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Dakar

Rachele Somaschini al via della Dakar 2026 con un camion e un team tutto al femminile

Rachele Somaschini affronterà per la prima volta l’iconico Rally Raid nella categoria Classic con un equipaggio tutto femminile, al volante di un Mercedes Unimog 435.

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Monica Buonamano, Rachele Somaschini, Serena Rodella
Monica Buonamano, Rachele Somaschini, Serena Rodella (© Rachele Somaschini)

Rachele Somaschini alla Dakar 2026 segna una delle partecipazioni italiane più importanti della prossima edizione del rally raid più duro al mondo. La pilota milanese affronterà la categoria Classic, al volante di un mezzo pesante: un Mercedes-Benz Unimog 435, insieme a un equipaggio tutto al femminile.

Un equipaggio tutto al femminile nella Dakar Classic camion

Dopo una stagione nel Campionato del Mondo Rally WRC2, Rachele Somaschini cambia scenario e disciplina. Tra due giorni sarà al via della Dakar Classic, gara di regolarità e navigazione riservata ai veicoli storici, affrontando oltre 7.000 chilometri nel deserto dell’Arabia Saudita.

Al suo fianco ci saranno Serena Rodella, secondo pilota e meccanico di grandissima esperienza, e Monica Buonamano, navigatrice con già tre partecipazioni alla Dakar Classic. Nasce così il Ladies Dakar Team, primo equipaggio italiano composto da tre donne su un camion nella storia della competizione.

«Chi mi conosce sa che superare i miei limiti è il motore della mia esistenza» ha raccontato la pilota attraverso i suoi canali ufficiali. «L’unico modo che sento utile a combattere la patologia che mi accompagna e per la quale ancora non esiste cura. Tuttavia, con la Dakar Classic mi metto alla prova in qualcosa che è davvero molto oltre la zona di confort, senza sapere realmente cosa mi aspetta, ma sono eccitatissima».

Questo progetto è stato reso possibile anche grazie ad alcuni sponsor che sono al fianco di Rachele già da qualche stagione come Prima Assicurazioni, Mapei, SLF Abrasivi, Kemtec e Gruppo Meregalli. A questi si sono aggiunti partner che saranno fondamentali per il loro il contributo tecnico come Castrol, FIAMM, Sparco e Stilo.

Il Mercedes Unimog e la sfida tecnica nel deserto

Il mezzo scelto è un Mercedes-Benz Unimog 435 del 1988, preparato da Tecnosport Rally, struttura comasca attiva nei rally raid dal 1992. Un veicolo impegnativo, con 130 CV e un peso a vuoto di oltre 44 quintali, che richiede gestione, precisione e resistenza.

Nella Dakar Classic, la prestazione pura passa in secondo piano rispetto a regolarità, navigazione e affidabilità meccanica. Le giornate prevedono una media di circa 600 km tra prove e trasferimenti, spesso in condizioni ambientali estreme.

Il percorso della Dakar 2026

Il percorso della Dakar 2026 (© Dakar)

Preparazione fisica, patente C e test in Tunisia

Per affrontare questa sfida, Rachele ha dovuto intensificare la preparazione fisica, conseguire in tempi rapidi la patente C e svolgere sessioni di test in Tunisia con il proprio equipaggio. Un passaggio fondamentale per prendere confidenza con la guida di un mezzo pesante su sabbia e dune.

La Dakar 2026 rappresenta per la pilota milanese una sfida sportiva ma anche personale, considerando la necessità di conciliare le sue terapie per la fibrosi cistica con i ritmi estremi della gara e le alte temperature del deserto.

L’edizione di quest’anno, con i cambiamenti apportati al percorso, sarà una delle più toste. Niente che possa spaventare il trio tutto al femminile pronte a scrivere una pagina importante per la storia della iconico Rally Raid.

CorrerePerUnRespiro, la Dakar come megafono internazionale

La partecipazione alla Dakar Classic sarà accompagnata anche dal progetto solidale #CorrerePerUnRespiro, fondato da Somaschini nel 2016 a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica. Un’iniziativa che trova nella Dakar una vetrina globale.

«Dovrò comunque conciliare le rigide e massacranti tempistiche di gara con le mie terapie e con la mia sensibilità alle alte temperature. Tutto questo costituirà una sfida nella sfida ma anche un’occasione unica per portare il messaggio di CorrerePerUnRespiro in altri continenti e in contesti molto diversi dal mio».

«Di fronte a questa opportunità la difficoltà diventa uno stimolo e non vedo l’ora di mettermi in gioco. Conto molto anche sull’esperienza del mio equipaggio di donne toste e ferrate in questo tipo di gara, e su quella di Tecnosport, che ha un track-record pluriennale nella Dakar, e sento di essere supportata al meglio» ha affermato Rachele Somaschini.

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