Formula 1
F1 | Clamorosa ipotesi: gare più corte per permettere le modifiche ai motori del 2027?
Secondo quanto emerso durante la conferenza stampa dei team principal in Canada, per agevolare l’introduzione delle modifiche alle power unit nel 2027 sul rapporto potenza termica ed elettrica, si starebbe valutando una riduzione strategica della durata di alcuni Gran Premi.
La FIA è al lavoro per trovare un compromesso fondamentale per la F1 nel 2027: durante la conferenza stampa dei team principal in Canada, è emerso che si starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di fare gare più corte in alcuni tracciati. Questo succederebbe per permettere l’introduzione del rapporto 60-40 tra la potenza termica e la parte elettrica.
Il problema dei regolamenti 2026 e i costi dei telai
I regolamenti sui motori previsti per il 2026 hanno mostrato fin da subito delle criticità, generando monoposto in debito di potenza e costringendo i piloti alla pratica dell’estremo lift and coast persino nel giro di qualifica. Per correre ai ripari, l’obiettivo per il 2027 è quello di passare a una divisione della potenza del 60-40, riducendo l’impatto dell’energia elettrica a favore della combustione interna.
Il grande ostacolo a questa rivoluzione è di natura pratica ed economica. Aumentare la potenza a combustione significa dover incrementare il flusso di carburante e, di conseguenza, la capacità dei serbatoi. Questo dettaglio tecnico costringerebbe le squadre a dover riprogettare i telai per il 2027, andando contro i piani originari di molti team che speravano di mantenere il design del 2026 per risparmiare risorse.
Ayao Komatsu, team principal della Haas, ha chiarito la questione avvertendo che un extra costo di 5 o 10 milioni di dollari per rifare i telai non sarebbe la direzione giusta per le squadre.

Una power unit Mercedes (© Mercedes-AMG F1)
Il compromesso: gare ridotte e giri di formazione limitati
Per evitare di gravare sui bilanci delle scuderie costringendole a un redesign, è emersa la soluzione di ridurre la distanza complessiva dei Gran Premi.
Secondo i calcoli, il compromesso si potrebbe raggiungere tagliando uno o due giri in circa quattro circuiti del calendario particolarmente esigenti dal punto di vista del motore. A questo si aggiungerebbe una direttiva per consentire un solo giro di ricognizione, invece degli attuali due, per lo schieramento in griglia. In questo modo verrebbe risparmiato ulteriore carburante.
A confermare questa possibilità è intervenuto Alan Permane, team principal della Racing Bulls, svelando che a livello di team principal si è già raggiunto un accordo: qualora una squadra volesse mantenere il proprio telaio e quindi il serbatoio non fosse abbastanza capiente per completare una gara di 310 km, si interverrebbe accorciando le gare, ma solo dove «assolutamente necessario».
Il team principal Racing Bulls Alan Permane ha parlato della possibilità di gare più corte in F1 nel 2027 (© Red Bull Content Pool)
La politica frena, ma i piloti approvano
Nonostante l’ingegnosa soluzione, la strada è ancora in salita a causa di ostacoli pratici e politici:
- Costruttori come Audi, Ferrari e Honda hanno votato contro la proposta iniziale della FIA, non raggiungendo la maggioranza qualificata necessaria per accelerare i cambiamenti hardware.
- La Ferrari, in particolare, appoggerebbe le modifiche tecniche ma riterrebbe molto più fattibile uno slittamento al 2028. Questo per una questione di risorse umane: gli stessi ingegneri chiamati a modificare i motori per il 2027 sono anche quelli che dovrebbero occuparsi del sistema ADUO (il meccanismo di compensazione pensato per aiutare i costruttori in ritardo di prestazioni).
Se i costruttori frenano, i piloti spingono forte sull’acceleratore. Carlos Sainz, alfiere della Williams, ha definito la proposta per il 2027 un passo esattamente nella direzione in cui lo sport dovrebbe andare, chiedendo a FIA e FOM di essere “dure” contro gli interessi politici dei vari marchi.
Max Verstappen durante il GP di Miami (© Red Bull Content Pool)
Anche il quattro volte campione del mondo Max Verstappen ha accolto con entusiasmo la notizia. Da sempre critico verso le limitazioni delle batterie previste per il 2026, l’olandese ha dichiarato che questi cambiamenti migliorerebbero sicuramente il “prodotto” Formula 1, aggiungendo che tali novità lo aiuterebbero «sicuramente» a decidere di restare nella massima categoria.