Auto
Le utilitarie sono destinate a sparire dal mercato europeo? Per Cappellano serve una reazione rapida
Il responsabile del mercato europeo di Stellantis tuona: «I costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l’accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite».
Emanuele Cappellano durante il Bruxelles Motor Show 2026 ha delineato un quadro chiaro del mercato europeo dell’auto, delle sue criticità e di ciò che necessitano le industrie per risollevarsi in un sistema che oggi vive una crisi importante. Oltre a questo secondo il responsabile per la parte europea di Stellantis sostiene che l’UE dovrebbe seguire i reali bisogni dei consumatori per tornare a crescere.
La conseguenza? Perdere un segmento di auto che già oggi è in pericolosa diminuzione e che potrebbe portare a conseguenze importanti per la popolazione e la sua mobilità.
Un mercato in crisi
Il mercato europeo è il solo che non è riuscito a tornare ai numeri pre Covid del 2019 tra i mercati automotive mondiali. Secondo Cappellano i fattori sono molteplici: «I costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l’accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite».
«Serve colmare il gap con la Cina su batterie e semiconduttori. I costi di trasformazione in Europa sono più elevati. Senza un impegno congiunto di industria e UE, il settore continuerà a ridursi: 3 milioni di auto in meno equivalgono a circa 10 stabilimenti e migliaia di posti di lavoro».
Le politiche dell’Unione Europea nei confronti dell’industria automotive secondo il manager di Stellantis non hanno fatto altro che rafforzare le difficoltà. Volendo puntare con forza solo sull’elettrico non è stata fatta una scelta a supporto delle aziende, ma bensì si è portato i grandi costruttori a rinunciare sempre di più al segmento delle piccole vetture.
Emanuele Cappellano, capo di Stellantis Europa (© Stellantis)
Addio alle utilitarie?
Le tecnologie elettriche hanno costi troppo elevati e questo ha fatto si che il prezzo delle auto si alzasse vertiginosamente. Un’escalation che ha reso inaccessibili anche le utilitarie, uno dei segmenti più usato dai consumatori. Non si trovano più auto a buon mercato e questo rischia di avere un impatto forte sulle scelte degli automobilisti.
L’aumento dei prezzi, il calo del potere d’acquisto e stipendi non adeguati potrebbero essere una combo perfetta per mettere ulteriormente in crisi la fascia di popolazione medio bassa che oggi già fatica a permettersi i veicoli di segmento A, ma ci riesce con qualche sforzo e rinuncia.
In questo scenario potrebbe cambiare radicalmente lo scenario commerciale, con meno persone che possono permettersi auto nuove e più consumatori improntati al mercato di seconda mano. Scelta che potrebbe impattare anche sulla sicurezza stradale, dovendosi affidare a mezzi più usurati e con il tempo meno affidabili.
Investimenti diversificati
In una situazione economica che appare grigia, Cappellano ha tracciato la sua via per trovare soluzioni efficienti alla crisi che sta vivendo il mondo automotive europeo. In primis una sinergia tra UE, governi nazionali e industrie per tracciare una strada che vada veramente incontro ai bisogni dei consumatori e non solo.
«La risposta vera è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni. Puntare su una sola tecnologia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee».
«Due sono le richieste principali: flessibilità nel breve termine (2026–2029) sui target CO₂, ad esempio abbassandoli o introducendo crediti per le piccole auto, e rapidità decisionale, perché il problema è immediato. Serve inoltre riconoscere che la decarbonizzazione passa da più tecnologie. Incentivare il rinnovo del parco circolante sarebbe molto più efficace che imporre mix elettrici irrealistici sui veicoli commerciali leggeri». Sentenzia Cappellano.
Diversificando gli investimenti tra le differenti soluzioni tecnologiche si consentirebbe di avere più segmenti automobilistici che vanno incontro alle richieste della popolazione. In questo modo le case automobilistiche potrebbero soddisfare le innumerevoli necessità dei consumatori, che per ogni situazione avrebbero una soluzione a loro congeniale.
Soluzioni per tutti
Non solo, ma dare incentivi che aiutino e motivino le persone a cambiare i loro veicoli anche senza passare da un motore a combustione ad uno totalmente elettrico è fondamentale. L’accoglienza delle batterie e delle innovazioni elettriche è diversa in tutto il continente e questo è dovuto al mosaico socio culturale su cui si fonda l’Unione Europea.
Una caratteristica da tenere in considerazione, soprattutto per comprendere che non tutti i popoli o non tutti i paesi sono pronti ad accogliere allo stesso modo le novità. Soprattutto se obbligano a cambiamenti radicali nelle abitudini.
Serve però assumere una strada definitiva che porti a risultati nel più breve tempo possibile affinché poi non sia troppo tardi. Le recenti modifiche che l’UE ha dichiarato di voler apportare sono un primo passo, ma secondo Cappellano non sono ancora sufficienti.
La gamma di Stellantis (© Stellantis)
In prima linea
Stellantis vuole invece giocare un ruolo da protagonista in quello che sarebbe un percorso di risanamento del mercato europeo. Grazie alla presenza di più marchi il manager è convinto che il gruppo possa continuare ad soddisfare tutte le richieste dei consumatori. Questo grazie anche ad alcune decisioni strategiche che però verranno probabilmente definite più avanti.
«La nostra forza è il fatto di avere 11 marchi con più di 60 modelli e fra 2025 e 2026 lanciamo 25 nuovi prodotti e tecnologie. Il piano strategico sarà presentato nella prima metà dell’anno e ho molta fiducia dell’attitudine che vedo all’interno di Stellantis, ma fuori dal gruppo, la situazione è più preoccupante. Posso però dire che STLA Small è per noi una priorità assoluta ed è uno strumento chiave per i segmenti A e B».
Per ristabilire equilibrio nel mercato europeo serve dialogo tra le varie parti in causa. La situazione ad oggi non è rosea e per quanto singolarmente le aziende provino a fare la loro parte, per risollevare l’ecosistema continentale serve una cooperazione a 360 gradi per far si che l’industria non collassi su se stessa.