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Addio caselli autostradali dal 2031? La Commissione Europea propone la vignetta unica UE da 150 euro
Con il pacchetto Smart Mobility 2031, la Commissione Europea punta a eliminare tutti i caselli fisici nei Paesi dell’Unione.
La Commissione Europea, nell’ambito del pacchetto Smart Mobility 2031, ha proposto l’introduzione di una vignetta digitale unica per tutti i Paesi UE. L’obiettivo è eliminare tutti i caselli autostradali fisici entro il 1° gennaio 2031.
Vignetta unica al posto dei caselli dal 2031: come funzionerà e perché la UE la vuole
La vignetta sarà collegata alla targa del veicolo e acquistabile online. Sarà disponibile in quattro tagli: 1 giorno, 10 giorni, 1 mese e 1 anno. I controlli avverranno tramite telecamere e lettura automatica delle targhe, senza più necessità di fermarsi. Il costo massimo annuale è fissato a 150 euro, con una stima per l’Italia di circa 130 euro secondo la DG MOVE (Direzione Generale della Mobilità e dei Trasporti della Commissione Europea).
Una cifra non trascurabile, che però potrebbe essere rivista nei prossimi anni. È probabile che vengano introdotte deroghe per chi usa l’autostrada solo occasionalmente (ad esempio per le vacanze estive), rendendo i tagli da 1 giorno o 10 giorni la scelta più conveniente per molti automobilisti.
La presidente Ursula von der Leyen ha definito i caselli «fabbriche di inquinamento», a causa delle code e dei continui stop and go che aumentano le emissioni. La vignetta digitale, secondo von der Leyen, è più moderna e in linea con gli obiettivi del Green Deal. Il sistema attuale è inoltre frammentato: chi viaggia da Milano a Copenaghen attraversa cinque sistemi di pedaggio diversi e incompatibili.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea (© europarl.europa.eu)
Otto Paesi, tra cui Austria, Slovenia e Repubblica Ceca, usano già la vignetta e dovranno solo adeguarsi al nuovo standard europeo. I Paesi con caselli fisici, tra cui Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, dovranno invece rinegoziare le concessioni autostradali e smantellare le barriere fisiche. Per l’Italia si tratta di una trasformazione particolarmente complessa, data l’estensione della rete gestita da concessionari come Autostrade per l’Italia e ASTM.
I tempi
L’approvazione definitiva è attesa tra fine 2027 e inizio 2028. Seguirà un periodo di transizione di cinque anni per consentire agli Stati di adeguarsi. La prossima tappa è la discussione in commissione Trasporti del Parlamento Europeo, prevista per giugno 2026.
Vale la pena sottolineare che si tratta ancora di una proposta, non di una legge approvata. Dovrà passare per Parlamento Europeo e Consiglio UE, con possibili modifiche significative lungo il percorso. I numeri sui costi e le scadenze potrebbero quindi cambiare.