Dakar
Dakar | Ufficiale nel 2027 non si correrà in Arabia Saudita. Sempre più concreta l’ipotesi Marocco
Gli organizzatori del Rally Raid più famodo del mondo hanno scelto di trovare un alternativa all’Arabia Saudita, date le tensioni crescenti nel territorio. A.S.O si unisce agli organizzatori che hanno preferito la sicurezza e la cautela dei propri partecipanti.
Le indiscrezioni delle scorse settimane trovano la conferma più attesa e delicata nella storia recente del motorsport fuoristrada. Con un comunicato, è arrivata l’ufficialità: la Dakar 2027 non si disputerà in Arabia Saudita. La decisione concordata tra Amaury Sport Organisation (A.S.O.) e la Saudi Motorsport Company (SMC), con il pieno supporto di FIA, FIM e della Federazione Motoristica Saudita (SAMF), è stata dettata dai recenti sviluppi geopolitici e dalle tensioni nell’area mediorientale.
Si interrompe così temporaneamente, dopo sette edizioni consecutive ospitate dal 2020, il legame con le dune della penisola araba. Gli organizzatori hanno già fissato il ritorno in Medio Oriente per il 2028, in occasione della storica cinquantesima edizione dell’evento.
La Dakar 2027 si farà altrove
Nel comunicato diramato da A.S.O. viene ribadito con forza un punto fondamentale per tutti gli iscritti e le case costruttrici: la Dakar 2027 non verrà cancellata e si svolgerà regolarmente nelle date previste, dal 1° al 15 gennaio 2027. La gara traslocherà in una sede alternativa interamente gestita e coordinata dall’organizzatore francese. Nelle prossime giornate annunceranno ufficialmente il nuovo territorio prescelto.
«Questa decisione congiunta è eccezionale e una tantum», recita la nota ufficiale degli organizzatori. «A.S.O. è in costante e diretto contatto con concorrenti, team e partner commerciali per supportarli in questa fase di transizione logistica e operativa». La necessità di garantire la massima sicurezza a tutta la carovana del bivacco e di superare le problematiche legate alle coperture assicurative ha spinto i vertici a imboccare senza indugi la via del cambio di rotta.
Nasser Al-Attiyah in gara (© Dakar – A.S.O.)
La rotta verso il Marocco e il piano alternativo per salvare la gara
Sebbene non si sia ancora ufficializzato il nome della nuova nazione ospitante, la candidatura del Marocco resta in pole position assoluta per accogliere la carovana a gennaio. Il territorio nordafricano è già uno snodo cruciale del Mondiale Rally Raid con il consueto appuntamento autunnale del Rallye du Maroc. La nazione possiede i percorsi desertici e l’esperienza organizzativa idonei a mettere in piedi un percorso di altissimo livello in tempi ristretti.
Per la Dakar si tratterebbe di un ritorno carico di significato in terra d’Africa, continente originario e culla del mito fondato da Thierry Sabine, abbandonato nel lontano 2007 prima del passaggio decennale in Sudamerica e dell’approdo saudita.
Un scelta cautelativa, ma non per tutti
L’ago della bilancia degli organizzatori ha deciso di pendere verso la cautela e la salvaguardia di team e partecipanti. Questa decisione di non andare a correre nel Golfo Persico non segue le tendenze di altri campionati internazionali. Formula 1 e MotoGP invece sembrano convinti a correre tra Qatar e Abu Dhabi.
Se riavvolgiamo il nastro e guardiamo alla situazione dei vari Campionati Mondiali ormai solo i due circus di Liberty Media proseguono nella loro intenzione di portare i propri protagonisti in Medio Oriente. Anche A.S.O e la Dakar hanno rinunciato come il WRC (World Rally Championship) e come ACO e il FIA WEC che hanno invece cancellato le tappe tra Bahrain e Qatar.
Il dettaglio comune ha queste decisioni? Gli organizzatori americani come Liberty Media vogliono fino in fondo rispettare i calendari originari dando opportunità ai paesi del Golfo di ospitare le gare. Gli europei invece hanno scelto di trovare una soluzione alternativa. Una piccola curiosità che però potrebbe portarci a riflettere anche sul famoso tema del “Show must go on”, anche al limite delle cause di forza maggiore.

Eryk Goczal (© Energylandia Rally Team)
Appuntamento rimandato al 2028
Il disimpegno dall’Arabia Saudita non segna comunque la rottura di una partnership commerciale e sportiva rivelatasi fruttuosa per entrambe le parti. Il comunicato ha infatti blindato il futuro a medio termine: l’Arabia Saudita ospiterà la Dakar 2028, che coinciderà con il traguardo monumentale della 50ª edizione del Rally Raid.
A.S.O., SMC e la federazione SAMF hanno ribadito l’impegno strategico a lungo termine per continuare a promuovere e sviluppare il motorsport nel Regno, confermando che i lavori congiunti per allestire l’edizione del cinquantenario sono già partiti. Per il 2027, tuttavia, il bivacco prepara i bagagli: una nuova terra e nuove piste attendono i professionisti della sabbia.