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Tappe Marathon alla Dakar: come funzionano e perché fanno la differenza

Con la nona tappa si è aperto il secondo Stage Marathon della Dakar 2026: due giorni senza assistenza, bivacco essenziale e riparazioni fai-da-te.

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Francisco Lopez e Alvaro Leon alle prese con alcune riparazioni notturne presso il bivacco della Tappa Marathon (© Red Bull Content Pool)

La Dakar 2026 è entrata oggi in una delle sue fasi più delicate: la Tappa 9, prima metà del secondo Stage Marathon previsto per quest’anno. Rappresenta l’inizio di un blocco di due giorni senza assistenza, che si completerà domani con la Tappa 10. La prima Marathon dell’edizione era stata invece disputata nella settimana iniziale, tra gli Stage 4 e 5.

Tra le mille variabili che rendono la Dakar unica nel panorama del motorsport, la tappa Marathon è una delle più decisive e affascinanti. Introdotta di nuovo nel regolamento dal 2024, è un chiaro omaggio all’epoca pionieristica del rally-raid: quando l’autosufficienza meccanica era parte integrante della sfida e non esisteva la figura del “supporto totale” garantito dai team moderni.

Le Tappe Marathon alla Dakar 2026: nessuna assistenza e rifugi essenziali

Per regolamento, la Marathon si disputa su due tappe consecutive in cui è vietato qualunque supporto esterno. Niente meccanici, niente camion officina, niente ingegneri: i mezzi devono essere gestiti e riparati solo dagli equipaggi stessi, usando gli attrezzi e i ricambi che hanno scelto di portare in gara. L’unico aiuto consentito è quello tra concorrenti ancora in corsa.

Al termine della Tappa 9 i piloti e i navigatori hanno raggiunto un bivacco estremamente essenziale, il cosiddetto Bivouac Refuge. Qui l’organizzazione fornisce soltanto tende e razioni preconfezionate. Nessuna struttura dei team, nessun comfort infrastrutturale: nel rifugio i piloti non hanno a disposizione neanche le docce e i servizi igienici.

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La notte al Bivouac Refuge (© Red Bull Content Pool)

Oltre a prepararsi fisicamente e mentalmente per la prova del giorno dopo, i piloti hanno qualche ora per ispezionare il mezzo e riparare eventuali danni. È il ritorno a un concetto caro alle origini del rally-raid e reintrodotto dal 2024 con le Crono 48H.

Lo spirito è rimasto lo stesso, ma il formato quest’anno è cambiato. La Chrono 48H era una tappa speciale introdotta alla Dakar dove i concorrenti affrontavano un’unica lunghissima speciale distribuita su 48 ore di gara continua. Durante la prova non c’erano bivacchi fissi: i piloti dovevano fermarsi in uno dei campi lungo il percorso allo scoccare del tempo massimo. La Marathon invece si sviluppa su due tappe distinte in due giorni consecutivi.

Questa edizione 2026 aggiunge una variabile ulteriore. Auto e moto non condividono lo stesso tracciato e dormono in campi separati, impedendo ai primi di beneficiare delle tracce lasciate dagli altri. Per le vetture significa navigazione più complessa e una maggiore possibilità di errori nella fase più delicata della Marathon.

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Carlos Sainz SR. al rifugio della Tappa Marathon (© Red Bull Content Pool)

Strategia e rischi

Nella Marathon la gestione del mezzo pesa quanto, e talvolta più, del passo gara. L’impossibilità di effettuare riparazioni profonde durante la notte impone scelte conservative sulla prima giornata: preservare le gomme, stressare il meno possibile le sospensioni e tenere una navigazione pulita sono accorgimenti fondamentali.

Una prima tappa senza imprevisti è il requisito necessario per poter attaccare il giorno dopo, quando la carovana tornerà al bivacco principale e ai reparti di assistenza.

La Marathon è uno dei pochi momenti della Dakar in cui il distacco cronometrico può esplodere in modo significativo: problemi che in un normale stage costerebbero minuti, qui possono trasformarsi in ore. Infatti, la Tappa 9 di oggi non ha risparmiato colpi di scena, traendo in inganno anche piloti di grande esperienza.

Nasser Al-Attiyah, cinque volte vincitore della Dakar, ha perso minuti preziosi a causa di alcuni errori di navigazione. Ha pagato queste imprecisioni a caro prezzo: prima di oggi era leader della classifica, mentre ora si trova in terza posizione alle spalle delle Ford di Nani Roma e Carlos Sainz.

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Nani Roma, Ford M-Sport (© Red Bull Content Pool)

La Tappa 10 di domani potrebbe essere decisiva per capire chi resterà in corsa per la vittoria finale e chi invece pagherà la notte passata a stringere bulloni al buio.

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