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Lancia al bivio di Bruxelles: il mito HF basta a nascondere l’anima francese?

Luci e ombre allo stand Lancia di Bruxelles 2026. Se la Ypsilon Rally2 HF e Miki Biasion accendono la passione, resta il nodo della piattaforma CMP ex PSA. Basterà il marketing per il rilancio di un marchio che di Lancia sembra avere più poco?

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Un momento della presentazione Lancia al Salone di Bruxelles 2026, con la CEO Roberta Zerbi e con l'ex pilota di Rally Miki Biasion
Un momento della presentazione Lancia al Salone di Bruxelles 2026, con la CEO Roberta Zerbi e con l'ex pilota di Rally Miki Biasion (© Stellantis)

Al Salone di Bruxelles 2026, Lancia ha messo in scena uno spettacolo impeccabile. C’era tutto: lo stand imponente, la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale, la leggenda Miki Biasion a fare da padrino e i numeri rassicuranti degli ordini per le vetture da corsa (50 unità, di cui 30 vendute in un giorno).

Tutto perfetto, sulla carta. Il messaggio di Stellantis è chiaro: Lancia è tornata, e fa sul serio. Ma grattando sotto la vernice luccicante del marketing e della nostalgia, qualche dubbio agli appassionati più tecnici rimane. Basterà il ritorno alle corse per far dimenticare l’origine industriale della nuova gamma?

Il mito HF e il compromesso della piattaforma CMP ex PSA

La Ypsilon Rally2 HF Integrale sembra essere un gioiello, niente da dire. Sviluppata da Stellantis Motorsport, è un’arma pensata per vincere nel WRC2. Ma è, per l’appunto, un’auto da corsa.
Il problema, o la sfida, sorge quando guardiamo il prodotto stradale che deve sostenere i conti del marchio.

Lo stand Lancia al Salone di Bruxelles, con le Ypsilon HF Elettrica e HF Line

Lo stand Lancia al Salone di Bruxelles, con le Ypsilon HF Line e HF (© Stellantis)

La nuova Lancia Ypsilon, incluse le versioni HF Elettrica e Ibrida presentate in Belgio, nasce sulla piattaforma CMP (Common Modular Platform), che, nella sua versione e-CMP, è utilizzabile anche per modelli elettrificati.

È la stessa ossatura che troviamo sotto la Peugeot 208 e la Opel Corsa. Lancia, come gli altri marchi ex Fiat (o meglio FCA), non ha più quasi nulla delle radici industriali del gruppo di origine.

Per decenni, Lancia si è distinta per soluzioni tecniche raffinate e uniche. Oggi, la “Lancia Renaissance”, annunciata già nel 2022, si gioca tutta sul design, sui materiali interni e sul software. Basterà a giustificare il posizionamento “premium” e l’utilizzo stesso del marchio Lancia?

Il fattore Biasion: ricostruire l’identità tra marketing e corse

L’operazione Bruxelles, con il forte accento sul motorsport, serve proprio a questo: creare un’aura di esclusività e sportività attorno a un prodotto che, industrialmente, è condiviso con milioni di altre auto generaliste.
Lancia sta scommettendo che il marchio HF e il ricordo delle vittorie passate siano abbastanza potenti da dare un’anima “italiana” a una tecnologia franco-globale.

Il due volte campione del mondo WRC Miki Biasion insieme alla CEO Lancia Roberta Zerbi e alla Ypsilon Rally2 HF Integrale

Il due volte campione del mondo WRC Miki Biasion insieme alla CEO Lancia Roberta Zerbi e alla Ypsilon Rally2 HF Integrale (© Stellantis)

La Ypsilon HF Elettrica (e per qualcuno mettere la sigla “HF” su un mezzo elettrico suscita già disgusto) promette 280 CV e uno 0-100 in 5,6 secondi. Numeri importanti, certo. Ma la domanda è: in un mercato dove tutti condividono piattaforme, la personalità di un’auto si può costruire solo con il design e il marketing?

Lancia ha fatto un lavoro enorme sugli interni e sullo stile, differenziandosi nettamente dalle cugine Peugeot e Opel. Ma il Salone di Bruxelles ci lascia con questa doppia sensazione. Da una parte, la gioia di rivedere il marchio vivo e vegeto nel WRC, con la prospettiva di lottare per l’assoluta, regolamenti permettendo, dal 2027.

Dall’altra c’è la consapevolezza che la “vecchia” Lancia, quella dell’ingegneria folle ed esclusiva, è un ricordo. In realtà, lo è da tempo, ma ogni speranza di un ritorno a quell’ingegno sembra ormai essere morta e sepolta.

Il mercato dirà se la strategia Stellantis, guidata da Emanuele Cappellano, Stellantis Head of Enlarged Europe and European Brands, e per Lancia dalla nuova CEO Roberta Zerbi avrà successo. Per ora, godiamoci il ritorno dell’Elefantino. Sperando che basti.

Il due volte campione del mondo WRC Miki Biasion insieme alla CEO Lancia Roberta Zerbi e al responsabile dei marchi europei per Stellantis Emanuele Cappellano

Il due volte campione del mondo WRC Miki Biasion insieme alla CEO Lancia Roberta Zerbi e al responsabile dei marchi europei per Stellantis Emanuele Cappellano (© Stellantis)

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