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Formula 1

Kimi Antonelli, la prima vittoria in F1: da quel paddock di Imola 2022 al tetto del mondo

Il bolognese con la vittoria nel GP di Cina 2026 ha scritto una nuova pagina di motorsport. Il racconto di una scalata fulminea, dai primi passi in Formula 4 al gradino più alto con la Mercedes, vissuta con i nostri occhi.

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Kimi Antonelli con il trofeo del vincitore nel GP di Cina 2026
Kimi Antonelli con il trofeo del vincitore nel GP di Cina 2026 (© Mercedes)

Andrea Kimi Antonelli è ufficialmente diventato un vincitore in Formula 1 a soli 19 anni. Non solo: ha scritto il suo nome nell’albo d’oro dei piloti vincenti Mercedes, un traguardo riservato a pochi eletti, dato che la bacheca di Brackley recita solo sette nomi ad oggi. Tra questi giganti c’è ora anche il nostro talento italiano, partito dai kart, dove aveva già conquistato Toto Wolff, e arrivato ai vertici della competizione più ambita al mondo.

7 maggio 2022

Noi Kimi lo abbiamo conosciuto circa quattro anni fa, quando correva in Formula 4 con i colori Prema e la stella a tre punte già salda sul petto. La reputazione di uno che poteva arrivare lontano c’era già, ma che lo facesse in così poco tempo era difficile da figurare.

Eppure, domenica scorsa, quando è salito sul gradino più alto del podio a Shanghai e ha fatto suonare l’Inno di Mameli, venti anni dopo l’ultima volta, dentro di noi sapevamo che quel momento solo lui avrebbe potuto farcelo rivivere.

Era il 7 maggio 2022 ed eravamo ad Imola per il primo dei due ACI Racing Weekend della stagione all’Autodromo. Un giovanissimo Antonelli con la sua chioma di ricci si aggirava tra i camion Prema e l’hospitality, tra un riscaldamento pre-sessione e due chiacchiere con chi lo aspettava per foto ed autografi.

Guardando quello stesso ragazzo, sempre con il viso da bambino, con la coppa del vincitore sul podio di Shanghai, non abbiamo potuto non notare che lo spirito e l’atteggiamento sono rimasti gli stessi.

Kimi Antonelli con la nostra collaboratrice Giulia Giacomelli a Imola nel 2022

Kimi Antonelli con la nostra collaboratrice Giulia Giacomelli a Imola nel 2022 (© Redazione 1000 Cuori Motori)

Sì, perché intorno al pilota bolognese le cose sono cambiate e anche molto rapidamente negli ultimi quattro anni. Meno del tempo che serve per finire le superiori; ma Kimi in quasi 1460 giorni ha fatto passi da gigante. I titoli tra F4 Italia e Germania, il dominio nella Formula Regional Middle East e in quella europea, poi il passaggio direttamente in F2, dove ha conquistato una Sprint ed una Feature, e infine la chiamata al fianco di Russell in Formula 1.

Passione e semplicità: il Kimi fuori dai riflettori

Lo abbiamo visto vincere il suo primo campionato in monoposto al Mugello nell’ultimo round della F4 Italia e in quell’occasione, come in altre, abbiamo potuto scambiarci due parole. La bellezza di Kimi sta proprio lì, quando mentre sistemava la borsa per tornare a Bologna si era messo a chiacchierare con noi di Formula 1 e MotoGP. Questa è la sua passione, quello stesso fuoco che citava il suo preparatore nelle interviste post gara in Cina.

Basta che un oggetto abbia il motore per interessargli e questo è il suo più grande pregio. I tanti sacrifici fatti per arrivare dov’è magari hanno pure pesato in alcuni momenti, ma Antonelli è riuscito ad esaudire il suo sogno più grande, rimanendo nel profondo ancorato ai valori che lo caratterizzavano anche quando era più piccolo.

Dedizione e resilienza: il ragazzo dietro il pilota

Ciò che di lui incanta è la dedizione di quando si portava i libri di scuola nei weekend di gara per prepararsi all’esame di maturità. Ma anche la forza nel saper reagire alle critiche dei momenti difficili nella scorsa stagione, il suo legame con la famiglia e soprattutto la determinazione di riuscire a realizzarsi in quello che più ama.

Solo pochissimi anni fa Kimi sognava di essere in Formula 1, ora è un pilota ufficiale Mercedes, casa che lo ha cresciuto, e quel sogno di arrivare in Formula 1 si è trasformato nel desiderio di lottare per il titolo. La sua scalata è stata fulminea, ma ha saputo dimostrare a chi non ci aveva creduto che lui il talento non solo lo ha e ma lo ha anche saputo concretizzare.

Di lui si potrebbero citare i numeri, i traguardi e le vittorie, ma sarebbero solo dati da aggiornare nei prossimi mesi; l’aspetto su cui mi sono voluta soffermare è quello umano, che caratterizza tutti noi e rende lui diverso da tutti i suoi colleghi.

Kimi Antonelli, Mercedes AMG Petronas F1 Team

Kimi Antonelli, Mercedes AMG Petronas F1 Team (© Mercedes)

Oltre la Cina

Per elogiare quanto raggiunto, il tempo è già terminato; il mondo e soprattutto la F1 corrono molto veloci. Tra qualche giorno il risultato di Suzuka, positivo o negativo che sia, oscurerà quanto successo in Cina, ma non cancellerà mai la vittoria di Kimi, perché è stata la prima ed è stata storica.

Il giovane talento Mercedes è però già proiettato verso quello che dovrà fare nelle prossime tappe, concentrato nel rincorrere un altro obiettivo che lo consegnerebbe di diritto alla storia del motorsport; ma non senza un buon piatto di pasta, appena rientrato dalle lunghe trasferte lontano da casa.

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