Formula 1
F1 | Suzuka International Racing Course, sfide e segreti di uno dei circuiti più iconici al mondo
Terzo Round e terzo circuito della stagione di F1: il tracciato giapponese di Suzuka è uno dei più amati da piloti e appassionati

Il circus di F1 fa tappa a Suzuka per il GP del Giappone, terzo Round della stagione. Ritenuto da piloti e addetti ai lavori uno dei più affascinanti e divertenti del campionato, l’iconico tracciato nipponico e le sue curve ad alta velocità rappresentano una delle sfide più appassionanti del calendario.
Suzuka International Racing Course: le insidie di uno dei circuiti più iconici della F1
Composto da 18 curve, 10 a destra e 8 a sinistra, il circuito di Suzuka è lungo 5.807 km. Per il GP di F1 di questo weekend sono previsti 53 giri, per una distanza totale di gara pari a 307.471 km. Il tracciato è famoso per le sue curve ad “S” da percorrere ad alta velocità; sono poche le frenate brusche.
Un’altra particolarità del suo layout è la forma ad “ottovolante”: infatti, il rettilineo posteriore lungo 1,2 km che passa sopra la sezione anteriore per mezzo di un cavalcavia. Tra le piste con licenza FIA di grado 1 è l’unica al mondo a presentare questa conformazione.
Fu Soichiro Honda a far costruire il circuito, inizialmente concepito come pista di prova per le vetture dell’omonima casa automobilistica. A progettarlo fu l’olandese John “Hans” Hugenholtz: secondo il suo disegno originale, la pista sarebbe passata sopra sé stessa per ben 3 volte.

Il layout del circuito di Suzuka (© F1)
Il layout del circuito
Il rettilineo principale è l’unico punto in cui è possibile spalancare i DRS. Sono però pochi i metri che separano la linea del traguardo a curva 1. Si tratta di una svolta a destra tutt’altro che scontata, in cui è importante allagarsi per poi centrare il punto di corda di curva 2 senza fare correzioni e mantenendo una buona velocità di percorrenza.
Segue la parte più complicata del tracciato: le “S Curves”, una serie di curve veloci da percorrere tra la quinta e la sesta marcia e in cui è vietato sbagliare, dato che una piccola sbavatura compromette la buona riuscita dell’intero settore. La sezione termina con curva 7, all’uscita della quale i piloti sono attesi da una salita che li immette nel secondo settore.

Le “S Curves” si Suzuka (© Scuderia Ferrari)
Dopo la Dunlop Curve (curva 7), in cui si cerca di mantenere il centro della sede stradale, le monoposto affrontano le curve 8 e 9, entrambe verso destra, anche conosciute come “Degner” 1 e 2. La prima è spesso percorsa a pieno gas in sesta o settima marcia. La seconda invece richiede una scalata in quarta o quinta marcia.
È importante uscire con grande velocità per avere un buono slancio nel breve rettilineo che segue e nella veloce curva 10, che porta a uno dei punti più tecnici, ma anche più lenti, del tracciato. Si tratta del tornantino di curva 11, in cui è fondamentale rallentare a dovere la vettura e avere una buona trazione in uscita, prima di lanciarsi in curva 12, da percorrere a gas spalancato.

Il tornantino di Suzuka (© F1)
Dopodiché si arriva, in settima marcia, a un’altra iconica sezione della pista: la “Spoon Curve” (il cucchiaio, curve 13 e 14). Si compone di due curve veloci, entrambe a sinistra. È importante allagarsi in ingresso per uscire con grande velocità sul rettifilo più lungo del circuito, che immette nel terzo e ultimo settore.
Il tratto rettilineo conduce a un’altra curva affascinante e ricca di storia: si tratta della 130R, velocissima e da affrontare in pieno. Questa svolta a sinistra, la 15ª del circuito, è in particolar modo ricordata per lo strepitoso sorpasso di Fernando Alonso su Michael Schumacher nel 2005.

La famigerata curva “130R” prende il nome dal suo raggio, che era in origine pari a 130 m (© Red Bull)
Dopo un breve tratto rettilineo i piloti sono attesi dalla difficile chicane “Casio Triangle”. Si tratta della frenata più brusca del giro, dato che si passa da 300 a circa 150 km/h. Spesso i piloti passano con aggressività sopra al cordolo di curva 16 per risparmiare metri e uscire il prima possibile dalla 17.
Nel 1989 fu teatro di uno degli scontri più famosi della rivalità Prost-Senna. I due entrarono in contatto proprio in questo punto del tracciato: il francese fu costretto al ritiro ma festeggiò la vittoria del titolo mondiale in seguito alla squalifica del rivale. È importante avere una buona trazione in uscita dalla chicane per entrare con velocità nella 18ª e ultima curva della pista, che immette nuovamente sul rettilineo principale.
L’albo d’oro di Suzuka
in calendario dal 1987, Suzuka ha ospitato 34 delle 38 edizioni del GP del Giappone valevoli per il Mondiale di F1. Il pilota più vincente nella storia del circuito è Michael Schumacher, con 6 successi. Segue, con 5, Lewis Hamilton: l’inglese avrà dunque la possibilità di agguantare il tedesco nell’edizione di quest’anno. Lewis Hamilton detiene il record sul giro in gara: fermò il cronometro in 1:30.983 nel 2019.
Storicamente, a differenza degli ultimi due anni, la tappa giapponese è stata quasi sempre verso il finire della stagione. Per questo, ha in più occasioni incoronato diversi campioni del mondo. Una delle edizioni più memorabili è sicuramente quella del 2000, quando Schumacher conquistò il suo primo titolo da pilota Ferrari.

I festeggiamenti di Michael Schumacher dopo il titolo conquistato in Giappone nel 2000 (© F1)