Formula 1
Audi R26: Binotto e Wheatley ci mettono la faccia, ma l’auto è la concept di novembre
Mattia Binotto e Jonathan Wheatley hanno presentato la “nuova” Audi R26. Ma dietro le parole dei due leader, c’è un dettaglio che non sfugge: l’auto svelata è la stessa Concept di novembre, solo con nuovi adesivi. Un lancio in stile “monologo”: diretta streaming per i fan, ma niente spunti tecnici per la stampa.
Quattro ore fa il mondo della Formula 1 ha accolto ufficialmente l’Audi R26. Una presentazione in grande stile, trasmessa in diretta streaming, che ha visto scendere in campo i “pesi massimi”: Mattia Binotto e Jonathan Wheatley ci hanno messo la faccia, delineando la visione del team per il 2026. Ma passata l’euforia per le parole dei due leader e aguzzata la vista, sorge un dubbio imbarazzante: dietro ai boss, a Gabriel Bortoleto e a Nico Hulkenberg, cosa c’era davvero?
La risposta, nuda e cruda, è che abbiamo assistito a un paradosso. Da una parte la serietà di due figure apicali del motorsport e dei piloti, dall’altra una vettura che non è quella che vedremo in pista. Forse nemmeno una sua parente lontana. È, con ogni probabilità, la stessa identica showcar (la R26 Concept) che Audi aveva già mostrato a novembre, “vestita” con gli adesivi degli sponsor.
Prassi o occasione persa? Un debutto “ampiamente criticabile”
Mettendo a confronto le immagini di novembre con quelle odierne, la sensazione di deja-vu è fortissima. Audi ha preso il manichino presentato mesi fa e ha applicato i loghi dei partner (tra gli altri Adidas, BP, Castrol, Visit Qatar e il title sponsor Revolut) sulla carrozzeria che prima era “vergine”.
È vero: nascondere le soluzioni tecniche reali durante le presentazioni è diventata una prassi consolidata negli ultimi anni per quasi tutti i team. Tuttavia, nel caso di Audi, l’approccio appare ampiamente criticabile. Non stiamo parlando di una scuderia qualsiasi che svela la livrea dell’anno nuovo, ma del debutto assoluto in F1 di un colosso automobilistico che ha fatto dell’innovazione (“All’avanguardia della tecnica”) il suo motto.
Riproporre la stessa Concept Car svelata pochi mesi fa, spacciandola per la “nuova R26” proprio nel giorno del battesimo ufficiale, lascia l’amaro in bocca: un’operazione di sticker tuning che stride con la grandezza dell’evento.
Per ascoltare le parole di Binotto, Wheatley e dei piloti Hulkenberg e Bortoleto, confrontando la vettura con la concept di novembre, ecco il link alla diretta ufficiale:
Il vero assente: gli spunti tecnici per la stampa
Un altro aspetto controverso è lo stile comunicativo che l’ha accompagnata. Audi ha scelto, per il suo debutto, una comunicazione unidirezionale: diretta streaming per i fan, sito vetrina per gli appassionati, ma niente spunti tecnici per la stampa.
Nessuna cartella stampa approfondita, nessun dettaglio ingegneristico sulla vettura. La stampa specializzata, che vive di analisi e dettagli, è rimasta a bocca asciutta. Non è la prima volta, anzi. Ma speravamo in un’eccezione. Che illusi.

Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto (© Audi Revolut F1 Team)
Per l’Audi F1 R26 una comunicazione “Direct-to-Fan”
Siamo di fronte a una strategia precisa, confermata dalla partnership con un gigante digitale come Revolut. Il target di questo lancio non era l’esperto di aerodinamica, ma il grande pubblico generalista e la Gen Z.
Binotto e Wheatley hanno garantito l’autorevolezza istituzionale, la livrea ha garantito l’impatto estetico per i social. La tecnica? Per quella, probabilmente, bisognerà aspettare i test veri. Per ora, Audi ha scelto lo show, sacrificando la sostanza.
Il messaggio è chiaro: l’auto che correrà a Melbourne a inizio marzo si vedrà (forse) in pista nei primi test di Barcellona. Per ora, accontentatevi degli adesivi e dello show. Ma da un marchio che ha fatto del “Vorsprung durch Technik” (All’avanguardia della tecnica) il suo motto, ci si aspettava forse più sostanza e meno apparenza.