Formula 1
Le macchine del 2026 saranno un buco nell’acqua?
Le macchine 2026 preoccupano e non poco i piloti. Saranno veramente un flop? Intanto teniamoci le incertezze sulle gerarchie.
Queste nuove macchine, che esordiranno nella stagione 2026, non piacciono proprio a nessuno. È un dato di fatto: già a Barcellona i pareri non erano sembrati molto positivi, ma dal Bahrain le voci che si sono alzate sono diventate molto più insistenti. A spaventare inoltre è anche un altro aspetto tecnico, evidenziato ieri da Leclerc, che rappresenterebbe la vera sconfitta del nuovo regolamento. Ma qualcosa da salvare per ora c’è.
Macchine 2026 piuttosto lente
Che di per sé non sarebbe neanche un dramma. Guardando i tempi fatti registrare nei test del Bahrain, la differenza è molto grossa. Sicuramente, essendo che si tratta delle prime uscite assolute, di margine per recuperare ce n’è ancora molto, ma difficilmente verrà colmato a stretto regime. I grandi margini evolutivi, soprattutto lato gestione dell’energia elettrica, potrebbero cambiare le cose in futuro.
I test del 2025, ultimo anno delle vetture ad effetto suolo, che i tecnici ormai conoscevano molto bene, era stato firmato da Carlos Sainz durante il giorno 2, in 1:29.348. Nella tre giorni di quest’anno invece, che avranno un seguito, il miglior tempo lo ha fatto Andrea Kimi Antonelli, in 1:33.669. Il problema però non sono tanto i tempi, quanto il feeling dei piloti che, quasi all’unanimità, hanno lamentato varie problematiche.
Il lift and cost e non solo
Durante la stagione 2025 c’era grande preoccupazione dal punto di vista della gestione elettrica, soprattutto per i giri da qualifica. I primi test in galleria del vento avevano fatto circolare voci sul fatto che i piloti potessero addirittura essere costretti ad alzare il piede nei rettilinei, così da averne a sufficienza. Un dubbio che al momento sembra essere realtà, tra i primi a evidenziarlo è stato Lewis Hamilton. Ha fatto notare come ad esempio a Barcellona, in simulazione qualifica, ha dovuto fare 600 metri di lift and coast. E poi ci sono tante cose da capire sul funzionamento generale:
«Nessun fan capirà quanto è complesso. È ridicolmente complesso. Ci hanno spiegato tutto in diverse riunioni e servirebbe una laurea per comprenderlo a pieno». A fargli eco sulle problematiche troviamo anche Fernando Alonso. Tra i vari temi, quello più curioso riguarda le velocità in curva: «Siamo più lenti di oltre 50 km/h in curva 12, queste auto potrebbe guidarle anche il nostro chef. Tutto questo toglie un po’ di sfida al pilota. Adesso mettiamo tutta l’energia in rettilineo senza sprecarla in curva, dunque in curva andiamo piano. Ma così non rischiamo più».

Max Verstappen a bordo della RB22 durante i Test in Bahrain (© Red Bull Content Pool)
Molto più severo Max Verstappen, che ha definito queste macchine delle “Formula E con gli steroidi” e ha aggiunto: «A me piace guidare a tutto gas, ma al momento non possiamo farlo. Molto di ciò che fai come pilota ha un impatto enorme sulla gestione dell’energia. Per me questa non è Formula 1». Più diplomatico Charles Leclerc, che ha ammesso che queste non sono esattamente le macchine più divertenti da guidare e che il suo attuale feeling in macchina è “strano”.
E quel dubbio sui sorpassi
Da anni una delle sfide più importanti per la F1 è quella di rendere le gare più divertenti. Un primo obiettivo da raggiungere in questo senso è sicuramente quello della felicità dei piloti alla guida, e su questo c’è un po’ da lavorare, anche se magari sarà solo questione di abitudine. Un’altra tematica che però esce con sempre più frequenza negli ultimi anni è quella sulle difficoltà nei sorpassi, soprattutto quando vengono introdotti dei nuovi regolamenti.
Le macchine a effetto suolo avrebbero dovuto garantire alle macchine di poter stare più vicine tra di loro, ma nella realtà dei fatti la situazione non è cambiata moltissimo. Soprattutto con il passare degli anni e della conseguente evoluzione di tutte le vetture. Su questo punto si è espresso in particolare Charles Leclerc, che ha fatto notare come anche le macchine del 2026 presentino delle difficoltà da questo punto di vista:
«Al momento è estremamente difficile superare. Abbiamo fatto delle prove e condivido le impressioni di altri piloti. Ogni tentativo ha un costo energetico molto più alto rispetto al passato, e questo rende complicato attaccare e poi creare margine. Forse migliorerà con l’esperienza e con una migliore gestione delle situazioni». Ecco, un’eventuale toppa sui sorpassi sarebbe piuttosto grave.
Per ora, teniamoci le incertezze
Il grosso hype del 2026 al momento ruota attorno alla curiosità su quelli che saranno i nuovi valori tra le macchine in pista. Il 2025 da questo punto di vista era stato chiaro: prima McLaren, poi tutti gli altri, col solo Max Verstappen in grado di rompere questa egemonia. Adesso invece la situazione è ovviamente molto più incerta e il giochino del passarsi la palla del “più veloce” è più vivo che mai.

Lando Norris a bordo della MCL40 durante i Test in Bahrain (© McLaren Racing)
Russell preoccupato da Red Bull, che a sua volta si è ormai apertamente schierata contro per il tema delle power unit. Norris che cita anche la Ferrari come macchina pericolosa, con quest’ultima che invece tiene un profilo basso. E poi, le nuove arrivate, Audi e Cadillac. Dove le vedremo? Saranno in fondo al gruppo o già nel bel mezzo della partita?
Tutti dubbi che non ci toglieremo prima di Melbourne, e va bene così. Al momento è l’unica vera notizia confortante di questo inverno 2026.