MotoGP
Cosa ci hanno detto i test di Sepang? Principali novità e sensazioni
Ducati ancora moto da battere, tante novità dal punto di vista aerodinamico in molti box, qualche problema in casa Yamaha. Le principali novità dai test di Sepang.
Sono andati in archivio i primi test ufficiali della MotoGP, disputati a Sepang, con già diverse novità interessanti da segnalare. I tempi e le sensazioni generali ci dicono che Ducati facilmente sarà di nuovo la moto da battere. Tuttavia, si vede che tutte le squadre hanno lavorato sodo durante l’inverno per provare a chiudere il gap.
Le principali novità dai test di Sepang
Novità aerodinamiche per Ducati
A Borgo Panigale sono riusciti a fare un ulteriore passo in avanti. Miglior tempo assoluto per Alex Marquez, bene Di Giannantonio e gran passo gara per Marc Marquez e Francesco Bagnaia. Ducati è ripartita da dove aveva lasciato e lo ha fatto anche proponendo un pacchetto aerodinamico innovativo. Una soluzione che attualmente è sotto esame, per capire se potrà essere efficiente nel corso della stagione.
Le ali sul cupolino molto più grandi, il profilo inferiore più imponente (con un soffiaggio al suo interno), la forma della parte superiore del cupolino più squadrata e rastremata, ingresso dell’airbox più schiacciato e allungato, il gradino carenato sulla parte inferiore della carena. I piloti hanno provato questa soluzione, quella vecchia e anche un mix delle due. In tutti i casi, la moto sembra andare molto bene.
La risposta di Aprilia
La diretta concorrente è la connazionale Aprilia. A Noale, per questi test, hanno dovuto fare ancora una volta a meno di Jorge Martin, che proprio qui a Sepang un anno fa cominciò il suo lunghissimo calvario con una rovinosa caduta. In pista quindi, insieme a Marco Bezzecchi e ai piloti Truckhouse, c’è stato il collaudatore Lorenzo Savadori. Anche qui il lavoro più grosso ha riguardato comparative dal punto di vista aerodinamico.
In continuità con le interessanti soluzioni già viste a Valencia, Aprilia ha portato in pista un pacchetto con tre alette (anzi che due) ai lati della sella. Sul codone invece, presenti addirittura otto alette verticali, poste una vicina all’altra. L’obiettivo di tutte queste novità è quello di garantire ai propri piloti maggior stabilità in frenata.
KTM sulla stessa linea
Anche KTM si è data parecchio da fare. La parola d’ordine resta sempre la stessa: aerodinamica. La casa di Mattighofen, che nei test shakedown aveva portato in pista pure la moto del 2027, ha addirittura proposto quattro tipologie di aerodinamica differenti, una per ognuno dei suoi piloti. Tra le più innovative, ecco quella portata in pista da Pedro Acosta nella giornata di ieri.

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing (© MotoGP)
Si tratta di un doppio spoiler sovrapposto, separato unicamente da una sottile feritoia, che richiama ad un piccolo biplano collocato nella parte posteriore della moto. KTM è sempre stata tra le squadre più brillanti del paddock dal punto di vista dell’aerodinamica, il lavoro mostrato a Sepang in questi giorni conferma il trend.
Problemi per Yamaha
Tra le case maggiormente attenzionate c’è sicuramente quella di Iwata. Non solo perché Yamaha è quella che ha più terreno da recuperare, ma anche e soprattutto per vedere a che punto è lo sviluppo del motore V4, testato già durante il 2025. Una chiave di volta potenzialmente decisiva nei possibili passi in avanti dei prossimi mesi. Proprio il motore però ha causato un problema grosso durante il primo giorno.
Quartararo e Razgatlioglu hanno riscontrato dei problemi con il nuovo prototipo e Yamaha, per precauzione, ha deciso di tenere tutte le proprie moto ai box per il giorno due. Oggi sono tornati tutti regolarmente in pista anche se, come spiegato da Rins, con qualche limitazione. Oltre a questo, qualche novità riguarda anche una forma rivista del soffiatore, l’introduzione di paratie interne e di sfoghi collocati sopra l’asola. Test complicati anche dall’infortunio patito da Fabio Quartararo durante il primo giorno, che non è più sceso in pista.
Poche novità in casa Honda, ma feedback positivi
A Tokyo hanno potuto lavorare un po’ meno rispetto all’inverno 2024, visto il miglioramento nel rank delle concessioni. Il trend preso da Honda, già dagli scorsi test di Valencia, è quello di portare in pista poche soluzioni “invadenti”, ma tante piccole modifiche. Un approccio confermato anche da Alberto Puig e che, sentendo i feedback dei piloti, sta comunque portando buoni risultati.
Joan Mir, HRC team (© Honda)
Mir e Marini confermano un feeling migliorato, lo spagnolo auspica addirittura alla top 5. Dopo i test shakedown, Aleix Espargaro era rimasto impressionato dai progressi notati. Il 2026 potrebbe segnare un altro grosso passo di Aprilia verso il vertice.