MotoGP
Razgatlioglu e Moreira: i mondi all’opposto
Il turco è impaziente, il brasiliano è fiducioso e predica calma. Il tutto nonostante i punti di partenza siano molto simili, in vista dell’esordio di Buriram.
Toprak sconsolato, Diogo fiducioso. Le parole pronunciate da Razgatlioglu e Moreira rappresentano due umori completamente opposti, nonostante risultati per il momento totalmente sovrapponibili. A cambiare è l’approccio scelto dal campione del mondo SBK e da quello della Moto2. Quello fa tutta la differenza del mondo, anche sulle visioni future.
I tempi (per quel che contano)
Sarebbe sbagliato anche solo citarli, dato che si tratta dei primi test ufficiali della stagione. Ma in questo caso, aiutano a contestualizzare ancora di più il termine di paragone. Perché la verità è che Toprak Razgatlioglu e Diogo Moreira hanno concluso con un “best lap” molto simile.
Il turco ha concluso i test con un miglior tempo di 1:58.326, Moreira invece ha fatto registrare un 1:58.476. Prestazioni, almeno sul giro singolo, totalmente molto simili, anche se arrivate dopo metodi e tempi di lavoro differenti. Non è molto, ma è un punto di partenza interessante.
Toprak: «Speravo di scendere sotto l’1:58»
Era partito carico Toprak, già dalle prime prove private effettuate ad Aragon. Quando dichiarò che, se solo avesse potuto, avrebbe volentieri usato gomme in più rispetto a quelle che aveva a disposizione. Un approccio molto deciso, volto a prendersi la scena il prima possibile. Passati i test di Valencia, con riscontri tutto sommato positivi, a Sepang il turco è rimasto deluso della sua performance.
Considerando anche i problemi avuti da Yamaha con i motori, era forse difficile aspettarsi di più. Toprak però non vuole sentire scuse: «Non è stato bello vedermi lì, da pilota Superbike ero abituato ad altro. Speravo di fare un 1:57.6/1:57.8, ma sono stato più lento e questo mi ha dato fastidio. Nel pomeriggio ho girato un po’ con Jack ed era evidente quanto fosse più efficace nelle curve veloci».
La strada per Razgatlioglu è più in salita rispetto alle aspettative. Si è dovuto scontrare con una realtà piuttosto scomoda per uno come lui: «Serve più uno stile da Moto2, le gomme sono molto sensibili. Quanto tempo ci vorrà ad adattarsi? Credo almeno cinque gare, spero in un processo rapido».
Diogo: «Siamo sulla buona strada»
Completamente opposto il “mood” di Diogo Moreira. Nei sei giorni complessivi, compreso lo shakedown, il brasiliano ha completato una buona progressione, che lo ha portato sempre più vicino al tempo degli altri. Un percorso che Moreira sta prendendo con positività, guardando più ai progressi che ai limiti ancora presenti, come il tempo da limare o la rigidità dovuta all’esordio:

Diogo Moreira in sella alla sua Honda a Sepang (© MotoGP)
«Penso che i progressi siano stati molto buoni. Giorno dopo giorno, il feeling è stato migliore. Il pomeriggio dell’ultimo giorno è stato ancora migliore. Penso che la configurazione di base per noi sia stata buona. Abbiamo fatto molti giri ed abbiamo capito meglio la moto. Penso che siamo sulla buona strada». Diogo è consapevole che il tempo per fare passi in avanti c’è:
«Abbiamo tutto l’anno per migliorare ed imparare, abbiamo tempo per farlo. Dobbiamo imparare, anche con il team, che mi aiuta molto. Sono molto contento in questo momento. Dobbiamo continuare così. Giorno dopo giorno, gara dopo gara, dobbiamo continuare a migliorare. Alla fine, come ho detto, ho tutto l’anno per imparare. Senza dubbio, dobbiamo divertirci». Insomma, parola d’ordine: calma.
Razgatlioglu vs Moreira
Approcci opposti, aspettative per la stagione differenti. La “preoccupazione” di Toprak rispecchia in realtà la sua mentalità e le alte aspettative che ha in primis da se stesso. Quando parla della possibilità di metterci 4-5 gare per adattarsi al meglio alla guida richiesta dalla MotoGP, lo fa quasi come se si sentisse in difetto. Come se nella sua testa fosse automatico il fatto di riuscire subito ad adattarsi ad un mondo che, rispetto alla SBK, in realtà cambia dal giorno alla notte.
Toprak Razgatlioglu festeggia il titolo di campione SBK 2025 (© World SBK)
Al contrario Moreira, vede il bicchiere mezzo pieno. Lui che per esempio a Valencia, nel test di qualche mese fa, era stato molto più guardingo dell’altro rookie. Una cosa che era risultata evidente anche dalla narrazione fatta dopo quei primi giri fatti da entrambi in sella alla MotoGP. Vede al futuro con maggior serenità, consapevole forse che la sua vera chance potrà arrivare forse solo dal 2027, quando i regolamenti stravolgeranno le moto e rimetteranno tutto in bilico.
Stessa cosa vale per Toprak, anzi: la sua grande esperienza con le gomme Pirelli, che subentreranno proprio l’anno prossimo, renderanno il suo 2027 ancora più interessante. Ma come detto, il discorso è più personale, di aspettative singole. Cosa premierà di più: la rabbia di Razgatlioglu, o la serenità di Moreira? Alla fine, non è neanche detto che ci sarà per forza un perdente, al termine di questo 2026.