il set-up della vettura e a confermare la piena entrata in gara.
Andrea Schiumarini (© Francesca Gasperi)
Tappa 3: Adrenalina a 170 km/h nell’Erg Chegaga
La giornata di oggi, mercoledì 28 gennaio, ha segnato una svolta positiva. La terza tappa, lunga oltre 400 km, ha permesso ai piloti di dimenticare definitivamente il maltempo dei giorni scorsi. Il percorso ha attraversato le dune dell’Erg Chegaga, uno dei deserti più vasti del Marocco, dove il duo Schiumarini-Gerini ha trovato un feeling perfetto.
Lungo i tracciati veloci incontrati nella giornata odierna, il Century CR6 ha toccato la velocità di punta massima di 170 km/h. La gestione delle dune è stata però impeccabile, permettendo all’equipaggio di recuperare diverse posizioni in classifica.
Schiumarini ha sottolineato quanto il road book dell’Africa Eco Race sia complesso e mai scontato, richiedendo una concentrazione costante. «Prova speciale molto bella, con piste veloci, paesaggi meravigliosi con tratti di montagna e passaggi stretti dove ci siamo divertiti molto. Sulle dune dell’Erg Chegaga abbiamo fatto un ottimo lavoro guadagnando diverse posizioni. Oggi ci siamo proprio divertiti, ma ci stiamo solo scaldando».
Prossima sfida: Verso l’Atlantico
La gara non concede soste. Domani, 29 gennaio, la quarta prova speciale porterà i concorrenti verso l’Oceano Atlantico. Il ritmo si preannuncia serrato su piste che richiederanno, ancora una volta, una precisione assoluta alla guida e nella navigazione. Il traguardo finale di Dakar, presso il Lago Rosa, è previsto per il 7 febbraio.