Seguici su

MotoGP

MotoGP | Guerra intestina in Ducati: il “caso Aldeguer” fa infuriare Gresini che “bluffa” con Honda

Un “furto” di mercato interno che rischiava di far saltare il banco. La decisione di Ducati di spostare Fermin Aldeguer dal team Gresini alla VR46 ha scatenato l’ira di Nadia Padovani, che ha persino sondato il terreno per un clamoroso addio a Borgo Panigale. La nostra analisi sulle dinamiche di potere nel paddock.

Pubblicato

il

Gigi Dall'Igna, Fermin Aldeguer e Nadia Padovani Gresini al momento dell'accordo biennale (© Gresini Racing)
Gigi Dall'Igna, Fermin Aldeguer e Nadia Padovani Gresini al momento dell'accordo biennale (© Gresini Racing)

Come ha recentemente svelato la testata spagnola es.motorsport.com, la tensione tra le due formazioni “clienti” di Ducati, Gresini Racing e VR46, ha raggiunto livelli di guardia. I motivi? La gestione del mercato piloti da parte della Casa di Borgo Panigale.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato Gresini sull’orlo di una vera crisi diplomatica con la casa madre ha un nome e un cognome: Fermin Aldeguer. Un dirigente Ducati avrebbe addirittura paragonato la situazione al dover «mediare permanentemente tra due figli che litigano di continuo: è logorante».

Il “veto” Ducati sul mercati piloti: Aldeguer alla VR46 contro la sua volontà. Voleva rimanere in Gresini

Nonostante la straordinaria stagione da debuttante del 2025, coronata dal titolo di Rookie of the Year e da una vittoria in Indonesia, Aldeguer non resterà nel box di Nadia Padovani per il 2027. La decisione è calata dall’alto: Ducati ha stabilito il suo trasferimento al team VR46.

Si tratta di uno smacco enorme per Gresini. La squadra di Faenza perderà in un colpo solo sia Alex Marquez (già blindato da KTM) sia Aldeguer, trovandosi costretta a rifondare l’intera line-up. A rendere il rospo ancora più amaro da ingoiare è il fatto che lo stesso

Aldeguer aveva espresso la ferma volontà di rimanere nell’ambiente familiare del team faentino, dove aveva trovato la sua dimensione ideale. Tuttavia, il contratto dello spagnolo è vincolato direttamente a Ducati, e il ritocco salariale previsto per la promozione nel team “Factory Supported” di Tavullia ha spazzato via ogni esitazione romantica.

L’arrivo di Aldeguer in VR46 segna un punto di svolta storico: sarà il primo pilota non italiano a vestire i colori del team di Valentino Rossi, potendo beneficiare della Desmosedici ufficiale aggiornata, esattamente come i piloti del team Lenovo (Marc Marquez e Pedro Acosta).

aldeguer ducati

Fermin Aldeguer (© Gresini Racing)

Il bluff con Honda e l’accordo in extremis

La privazione forzata del suo gioiellino ha fatto infuriare la dirigenza Gresini, al punto da mettere in serio dubbio il rinnovo del contratto di fornitura con Ducati, in scadenza a fine 2026. Pur di lanciare un segnale forte, la squadra italiana ha sondato il mercato dei costruttori.

Scartata a priori l’ipotesi Aprilia (i cui rapporti con Gresini si sono deteriorati gravemente dopo la separazione a fine 2021) e valutata la scarsa competitività del pacchetto clienti Yamaha, l’unica alternativa esplorata è stata la Honda. Come riporta Motorsport.com, ci sono stati contatti effettivi con HRC, evocando i fasti dell’era Gibernau-Melandri.

Tuttavia, molti nel paddock interpretano questa mossa come una brillante strategia negoziale di Gresini per alzare la posta e ottenere condizioni migliori (o sconti sulle moto) da parte di Ducati, piuttosto che come una reale intenzione di abbracciare il rischioso progetto tecnico dell’Ala Dorata. A conti fatti, il rinnovo con Borgo Panigale può considerarsi in realtà chiuso.

Resta aperta la questione dei piloti: il primo colpo, ormai certo, sarà la promozione di Dani Holgado dalla Moto2. Per l’altro sellino, il sogno romantico si chiama Enea Bastianini, che vorrebbe tornare dove ha iniziato la sua carriera in Moto3 e dove ha spiccato il volo nel 2022. L’ostacolo? Un’opzione di rinnovo unilaterale in mano a KTM, che dovrà decidere se liberare la “Bestia” o trattenerlo.

Daniel Holgado (© motogp.com)

Daniel Holgado (© motogp.com)

La chiave di lettura: la geopolitica del paddock vale più dei risultati

Il caso Aldeguer è l’ennesima dimostrazione di come la MotoGP moderna non sia governata solo dai contratti e dai risultati, ma dalla “geopolitica” del paddock. Ducati si ritrova in una posizione di dominio tale da poter muovere i piloti come pedine su una scacchiera, ma deve fare i conti con gli equilibri aziendali delle sue squadre clienti.

VR46, pur non avendo brillato per risultati di spicco nel biennio 2024-2025 (superata costantemente dalla “vecchia” GP24 di Gresini), gode di una spinta economica nettamente superiore e dello status di squadra “factory supported” ereditato da Pramac.

In questo ecosistema, la competenza e i risultati (come quelli ottenuti da Gresini) non sono più l’unica moneta di scambio: il peso politico di un brand come quello di Valentino Rossi, unito alla necessità di Ducati di giustificare gli investimenti nei team satellite fornendo loro i piloti migliori, crea dinamiche di mercato spietate. Gresini ha incassato il colpo e bluffato con Honda per sopravvivere; ora dovrà dimostrare, ancora una volta, la sua innata capacità di ricostruire talenti da zero.

Enea Bastianini e Nadia Padovani Gresini dopo la vittoria in Qatar nel 2022 (© motogp.com)

Enea Bastianini e Nadia Padovani Gresini dopo la vittoria in Qatar nel 2022 (© motogp.com)

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *