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MotoGP | Marco Bezzecchi: «Mancano tante gare alla fine. Se non volevo pressioni andavo in officina con mio babbo»
«La gomma era già pronta. Ho preso una piccola sbacchettata prima di frenare tra la 12 e la 13 e non sono riuscito a chiudere perfettamente la linea. Quando ho provato comunque a tirare dentro la moto, purtroppo mi si è chiuso l’anteriore».
da Misano – Marco Bezzecchi dopo la caduta a Misano nel GP di San Marino MotoGP 2026 restituisce il ritratto di un pilota ferito nell’orgoglio ma tutt’altro che rassegnato: scattato benissimo dalla pole position, il portacolori dell’Aprilia Racing ha visto infrangersi i sogni di gloria già nel corso del primo passaggio per una chiusura d’anteriore.
Ai microfoni dei media scrums nel paddock di casa, il riminese analizza l’episodio a mente fredda, tra la dinamica dell’errore, le condizioni fisiche e la determinazione a non mollare la rincorsa iridata.
La dinamica dell’errore: «Gomma pronta, tradito da una sbacchettata»
Il racconto del primo giro si apre con un pizzico di amara ironia: “Bella la partenza, poi? Poi niente, sono caduto».
Sulle cause della scivolata alla staccata delle curve 12-13, Bezzecchi ha subito fugato i dubbi sulle temperature degli pneumatici: «In realtà la gomma era già pronta. Fondamentalmente ho preso una piccola sbacchettata prima di frenare tra la 12 e la 13 e non sono riuscito a chiudere perfettamente la linea. Quando ho provato comunque a tirare dentro la moto, purtroppo mi si è chiuso l’anteriore».
Svanito sul nascere qualsiasi piano gara: «L’obiettivo primario era completare al meglio il primo passaggio per poi impostare il nostro ritmo, ma ho sbagliato troppo presto. È innegabile che adesso faccia male, però la situazione è questa e non bisogna focalizzarsi solo sugli aspetti negativi».
Marco Bezzecchi durante l’inno prima del GP di Misano (© motogp.com)
Il bicchiere mezzo pieno e le condizioni fisiche: «Non mollo l’osso»
Nonostante lo zero pesante, il Bez porta a casa riscontri tecnici positivi maturati nell’arco del fine settimana: «Ci sono tante cose positive da salvare: la velocità pura innanzitutto, una qualifica strepitosa con il record della pista, una grandissima Sprint e una partenza nettamente migliore rispetto al sabato. La fortuna è che tra pochissimi giorni si torna subito in pista in Austria: lavoreremo a casa per farci trovare pronti e non mollare l’osso, mai».
Rassicurazioni importanti arrivano sul fronte fisico dopo l’impatto nella ghiaia: «Sembra sia tutto a posto. Con l’adrenalina ancora in circolo capirò meglio le reazioni del corpo al risveglio domattina, ma in sella la spalla operata era perfetta. Il ginocchio è sempre un po’ doloroso per i colpi subiti nel weekend, ma è così».
La sfida mondiale a Marquez e Martin: «Se volevo zero pressioni andavo in officina da babbo»
Con Marc Marquez nuovo leader e Jorge Martin a pari punti in vetta, il distacco di oltre trenta lunghezze non spaventa il romagnolo: «Nelle prime sette gare non si mettevano le mani sul titolo, così come non ci si mettono ora dopo quattordici round. Mancano tantissime gare. Marc ha grandissima esperienza ed è velocissimo, così come Jorge: non sono avversari facili, ma fa parte del gioco. Se non volevo questo tipo di pressioni andavo a lavorare nell’officina di mio babbo; invece provo a fare il pilota e bisogna lottare contro queste situazioni».

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing (© motogp.com)
Infine, un’analisi lucida sul confronto tecnico tra Aprilia e Ducati: «Il livello generale è altissimo e lo dimostrano i distacchi. Non credo che la Ducati ci sia dovuta venire a riprendere, il livello è stato equilibrato fin dall’inizio. Ci sono piste dove lavoriamo alla perfezione e altre che si adattano meglio a una moto o a un pilota. Ora conta solo lasciarsi questo episodio alle spalle e presentarsi al Red Bull Ring con la massima carica».