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MotoGP | Ducati GP26, fine di un’epoca? Perché la Rossa ora rincorre Aprilia e KTM

Il recente dominio Ducati vacilla sotto i colpi di Aprilia e KTM. La GP26 sembra aver perso l’equilibrio perfetto della GP24. Tra i problemi all’anteriore accusati da Bagnaia e le cadute record di Marc Marquez, Borgo Panigale cerca risposte in vista del GP di Jerez.

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Francesco Bagnaia, Ducati Lenovo Team
Francesco Bagnaia, Ducati Lenovo Team (© Ducati)

L’inizio della stagione MotoGP 2026 presenta uno scenario diverso da quello sperato a Borgo Panigale. Ducati non sembra più la regina assoluta della categoria e si trova a rincorrere un Aprilia sugli scudi e una KTM che si conferma sempre più solida e insidiosa con Acosta. È ancora presto per sentenze definitive, ma la GP26 sembra acutizzare i problemi già riscontrati con la GP25: due moto lontane dalla perfezione tecnica della GP24.

Il mito della GP24: un equilibrio interrotto

Il dominio Ducati degli ultimi anni si è basato su una moto duttile, capace di vincere con tutti i suoi alfieri. Nel 2024 la Desmosedici GP non aveva limiti e ha riscritto ogni record. Con quella versione hanno vinto tre piloti su quattro, mentre persino Marc Marquez con la GP23 faticava a tenere costantemente il passo del duo Bagnaia-Martin.

La creatura di Gigi Dall’Igna era considerata talmente buona che Ducati ha poi scelto una linea conservativa per lo sviluppo. Nel concreto, però, si è passati da una moto intuitiva per tutti a un prototipo con cui, nel 2025, solo Marquez riusciva a fare la differenza, mentre Bagnaia e Di Giannantonio ottenevano risultati di rilievo a intermittenza.

Bagnaia in sella alla GP24

Bagnaia in sella alla GP24(© Ducati)

GP26: i problemi all’anteriore e il feeling dei piloti

Le sensazioni in sella alla GP26 ricalcano le difficoltà della stagione passata. La moto non gira più come prima e l’anteriore non garantisce la stabilità di due anni fa. Lo dimostrano le scivolate di Marc Marquez: con sette cadute in tre weekend, lo spagnolo ha già quasi doppiato i numeri di cadute dell’intero 2024.

Anche Alex Marquez e Pecco Bagnaia lamentano palesi difficoltà nel trovare il feeling in ingresso curva. L’unico apparso in forma è Fabio Di Giannantonio, autore di un ottimo avvio di stagione tra Brasile e Austin, mentre Aldeguer va rivalutato a causa dell’infortunio prestagionale che ancora ne condiziona le prestazioni.

Gigi Dall'Igna, Ducati Lenovo Team (

Gigi Dall’Igna, Ducati Lenovo Team (© Ducati)

Evoluzione o estremizzazione? La rincorsa a KTM e Aprilia

Cos’hanno in comune la GP25 e la GP26? Sono due sviluppi estremizzati della “sorella” del 2024. Sebbene nel motorsport non sia necessario stravolgere un progetto vincente, voler estremizzare alcune caratteristiche ha portato la Ducati a perdere i propri punti fermi. Aprilia e KTM avevano margini di miglioramento più ampi e il loro salto prestazionale è oggi molto evidente.

Confermarsi come punto di riferimento è sempre più difficile, rispetto a chi insegue. Questo può portare a esplorare vie alternative che si rivelano errate nel tentativo di mantenere il vantaggio. Emerge però un’ipotesi: Ducati potrebbe aver scelto di rimanere conservativa per concentrare le risorse sul nuovo regolamento 2027.

Marc Marquez, Ducati Lenovo Team

Marc Marquez, Ducati Lenovo Team (© Ducati)

Il banco di prova decisivo sarà Jerez. Solo con l’arrivo in Europa capiremo se Borgo Panigale riuscirà a correre ai ripari per impensierire Noale o se dovremo attendere il pieno recupero fisico di Marc Marquez per rivedere una Rossa di nuovo ai massimi vertici anche in gara e non solo nelle Sprint Race.

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