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Trionfo storico per le Iron Dames nello sterrato, mentre in pista si guarda al futuro con le giovani
La coppia rallistica Rumeau-Amblard stupisce e ottiniene una vittoria storica, mentre in pista il progetto della Mayer si affida alle sue giovani per ripartire.
Il progetto Iron Dames continua ad abbattere barriere, questa volta lontano dai cordoli degli autodromi. In un weekend che ha visto il progetto tutto al femminile protagonista nello sterrato, è arrivata una vittoria destinata a restare negli annali del motorsport: Sarah Rumeau e la co-pilota Julie Amblard hanno conquistato il successo assoluto al Rallye Terre des Causses.
Il Rally: l’ultimo baluardo “Iron Dames”
La vittoria in terra francese assume un valore simbolico ancora più profondo se analizziamo l’attuale panorama sportivo della scuderia fondata da Deborah Mayer. In una stagione di transizione e ridefinizione degli impegni agonistici nel motorsport, il settore rally sembra essere rimasto l’ultimo vero baluardo dove il progetto Iron Dames esprime la sua massima spinta innovativa e competitiva.
Questo trionfo non rappresenta solo un trofeo in bacheca, ma un doppio traguardo storico. Si tratta, infatti, della prima vittoria assoluta in carriera per il duo Rumeau-Amblard a questo livello di competizione. Ancora più significativo è il fatto che siano diventate il primo equipaggio interamente femminile a vincere una prova del Campionato Francese Rally Terra negli ultimi quarant’anni.
Il progetto off-road, attivo dal 2024, ha mostrato una crescita costante. Dalla stagione di debutto al palcoscenico mondiale del WRC2, la vittoria di Sarah e Julie è il coronamento di un percorso che le ha portate a competere con i migliori talenti della specialità, confermando la solidità del progetto tecnico. Un cammino che ha consolidato il nome delle Iron Dames anche in un ambiente in cui le protagoniste femminili mancavano da troppo tempo.
Il Rallye Terre des Causses potrebbe essere solo l’inizio di un capitolo in cui la polvere e il fango diventano il nuovo terreno d’elezione per le Iron Dames. Con un titolo nazionale ora nel mirino, la sfida lanciata da Deborah Mayer continua a correre veloce, dimostrando che il progetto vive ancora tra sentieri sterrati e fango.
L’assenza ai vertici Endurance e GT
Se nel fuoristrada arrivano i primi gloriosi risultati, il vuoto lasciato dalle Iron Dames nei campionati endurance e GT fa molto rumore. Michelle Gatting e Sarah Bovy, i due diamanti del progetto della Mayer, rischiano di non completare un campionato nell’intera stagione.
La danese Gatting ha partecipato alla 24 Ore di Dubai e ha annunciato sui suoi social che prenderà parte a un’altra gara, ad oggi non ancora resa nota. Nelle ultime settimane tra l’altro Michelle si è cimentata nel ruolo di coach per le pilote più giovani.
La belga Bovy, invece, ricoprirà il ruolo di Grand Marshal alla 24 Ore di Le Mans, anche se la sua natura agonistica le avrebbe fatto preferire un sedile con casco e guanti indossati.
Sarah Bovy nel box della 24 Ore di Le Mans (© FIA WEC)
In queste settimane inizieranno ELMS e WEC in cui le Iron Dames ci avevano abituati a essere protagoniste, ma quest’anno non vedremo nessuna Porsche rosa con il #85 legata al team di Cesena.
La forza delle giovani
Nel frattempo, le giovani Iron Dames continuano i loro percorsi di crescita e apprendimento come ad esempio Natalia Granada, impegnata in F1 Academy. A Shanghai la spagnola ha ottenuto un podio in Gara 1, segnando un altro risultato importante per tutto il progetto.
Natalia Granada, F1 Academy (© f1academy.com)
Nello stesso campionatro troviamo un’altra giovanissima pilota che veste i colori magenta: Lisa Billard. La giovane francese corre infatti per ART GP sponsorizzata da Gatorade.
Oltre a loro ci sono altre giovani che continuano a muovere i loro passi nel motorsport grazie ad Iron Dames. Il progetto di Deborah Mayer si è dovuto ridimensionare, ma non smette di creare ambizioni, sognando di forgiare la prossima donna che scriverà la storia del motorsport.