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Formula 1

F1 | «Un incontro segreto a casa di Newey»: Horner svela come Lewis Hamilton sfiorò la Red Bull nel 2012

Nel suo nuovo libro “Drive”, Christian Horner rivela un clamoroso aneddoto di mercato: nel 2012, un disilluso Lewis Hamilton si propose alla Red Bull. L’accordo saltò per questioni economiche e per i timori di Helmut Marko, spingendo l’inglese verso la storica firma con Mercedes.

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Lewis Hamilton e Chris Horner ad Abu Dhabi 2021 (© Red Bull Content Pool)

La storia della Formula 1 è fatta di sliding doors e di contratti mai firmati che avrebbero potuto riscrivere l’esito di interi decenni di motorsport. Uno dei retroscena più clamorosi è emerso in queste ore, riportato dal portale PlanetF1.com, e riguarda un clamoroso passaggio sfumato di Lewis Hamilton alla Red Bull per la stagione 2013.

A rivelarlo è lo stesso Team Principal della scuderia anglo-austriaca, Christian Horner, all’interno della sua nuova autobiografia intitolata Drive. Prima di firmare il leggendario accordo con la Mercedes (che avrebbe fruttato sei titoli mondiali e 84 vittorie), il sette volte iridato si offrì per affiancare Sebastian Vettel.

L’incontro segreto a casa di Adrian Newey

Nel 2012, la situazione di Hamilton in McLaren era diventata insostenibile. Nonostante il titolo vinto nel 2008, l’inglese era reduce da stagioni avare di soddisfazioni iridate. Horner racconta che i primi contatti partirono dal padre del pilota, Anthony Hamilton, prima di organizzare un vero e proprio summit lontano da occhi indiscreti.

«Lewis sembrava perdere fiducia nella McLaren», scrive Horner nel suo libro. «Dall’esterno, il suo rapporto con Jenson Button sembrava teso e il suo morale era a terra dopo una serie di guasti meccanici. Mi capitava di incrociarlo e, nonostante i suoi vecchi commenti sulla Red Bull come “solo un’azienda di bibite”, mi sembrava stranamente vulnerabile».

Il Team Principal decise così di organizzare un incontro segreto a casa di Adrian Newey, vicino ad Ascot. «Cosa serve per unirmi a voi ragazzi?», domandò Hamilton non appena si sedettero al tavolo. Un’ipotesi che mandò in estasi il geniale progettista britannico, affascinato dall’idea di schierare un dream team formato da Vettel e Hamilton.

Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Mark Webber nel 2013 (© Red Bull Content Pool)

Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Mark Webber nel 2013 (© Red Bull Content Pool)

Le richieste economiche e il “no” di Helmut Marko

La trattativa, tuttavia, si arenò contro due ostacoli insormontabili. Il primo era di natura squisitamente economica. Hamilton si presentò con il suo storico manager Simon Fuller, le cui richieste fecero impallidire i vertici di Milton Keynes.

«Simon iniziò dicendo audacemente: ‘Io e te possiamo fare il più grande accordo sportivo dai tempi di Muhammad Ali’», racconta Horner. «Risi, ormai abituato al gergo dei manager. Simon avrebbe fatto un sacco di soldi, ma la Red Bull avrebbe dovuto spendere una fortuna, con cifre sbalorditive».

Il secondo, e forse più pesante, veto arrivò da Helmut Marko. Il superconsulente austriaco non vedeva di buon occhio l’arrivo dell’inglese: l’ingaggio di un fuoriclasse del calibro di Hamilton avrebbe inevitabilmente destabilizzato il suo pupillo e leader indiscusso della squadra, Sebastian Vettel.

Vettel, Marko e Lauda nel febbraio 2012 (© Red Bull Content Pool)

Vettel, Marko e Lauda nel febbraio 2012 (© Red Bull Content Pool)

Il ruolo decisivo di Horner nel passaggio in Mercedes

Capito che l’affare era irrealizzabile per la Red Bull, Horner finì per giocare un ruolo chiave nel trasferimento di Hamilton alla corte di Stoccarda. Sapeva infatti che la Mercedes, dopo aver rilevato la Brawn GP nel 2010, era alla disperata ricerca di un top driver per sostituire il ritirato Michael Schumacher.

Horner suggerì l’operazione all’allora presidente non esecutivo della Mercedes, Niki Lauda. L’ex pilota austriaco era preoccupato proprio dall’esborso finanziario richiesto da Simon Fuller, ma fu rassicurato dal collega della Red Bull.

«Suggerii a Niki di garantire lui stesso il contratto», svela Horner nel libro. «Se si fosse trovato l’accordo, Niki avrebbe probabilmente recuperato l’investimento anche solo attraverso la vendita del merchandising». Il resto è storia: Hamilton firmò con la casa della Stella, dando vita a uno dei domini più schiaccianti nella storia dello sport.

Chris Horner con Adrian Newey e Niki Lauda (© Red Bull Content Pool)

Chris Horner con Adrian Newey e Niki Lauda (© Red Bull Content Pool)

 

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