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Calendario Pirelli 2027 | The Cal celebra l’India: tre fotografi, 36 scatti e il “no” all’IA di Tronchetti Provera

Il Calendario Pirelli 2027 fa tappa in India per la sua 53esima edizione. Un viaggio tra tradizione e modernità in 36 scatti firmati da Sølve Sundsbø e dai fotografi indiani Raghu e Avani Rai, con un messaggio chiaro sull’Intelligenza Artificiale di trinchetti Provera

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Freida Pinto nel Calendario Pirelli 2027 (© Pirelli)
Freida Pinto nel Calendario Pirelli 2027 (© Pirelli)

Il Calendario Pirelli 2027 celebra l’India intrecciando culture, volti e generazioni, in un affresco corale che restituisce la vera essenza di un Paese in perenne trasformazione. Presentata il 23 ottobre nelle suggestive cornici dell’Imperial Hotel e della monumentale Safdarjung Tomb di New Delhi, la 53esima edizione di The Cal segna un’innovazione storica: riunisce per la prima volta tre fotografi.

Il norvegese Sølve Sundsbø condivide infatti la scena con gli indiani Raghu Rai e Avani Rai, padre e figlia. Il progetto si articola in 36 fotografie racchiuse in un elegante cofanetto a due tasche, offrendo una doppia prospettiva sull’identità indiana contemporanea e passata.

La Safdarjung Tomb allestita per l'evento Pirelli (© dott. Vittorio Gerri)

La Safdarjung Tomb allestita per l’evento Pirelli (© Dott. Vittorio Gerri)

Lo sguardo di Sølve Sundsbø: superare la paura di raccontare un mondo complesso

Sølve Sundsbø, già autore dell’edizione 2026, ha scelto di ritrarre nove donne tra le maestose architetture del Jaigarh Fort di Jaipur e Ajabgarh, nel Rajasthan. Consapevole della difficoltà di racchiudere l’intera essenza del Paese in una sola visione, il fotografo ha rivelato: «Quando mi è stato chiesto la prima volta, la reazione iniziale è stata: “Non posso farlo, è impossibile”. Pensavo di non avere alcun diritto di andare in India e fotografarla. Poi ho capito che ciò che potevo fare, invece, era fotografare delle persone in un’interazione individuale».

Tra le protagoniste del suo obiettivo figurano attrici, artiste e modelle che incarnano la pluralità delle esperienze femminili legate all’India, tra cui Aditi Rao Hydari, Avantika Vandanapu, Freida Pinto, Anoushka Shankar, Rupi Kaur, Lakshmi Menon, Bhavitha Mandava, Padma Lakshmi e la stessa Avani Rai. I ritratti si allontanano dalle classiche inquadrature grandangolari, mettendo invece al centro le texture degli abiti, i colori vibranti e le forti individualità delle donne scelte, evitando di racchiudere l’India in un’unica, banale rappresentazione.

(© Dott. Vittorio Gerri)

(© Dott. Vittorio Gerri)

Il dialogo visivo tra Raghu e Avani Rai: la memoria fotografica scende in strada

Il secondo percorso fotografico rappresenta un commovente omaggio a Raghu Rai, maestro assoluto del fotogiornalismo indiano che dal 1965 ha documentato la vita della nazione. Prima della sua scomparsa pochi mesi fa, Rai aveva iniziato a lavorare al calendario accostando le immagini del proprio archivio ai volti dell’India contemporanea. La figlia Avani ha portato a termine il lavoro riportando le storiche stampe del padre fisicamente nelle strade in cui erano state scattate originariamente.

Sulla genesi del progetto, Avani Rai ha dichiarato: «Mio padre apparteneva alla strada. Per questo ho preso l’idea alla quale stava lavorando e l’ho riportata nelle strade, tra le persone che aveva fotografato per tutta la vita. Mi metto un passo indietro, in senso spirituale e letterale. Mi metto dietro di lui».

Avani Rai, fotografata da Sølve Sundsbø (© Pirelli)

Avani Rai, fotografata da Sølve Sundsbø (© Pirelli)

Questo percorso meticoloso ha coinvolto circa 130 persone tra cittadini comuni, giovani, artigiani e star del cinema come Ranveer Singh. Dalle strade della Vecchia Delhi ai villaggi dei pescatori di Mumbai, Avani ha costruito un racconto in cui il passato dialoga attivamente con il presente. La fotografa ha sottolineato: «Il passato continuerà sempre a esistere nel presente. È ovunque, nelle sfumature».

Freida Pinto: «Non è un Paese per deboli di cuore»

L’attrice Freida Pinto, immortalata da Sundsbø tra le sue amate bouganville, ha riflettuto sulla complessità della sua terra d’origine. Nata a Bombay 42 anni fa, l’attrice ha ricordato: «C’erano le risaie, carri trainati dai buoi e i miei cugini che andavano a prendere l’acqua dai pozzi. Io e mia sorella, le due ragazze di città, desideravamo con tutte noi stesse di far parte di quel mondo».

Oggi residente a Los Angeles, Pinto guarda con speranza all’effervescenza politica del suo Paese. Commentando le piazze di Delhi in protesta, l’attrice ha affermato al Quotidiano Nazionale: «Scendere in strada fa parte della democrazia. Le rivoluzioni e i cambiamenti avvengono in momenti come questi. Il cambiamento lo vedo nei giovani: hanno un futuro e portano idee. Conta che abbiano lo spazio dove esprimersi».

L’attrice ha infine definito l’India con queste parole: «È davvero una delle imprese più difficili descrivere un Paese che ha così tanto da offrire e che cambia così profondamente a ogni chilometro percorso. Non è un Paese per deboli di cuore».

Il logo Pirelli (© Dott. Vittorio Gerri)

Il logo Pirelli (© Dott. Vittorio Gerri)

Il “no” di Tronchetti Provera all’IA e il ruolo strategico dell’India nell’automotive

A margine dell’evento indiano, il presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera ha allontanato categoricamente l’ipotesi di future edizioni generate dall’Intelligenza Artificiale. Il manager ha esordito: «I prodotti di qualità non hanno età. Pensare a un Calendario realizzato con l’intelligenza artificiale mi rattrista. È perfetta e fantastica, ma quella sofisticazione che nasce dall’esperienza di chi per quaranta o cinquant’anni ha cercato di cogliere un istante è qualcosa di diverso, l’IA non ce l’avrà mai».

Al centro, Marco Tronchetti Provera (© dott. Vittorio Gerri)

Al centro, Marco Tronchetti Provera (© Dott. Vittorio Gerri)

Oltre all’innegabile valore artistico, la scelta di dedicare The Cal 2027 all’India possiede una potentissima valenza strategica per Pirelli. L’azienda ha recentemente annunciato un’importante joint venture con la realtà locale BKT per sviluppare la produzione di pneumatici sul suolo indiano.

L’India si conferma così un doppio hub fondamentale: da un lato è un bacino di utenza con enormi margini di crescita per l’acquisto della prima auto; dall’altro rappresenta una base produttiva d’eccellenza per esportare verso altri mercati internazionali, confermando il peso crescente di Nuova Delhi nell’economia globale.

Si ringrazia il Dott. Vittorio Gerri per le fotografie gentilmente messe a disposizione.

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