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Africa Eco Race, Tappa 4: Ritmo da leader per Schiumarini, ma un ammortizzatore lo frena sul finale
Una gara ancora apertissima per Andrea Schiumarini e Maurizio Gerini. Nella quarta tappa verso l’Atlantico, l’equipaggio del Century CR6 ha dettato un ritmo serrato per 450 km, prima che la rottura di un ammortizzatore e del radiatore a soli 30 km dal traguardo costasse oltre un’ora di ritardo.
La quarta tappa dell’Africa Eco Race 2026 ha portato la carovana dei piloti sempre più vicina al profumo dell’Oceano Atlantico, ma per l’equipaggio romagnolo composto da Andrea Schiumarini e Maurizio Gerini non è stata una giornata fortunata.
Nonostante una prestazione di altissimo livello per quasi tutta la durata della prova speciale, un problema meccanico improvviso a pochi chilometri dal traguardo ha costretto il Century CR6 a una sosta forzata, pesando sulla classifica generale dopo l’ottimo terzo posto conquistato nella giornata precedente.
Verso l’Atlantico: 483 km tra laghi salati e rocce
Lasciato il bivacco di Assa, i concorrenti hanno affrontato una prova speciale di 483 km caratterizzata da continui cambi di ritmo e scenari mozzafiato, come le spettacolari dune del parco di Khnifiss.
Il tracciato si è presentato estremamente vario e insidioso: dai laghi salati piattissimi, dove le velocità di punta sono state elevate, alle piste di roccia che alternavano sassi tondi e scivolosi a pietre taglienti, vere nemiche degli pneumatici. Schiumarini ha saputo gestire queste variabili con grande maestria per gran parte della tappa, mantenendo un ritmo serrato e sfidando i vertici della categoria.
La rottura dell’ammortizzatore: un finale amaro
Tutto sembrava procedere per il meglio fino a soli 30 chilometri dall’arrivo. In un tratto paradossalmente con poche sollecitazioni, si è verificata la rottura improvvisa dell’ammortizzatore anteriore destro.
Il cedimento è stato violento: l’elemento meccanico è risalito fino all’altezza del vetro, portando la macchina ad appoggiarsi a terra. Il guasto ha innescato una reazione a catena, causando la rottura di un tubo dell’acqua e il conseguente svuotamento del radiatore. Schiumarini e Gerini sono stati costretti a una riparazione d’emergenza nel bel mezzo del nulla, perdendo circa un’ora e 15 minuti preziosi.
Andrea Schiumarini al bivacco dopo la Tappa 4 dell’Africa Eco Race (© Francesca Gasperi)
Il commento di Andrea Schiumarini
Nonostante l’imprevisto, il morale del pilota forlivese rimane solido, consapevole del grande potenziale mostrato in questa prima parte dell’Africa Eco Race. Appena rientrato al bivacco, Andrea Schiumarini ha descritto così la sua speciale:
«Abbiamo giocato al gatto e il topo con i primi due team per 450 km. Il ritmo era altissimo e la navigazione tutt’altro che semplice, con piste quasi impercettibili. Tutto bene fino a 30 km dalla fine, poi la rottura. Abbiamo dovuto fare una riparazione idraulica con quello che avevamo per ripartire. È una perdita di tempo che non ci voleva, ma la gara è ancora lunga e cercheremo di dare il meglio nelle prossime tappe».