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IndyCar | I segreti della nuova Dallara IR-28
A partire dal 2028 il campionato nordamericano a ruote scoperte cambierà radicalmente. L’obiettivo della nuova Dallara IR-28 è ridurre il peso, migliorare i sorpassi e provare a battere gli storici record di Indianapolis.
L’IndyCar ha presentato questa settimana i rendering della Dallara IR-28, la nuova monoposto che verrà utilizzata da tutti i team a partire dalla stagione 2028. La vettura sostituirà l’attuale DW12, un telaio progettato originariamente per il 2012 che, per quanto aggiornato nel tempo con nuovi pacchetti aerodinamici e sistemi di sicurezza, iniziava inevitabilmente a sentire il peso degli anni.
La nuova Dallara IR-28 non è un semplice aggiornamento, ma un progetto ripartito completamente da zero. L’obiettivo è quello di rendere le macchine più leggere, decisamente più veloci e capaci di generare battaglie ravvicinate in pista riducendo il disturbo aerodinamico per chi segue. Con questa vettura si punterà a battere gli storici record assoluti di velocità sul circuito di Indianapolis che resistono incontrastati dal 1996.
Dallara IR-28, design da “caccia” e sicurezza integrata
Esteticamente la vettura appare molto più aggressiva, mantenendo però i tratti somatici inconfondibili delle monoposto a ruote scoperte americane. «Sembra che Batman abbia un nuovo giocattolo. È aggressiva nei punti giusti», ha commentato il pilota Jack Harvey.
Il pensiero di gran parte del paddock è in linea con le parole del presidente dell’IndyCar, J. Douglas Boles, che ha descritto le nuove forme parlando esplicitamente di «linee da jet da caccia».
Una delle differenze principali rispetto all’attuale modello risiede nella concezione della sicurezza. Negli ultimi anni l’IndyCar ha fatto passi da gigante, introducendo il massiccio Aeroscreen, il parabrezza rinforzato che protegge il casco del pilota da detriti e impatti.
La Dallara IR-28 (© IndyCar)
Tuttavia, trattandosi di un elemento aggiunto successivamente a un telaio già esistente, l’Aeroscreen ha sbilanciato la distribuzione dei pesi e reso la vettura sensibilmente più pesante e difficile da guidare. Sulla IR-28, invece, l’Aeroscreen è stato progettato in modo integrato nella scocca. È più leggero, offre una minore resistenza all’aria e garantisce una visibilità migliore, risolvendo al contempo gli storici problemi di raffreddamento dell’abitacolo.
L’abitacolo stesso è stato allargato per accogliere in modo ergonomico anche piloti di statura elevata. «Io sono stato il pilota spilungone usato per il fitting del sedile e per il dimensionamento iniziale dell’abitacolo, quindi ho già visto il nuovo telaio e devo dire che è costruito magnificamente», ha raccontato Graham Rahal.
Il problema del peso e la tecnologia ibrida
Il peso eccessivo era diventato il vero nemico delle attuali vetture IndyCar. La nuova Dallara IR-28 peserà circa 45 kg in meno, a tutto vantaggio della maneggevolezza e dell’accelerazione. «Sapevamo tutti che la macchina doveva pesare meno, era una necessità assoluta», ha confermato J. Douglas Boles.
La riduzione di peso passa anche attraverso un nuovo cambio Xtrac alleggerito (meno 11 kg) e, soprattutto, a un sistema ibrido completamente ridisegnato. L’IndyCar manderà infatti in pensione l’attuale sistema basato su supercondensatori per passare a un accumulatore a batterie (Energy Storage System) fornito da BOLD Technology e a un motore elettrico della britannica <strong>Helix. Questo nuovo pacchetto peserà quasi 10 kg in meno, offrendo al contempo una capacità di immagazzinamento dell’energia ben 14 volte superiore all’attuale.
I propulsori termici, sviluppati da Chevrolet e Honda, saranno dei V6 biturbo da 2,4 litri, capaci di erogare, in combinazione con la spinta del sistema ibrido, potenze che si avvicineranno ai 760 cavalli.
Un’aerodinamica per i sorpassi (e per lo spettacolo)
Per la prima volta nella storia recente dell’IndyCar, l’intera architettura aerodinamica è stata studiata al computer con il preciso scopo di ottimizzare la scia. In parole povere, la macchina genererà meno turbolenze, permettendo ai piloti che seguono di rimanere molto più vicini in curva senza perdere aderenza all’avantreno.
«Aerodinamicamente, la Dallara mi ha assicurato che stanno cercando di ridurre al minimo l’effetto dell’aria sporca in modo da farci correre ancora più vicini. Se si riuscirà ad avere anche solo metà ala anteriore in aria pulita, farà un’enorme differenza», ha spiegato Jack Harvey.
Un concetto ribadito dal campione in carica Alex Palou: «La cosa più importante è mantenere le gare combattute e divertenti. È ciò che rende speciale l’IndyCar, e da quello che ho visto stiamo andando in un’ottima direzione».
Un rendering della Dallara IR-28 a Indy (© IndyCar)
L’innovazione passerà anche dalle sospensioni. Sulla IR-28 verrà introdotto un sistema avanzatissimo denominato Custom AXIS Inertance Control Suspension System. Aiuterà a massimizzare il grip meccanico degli pneumatici, forniti ancora da Firestone. Inoltre, per “ripulire” l’abitacolo da leve meccaniche che potrebbero rivelarsi pericolose in caso di incidente, i piloti avranno la possibilità di regolare le barre antirollio elettronicamente tramite dei pulsanti sul volante.
L’ultimo tocco tecnologico per favorire lo spettacolo sarà l’introduzione di pannelli LED laterali, molto più compatti e integrati nella carrozzeria per non surriscaldarsi. Sarà presente anche un sistema di luci sull’ala posteriore che lampeggeranno di giallo per segnalare immediatamente ai piloti che seguono se l’auto dovesse rallentare bruscamente a causa di un guasto.
I primi collaudi in pista della nuova IR-28 prenderanno il via tra l’1 e il 2 agosto sul circuito stradale di Indianapolis, con Alex Palou (Honda) e Alexander Rossi (Chevrolet) incaricati di raccogliere i primissimi, preziosissimi dati in pista.