Formula 1
1° gennaio 1968: l’ultima di Clark e delle macchine senza sponsor
Il 1° gennaio 1968 si corse l’ultimo GP a capodanno, vinto da Jim Clark a Kyalami. Quella fu anche l’ultimo GP senza sponsor sulle macchine, proprio la Lotus inaugurò la nuova era. Fu anche l’ultima gara in F1 di Jim, morto tragicamente qualche mese dopo durante un evento di F2.
C’è stato un periodo in cui la F1 era solita correre nei primissimi giorni dell’anno nuovo. Il GP del Sudafrica 1968 fu uno di questi ed ebbe un duplice valore. Il 1° gennaio di quell’anno Jim Clark corse e vinse l’ultima gara della sua vita in F1, data la tragica morte di qualche mese dopo. Inoltre proprio dal 1968 gli sponsor cominciarono ad avere una grossa valenza anche dal punto di vista visivo.
La vittoria di Clark in Sudafrica nel 1968
L’edizione di quella stagione si svolse sul nuovo tracciato di Kyalami. Quella fu la terza volta che un GP venne corso il 1° gennaio, dopo le edizioni del 1965 e del 1966. La curiosità è che anche nelle due occasioni precedenti si corse sempre in Sudafrica, all’interno del Prince George Circuit. La prima delle due, vinta proprio da Jim Clark, era una corsa valida per il campionato del mondo, la seconda no. Nel 1967, il GP del Sudafrica si svolse il 2 gennaio.
Quella del 1° gennaio 1968 fu l’ultima gara corsa a capodanno fino ad oggi. La corsa si svolse con gran parte delle macchine che di fatto erano degli sviluppi di quelle della stagione 1967, visto il tempo quasi nullo per costruire quelle nuove. Fu una corsa dominata dal pilota scozzese della Lotus, che vinse con 25 secondi di vantaggio nei confronti del compagno di squadra Graham Hill. Ad ulteriori 5 secondi di distanza troviamo Jochen Rindt su Brabham.

Jim Clark (© F1)
Con quel successo, Jim Clark salì a quota 25 vittorie in carriera in F1, superando di una gara il mito Juan Manuel Fangio. Un risultato ottenuto alla sua gara numero 72 nella categoria, a testimonianza di quanto era competitivo.
I primi sponsor
Il 1° gennaio 1968 a Kyalami fu anche una data storica per la Lotus stessa e l’intera F1. In quell’occasioni infatti, le macchine di Jim Clark e Graham Hill portarono per l’ultima volta in pista la livrea verde con riga gialla in mezzo. Una colorazione che era stata un vero e proprio marchio di fabbrica per la scuderia, tanto da essere riproposta in tempi recenti quando ritornò in F1 con il nome di Caterham.
Come fu possibile questa cosa? E perché fu un momento storico per la categoria? Quella colorazione venne abbandonata dalla tappa successiva a causa della sponsorizzazione con Gold Leaf, marca di sigarette facente parte del gruppo Imperial Tobacco. Da quel momento le Lotus si colorarono di rosso-oro-bianco, i colori della marca di sigarette.
Quella divenne la prima storica sponsorizzazione nella storia della F1. Una pratica che divenne in fretta consuetudine, fino ai giorni nostri.
L’incidente fatale di Jim
La vittoria di Kyalami fu l’ultima ottenuta da Jim Clark, che dopo quel 1° gennaio 1968 non disputò più gare in F1. Durante la lunga pausa che divideva la prima e la seconda gara in calendario, prevista per maggio, molti piloti erano soliti partecipare ad altri eventi. Uno di questi fu la Martini Gold Cup di F2, svolta il 7 aprile di quell’anno ad Hockenheim. La prima manche si svolse su condizioni di pista complicate, vista la presenza di diverse pozzanghere.
Clark, scattato dalla seconda casella, dopo pochi giri si ritrovò 8°. Nel tentativo di rimonta, durante il 5° giro, avvenne il fatale incidente. La Lotus dello scozzese uscì di pista ad altissima velocità durante una curva a destra, percorsa ad oltre 200 km/h. La vettura sfondò le barriere e andò a sbattere contro un albero, non lasciando chance a Jim. Lo scozzese morì sul colpo, a causa delle ferite alla testa.
Il mistero aleggia ancora attorno a quell’incidente. Ci fu chi diede la colpa alle condizioni della pista, chi disse che Jim Clark fu costretto a cambiare traiettoria all’ultimo per evitare un ostacolo in pista. Addirittura il fornitore di pneumatici delle Lotus fece un’ammissione di colpa, attribuendo la causa principale allo sgonfiamento di uno pneumatico posteriore. Quello che è certo è che quel giorno il mondo del motorsport perse uno dei suoi talenti più puri.