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MotoGP | Marc Marquez: «Do più valore alla vittoria oggi che alla leadership. Ora ho la mente libera»

«Marco aveva un gran ritmo per vincere, stava volando già al primo giro. Ma quando andiamo così forte e al limite è facilissimo sbagliare. In sette gare dal Mugello è cambiato tutto, immaginate cosa può succerdere nelle prossime».

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Marc Marquez, Ducati Lenovo Team, vincitore a Misano 2026
Marc Marquez, Ducati Lenovo Team (© motogp.com)

da Misano – Dalla voragine di 102 lunghezze accusata al Mugello al primato nella classifica generale nell’arco di appena sette appuntamenti. Marc Marquez dopo la vittoria a Misano nel GP di San Marino MotoGP 2026 ha fotografato la serenità interiore di un campione ritrovato: facendo bottino pieno con 37 punti tra Sprint e Gran Premio. Lo spagnolo ha analizzato il successo con straordinaria lucidità tra la caduta di Marco Bezzecchi, la gestione delle energie e la forza psicologica.

Il peso dei 37 punti e l’analisi del GP: «Vittoria per eliminazione»

Nel bilancio tra il successo di tappa e il ritorno in vetta al campionato, il numero 93 non ha dubbi su cosa conti di più: «Do più valore alla vittoria: conquistare 37 punti in un solo weekend è il massimo a cui si possa aspirare. La conseguenza diretta è che siamo pari punti e primi per numero di vittorie. Ieri nella Sprint abbiamo vinto per strategia, mentre oggi è stata una vittoria per eliminazione: Marco aveva un gran ritmo per vincere, ma quando andiamo così forte e al limite, uno dopo l’altro per tutto il fine settimana, è facilissimo sbagliare».

Sulla scivolata dell’idolo di casa, Marquez ha espresso massimo rispetto: «Non entro nei dettagli della sua caduta perché siamo tutti al limite. Marco stava volando già al primo giro. Poi l’attacco improvviso di Jorge mi ha sorpreso, ma sono rimasto calmo nel gestire il rischio. Quando ho visto sulla lavagna che mio fratello Alex stava arrivando forte, ho attaccato di nuovo per scavare margine».

Marc Marquez all'inseguimento di Jorge Martin a Misano 2026

Marc Marquez all’inseguimento di Jorge Martin a Misano 2026 (© motogp.com)

Il recupero di 102 punti: «Un regalo degli avversari che ho saputo cogliere»

Tornare in testa recuperando uno svantaggio a tre cifre sembrava una missione impossibile a inizio estate: «Al Mugello chi parlava di rimonta sembrava matto. Ho ricevuto un regalo dai miei avversari e ho cercato di sfruttarlo al massimo. Ma la cosa più importante è il mio stato mentale: mi sento rilassato. La vittoria di Aragon mi ha dato benzina, e ciò che è accaduto nei giorni seguenti (in riferimento alla foto pubblicata su Instagram in cui si vedono le condizioni attuali della sua spalla destra) mi ha liberato la mente per tentare il tutto per tutto fino in fondo».

Guardando al rush finale, Marc predica calma: «È stato difficile recuperare 102 punti, ma sarà altrettanto dura chiudere i giochi. Ci attendono gare intensissime dove non cambieremo approccio. Mancano sette o otto round: se in sette gare è successo tutto questo, immaginate cosa può ancora accadere. Non credo che gli altri pensino che vincerò io: Martin è un campione e Bezzecchi è velocissimo. Oggi è caduto lui, la prossima volta potrei sbagliare io».

Marc Marquez, Ducati Lenovo Team

Marc Marquez, Ducati Lenovo Team (© motogp.com)

Gestione delle energie e la pace con l’ambiente di Misano

Un aspetto chiave del Marquez di quest’anno è l’ottimizzazione degli sforzi fisici durante il weekend: «A volte è difficile restare nel box nel warm-up e fare solo cinque minuti, o non tirare al 100% in FP1 mentre gli altri girano. Ma per me dare il massimo oggi significa ottimizzare il weekend per rendere al 100% in qualifica, nella Sprint e in gara. Non mi alleno la mente, ma punto ad ottimizzare la mia concentrazione durante il fine settimana».

Infine, un ringraziamento caloroso al pubblico italiano per il fair play sugli spalti: «Sono spesso in Italia per la Ducati, c’ero stato anche due mesi fa per il World Ducati Week. Mi sono sentito accolto e rispettato. È bellissimo che i tifosi sostengano i piloti di casa e i propri idoli, purché ci sia sempre rispetto reciproco. È ciò di cui ha bisogno il motociclismo».

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