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Grande equilibrio dietro alla solita Ducati. Bene la Honda

Dietro alla solita Ducati, la classifica è molto compatta. Honda in crescita, le altre, per il momento, fanno fatica.

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Da sinistra a destra, i tre piloti Ducati in testa alla classifica piloti
Da sinistra a destra, i tre piloti Ducati in testa alla classifica piloti (© MotoGP)

Dopo i primi tre weekend della stagione, abbiamo una classifica costruttori caratterizzata da un grande equilibrio. Una situazione che ovviamente non riguarda la solita Ducati, già in piena fuga, come era prevedibile. Meno prevedibile forse la situazione che, tra Buriram, Termas de Rio Hondo e Austin, si è verificata alle sue spalle. Soprattutto considerando quale team, tra gli inseguitori, sta avendo la meglio fino a qui.

La classifica costruttori 2025

La classifica costruttori 2025 (© MotoGP)

La solita Ducati davanti a tutti

Sono state sei le corse che si sono svolte fino a questo momento, tenendo conto anche delle Sprint. In tutte quante, il podio è stato interamente composto da piloti Ducati. Gli unici cinque in grado di metterci piede sono infatti stati: M. Marquez, A. Marquez, Bagnaia, Morbidelli e Di Giannantonio. Basta questo dato per comprendere quanto la casa di Borgo Panigale abbia monopolizzato l’inizio del 2025.

Le certezze M. Marquez e Bagnaia e la grande sorpresa A. Marquez (leader del mondiale piloti), hanno visto l’aggiunta, negli ultimi due weekend dei piloti del team VR46. Morbidelli e Di Giannantonio, tra l’Argentina e il Texas, si sono sensibilmente avvicinati ai migliori, ottenendo un podio a testa nelle due gare della domenica corse su questi circuiti.

Marc e Alex Marquez in azione durante il GP d'Argentina 2025

Marc e Alex Marquez in azione durante il GP d’Argentina 2025 (© Ducati)

Che balzo di Honda!

La squadra che sta sorprendendo maggiormente in positivo è quella di Tokyo. Dopo soli tre weekend è impossibile tirare le somme definitive, la classifica è ancora troppo corta e si è corso su piste abbastanza atipiche. Le prime gare stagionali sono però bastate per capire che la Honda ha finalmente fatto un importante passo in avanti rispetto alle ultime annate. 

Il 2° posto attuale nel campionato costruttori è frutto non solo del grandissimo weekend concluso da Johann Zarco in Argentina, ma anche della costanza di risultati fin qui mantenuta da Joan Mir e Luca Marini. Proprio questi 3 piloti hanno permesso ad Honda di piazzare sempre almeno una moto nelle prime 8 posizioni, tranne che nella Sprint in Thailandia. Frangente in cui comunque sono arrivati un 9° e un 10° posto con Mir e Zarco. Risultati impensabili al termine della stagione 2024.

Mir e Zarco in azione a Buriram

Mir e Zarco in azione a Buriram (© Honda HRC)

Le difficoltà delle altre

Scendendo la classifica, troviamo nell’ordine: KTM, Aprilia e Yamaha. Tutte e tre queste case, per motivi differenti, non sono riuscite ad iniziare la stagione nel migliore dei modi. KTM paga soprattutto le due scivolate di Acosta nelle gare della domenica di Buriram ed Austin, oltre al problema tecnico avuto da Binder proprio in Texas. In entrambe le occasioni, a distinguersi è stato Bastianini, con due ottime rimonte.

Aprilia, invece, è ancora orfana del suo pilota di punta. Jorge Martin è tutt’ora alle prese con l’infortunio alla mano procuratosi durante una sessione di allenamento privata di allenamento poco prima dell’inizio della stagione. La casa di Noale ha visto sbocciare in Thailandia la stella Ai Ogura che, al suo primo weekend in MotoGP, è riuscito ad ottenere un 4° e un 5° posto tra il sabato e la domenica. Manca ancora l’acuto di Marco Bezzecchi, dopo le ottime cose fatte vedere nei test pre-stagionali.

In fondo alla classifica, troviamo la Yamaha. Intorno alla casa di Iwata si era sviluppato un certo ottimismo dopo i primi test svolti a Sepang ad inizio febbraio. In realtà, le difficoltà tecniche sono ancora presenti. L’acuto più importante della stagione è arrivato proprio nell’ultima gara, con il 5° posto ottenuto da Jack Miller con la sua Pramac. Proprio la collaborazione con la squadra campione del mondo in carica potrebbe aiutare Yamaha a risollevarsi. Servirà anche ritrovare il miglior Fabio Quartararo.

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