Formula 1
F1 | I team sono d’accordo: stop alla “straight mode” per evitare il rischio caos in partenza
Per ragioni di sicurezza non sarà possibile sfruttare l’aerodinamica attiva allo spegnimento dei semafori. I team sono d’accordo, manca solo l’approvazione della FIA.
A poche settimane dall’inizio della stagione 2026, le procedure di partenza sono uno dei temi più caldi del paddock di F1. Dopo le prime preoccupazioni legate alla gestione delle nuove power unit e al tempo necessario per preparare i turbo prima dello spegnimento dei semafori, i team hanno ora concordato un’ulteriore modifica regolamentare per evitare quello che è stato definito un potenziale rischio per la sicurezza.
F1 2026, abolita la modalità a bassa resistenza in partenza: c’è l’accordo tra i team
Il nodo emerso nei test invernali in Bahrain riguardava l’utilizzo dell’aerodinamica attiva in modalità “straight mode” al momento della partenza. Con le griglie posizionate all’interno delle zone di attivazione, il regolamento consentiva ai piloti di mantenere l’ala in configurazione a bassa resistenza già allo spegnimento dei semafori.
In teoria, un vantaggio netto: meno drag e maggiore velocità di punta nella corsa verso curva 1. In pratica, però, l’effetto combinato della violentissima accelerazione delle monoposto 2026 e della drastica riduzione di carico aerodinamico avrebbe potuto generare situazioni estremamente critiche nel traffico compatto dei primi metri.

Le nuove monoposto 2026 dispongono della modalità ”straight mode”, che fa entrare in azione l’aerodinamica attiva su entrambe le ali (© F1)
A lanciare l’allarme era stato Oscar Piastri: «Un gruppo di 22 macchine con un paio di centinaia di punti di carico in meno mi sembra una ricetta per un disastro».
The Race riporta che il confronto tra le squadre ha portato a una linea comune: niente utilizzo della straight mode dalla griglia fino alla prima curva. La misura dovrà essere formalmente ratificata dalla FIA, tramite modifica regolamentare o direttiva del direttore di gara per motivi di sicurezza. Dovrebbe essere soltanto una formalità: l’entrata in vigore è attesa già per il GP d’Australia.
Il team principal della McLaren, Andrea Stella, ha spiegato: «C’è un accordo comune sull’evitare l’utilizzo della straight mode dalla griglia alla prima curva. Deve essere ratificato dalla FIA, ma mi risulta che ci sia consenso generale».
Non a caso, durante le numerose prove di partenza svolte in Bahrain, i piloti hanno mantenuto l’ala in modalità “corner”, privilegiando il massimo carico per garantire stabilità e controllo nel tratto più delicato del primo giro.
Continuano le discussioni: Ferrari meglio di tutti in partenza
Se l’eliminazione della modalità a bassa resistenza riduce uno dei rischi principali, resta aperta un’altra questione: la marcata differenza di spunto tra le power unit. Le simulazioni hanno evidenziato performance molto diverse allo spegnimento dei semafori, con la Ferrari particolarmente brillante nei primi metri. Una variabile che potrebbe stravolgere l’ordine già prima di curva 1.

Charles Leclerc, Ferrari SF-26 (© Scuderia Ferrari)
Il pilota della Mercedes George Russell ha ammesso le difficoltà incontrate: «Le due partenze che ho fatto questa settimana sono state peggiori della mia peggiore partenza in F1. A questo punto non conta quanto sei veloce: l’ostacolo più grande è la partenza. È quello che stiamo cercando di capire».
Anche Stella ha sottolineato come le disparità restino evidenti: «L’attività che si sta facendo sulle partenze è positiva. Tutti hanno la possibilità di preparare la power unit, ma vediamo ancora differenze significative nelle prestazioni allo start. In un certo senso, la preoccupazione non è stata completamente superata».
Già negli scorsi mesi alcuni team avevano chiesto una modifica nelle procedure di partenza, ma Ferrari ha fatto muro. Il problema riguarda il fenomeno del turbo lag, caratterizzato da un ritardo nell’erogazione della potenza e causato dall’eliminazione della MGU-H. Nei test è apparso evidente che il Cavallino è riuscito ad aggirare questo problema. Per questo, Fred Vasseur non vuole cambiamenti regolamentari in questo senso.
Il primo appuntamento stagionale è alle porte: il GP d’Australia potrebbe offrire subito un banco di prova ad alta tensione. La combinazione tra monoposto più estreme, power unit profondamente riviste e procedure ancora in fase di assestamento promette partenze spettacolari, ma anche cariche di rischio.
La FIA ha scelto la via della prevenzione. Resta da capire se basterà per evitare che i primi metri del 2026 diventino il vero punto critico della nuova era tecnica.