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Formula 1

Arvid Lindblad verso il debutto in F1: «Non devo essere ingenuo quando le cose saranno difficili. Sarà un grande salto e ci sarà molto da imparare»

«Ho scalato le categorie abbastanza velocemente. Sono abituato a essere gettato nella mischia per emergere. Da questo punto di vista questa caratteristica può aiutare anche in F1. Allo stesso tempo non sono mai stato in F1 e quindi non so cosa aspettarmi».

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Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team
Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team (© Red Bull Content Pool)

Arvid Lindblad debutta in Formula 1 nel 2026 come unico rookie della griglia, al volante della Racing Bulls accanto a Liam Lawson. È da qui che parte il percorso del britannico classe 2007, protagonista di una promozione rapida e tutt’altro che improvvisata, raccontata in un’intervista esclusiva a Formula1.com.

Un percorso precoce

L’approdo di Arvid Lindblad in Formula 1 è il risultato di una carriera costruita a velocità elevata. Dopo il karting, Lindblad ha impiegato appena quattro stagioni per scalare Formula 4, Formula 3 e Formula 2, rimanendo un solo anno in ciascuna categoria.

Un percorso che ha attirato molto presto l’attenzione di Red Bull, che lo ha inserito nel proprio programma junior quando aveva appena 13 anni. La capacità di adattarsi rapidamente a ogni nuovo contesto è diventata uno dei suoi principali punti di forza.

«Ho scalato le categorie abbastanza velocemente. Sono abituato a essere gettato nella mischia per emergere. Da questo punto di vista questa caratteristica può aiutare anche in F1. Allo stesso tempo non sono mai stato in F1 e quindi non so cosa aspettarmi. Dobbiamo vedere. Io dovrò essere flessibile mentalmente e lavorare sodo perché questo passaggio di categoria è il più importante con cui ho avuto a che fare nella mia carriera». 

Arvid Lindblad in Formula 2

Arvid Lindblad in Formula 2 (© Red Bull Content Pool)

Racing Bulls e il debutto nel Mondiale 2026

Pur non avendo conquistato i titoli in F3 e F2, Lindblad è diventato il più giovane vincitore di una gara in entrambe le categorie. Prestazioni e qualità del feedback tecnico hanno convinto Red Bull a richiedere una deroga speciale per la Superlicenza, permettendogli di iniziare prima che compiesse 18 anni il lavoro di avvicinamento alla Formula 1.

«Ho sempre pensato che se mi con centravo sulle prestazioni in F2, avrei avuto l’opportunità di arrivare in F1. Quindi mi sono sempre concentrato su questo. La Super Licenza e la sessioni in FP1 mi hanno dato confidenza nel comprendere che stavo facendo le cose nel modo giusto. Di conseguenza poi tutto è andato bene»

Il primo vero contatto con una monoposto di F1 è arrivato durante le FP1 di Silverstone, disputate mentre era ancora impegnato nel weekend di Formula 2. Un contesto complesso, gestito però senza errori. «Silverstone è stato speciale per me, essendo la prima volta alla guida di una F1 in una sessione ufficiale, davanti al mio pubblico di casa».

«Allo stesso tempo però stavo gareggiando in F2 quindi non potevo mettere tutte le energie sulla F1, in quanto dovevo fare bene anche nella mia categoria».

Il passaggio chiave, secondo fonti interne al team, è arrivato con la seconda FP1 in Messico, dove Lindblad ha potuto concentrarsi esclusivamente sul programma F1. «In Messico è stato invece più facile. Lì ero totalmente focalizzato sul lavoro da svolgere. C’era pressione, perchè Max (Verstappen, ndr) era in lotta per il campionato e io non potevo commettere errori, ma sono stato molto soddisfatto delle due prove libere, soprattutto della seconda». 

Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team

Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team (© Red Bull Content Pool)

Un inverno intenso tra simulatore e test

Lindblad è consapevole delle difficoltà che lo attendono. Il 2026 prevede tre sessioni di test pre-stagionali, ma anche un regolamento completamente nuovo che rende la preparazione più complessa del solito.

«Ci sono moltissime cose su cui devo lavorare per arrivare al livello richiesto. Il cambio regolamentare rende tutto ancora più impegnativo, soprattutto dal punto di vista della gestione della power unit. Ci sarò molta più attenzione su quell’area durante la guida, quindi devo cercare di capire come essere a mio agio con tutte le cose da gestire mentre sarò in macchina», ha spiegato.

Il lavoro al simulatore e in fabbrica sarà centrale per farsi trovare pronto già dai primi test di Barcellona. «Per questo so che devo lavorare molto in sede con il team, al simulatore e facendo tutto il possibile per velocizzare il processo di adattamento».

Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team

Arvid Lindblad, Visa Cash App Racing Bulls F1 Team (© Red Bull Content Pool)

I consigli della squadra

All’interno di Racing Bulls, la fiducia nei confronti del giovane britannico è già evidente. Il team principal Alan Permane ha sottolineato la maturità del pilota. Accanto a lui, anche il CEO Peter Bayer ha spinto per una crescita graduale ma costante.

Lindblad svela cosa gli ha consigliato il suo Team Principal. «Non devo essere ingenuo quando le cose diventeranno difficili. So che sarà un grande salto e che ci sarà molto da imparare, anche durante la stagione», ha ammesso. L’obiettivo non è fissare traguardi immediati, ma dimostrare progressi continui all’interno di un progetto tecnico in evoluzione.

«Anche durante i primi test e la prima parte della stagione ci saranno moltissime cose da imparare per me. Anche dal lato del team, perchè per me sarà tutto molto nuovo. Dobbiamo imparare anche come crescere insieme».

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