MotoGP | I Top & Flop del Brasile: Super Bez e Aprilia, incubo Bagnaia
La forza “paranormale” di Martin e l’enigma Bagnaia: insieme a Matteo Pittaccio, Team Radio sceglie i promossi e bocciati del weekend a Goiânia.
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Jorge Martin e Marco Bezzecchi sul podio di Goiania (© Facebook.com/Aprilia)
Chi ha brillato sotto il sole di Goiânia e chi, invece, ha vissuto un vero incubo a due ruote? A rispondere ci hanno pensato i protagonisti di Team Radio, il format di 1000cuorimotori.it in onda ogni lunedì su Radiabo.it. Insieme ai conduttori Yuri Barbieri e Giulia Giacomelli, il contributo tecnico di Matteo Pittaccio (Sky Sport) e Andrea Filippini (1000 Cuori Motori) ha dato vita a un pagellone dei Top & Flop della MotoGP in Brasile che non ha risparmiato nessuno, dai campioni del mondo alle case giapponesi.
MotoGP Brasile, I TOP: La resilienza di Martin e il dominio del Bez
Il primo applauso della serata è andato a Jorge Martin. Giulia Giacomelli ha sottolineato il valore simbolico del suo risultato a Goiânia, ricordando il calvario vissuto dallo spagnolo:
«Il mio top è Martin. Un anno fa era in un letto d’ospedale dopo l’incidente in Qatar… un anno dopo è sul podio del Brasile, anzi, doppio podio tra Sprint e gara. Secondo me i piloti hanno doti un po’ paranormali: come assorbono l’infortunio e come ci corrono sopra è incredibile».
Jorge Martin a podio nella Sprint in Brasile (© MotoGP)
Un entusiasmo condiviso da Matteo Pittaccio, che ha però voluto premiare anche la crescita silenziosa di Ai Ogura e la concretezza di Fabio Di Giannantonio:
«Diggia, rispetto a Morbidelli, ha fatto proprio un altro weekend. E poi Ogura: nascosto dalle telecamere ha fatto due quinti posti tra Thailandia e Brasile, tanta roba».
Per Andrea Filippini, il vero mattatore resta Marco Bezzecchi, autore della seconda vittoria consecutiva:
«Qualcuno deve pur dirlo perché è stato straordinario: seconda vittoria di fila, quattro considerando la fine dell’anno scorso. Non era iniziato benissimo il weekend, aveva faticato nelle Pre-Qualifiche. Poi però si è ripreso alla grande».
MotoGP Brasile, I FLOP: Il blackout giapponese e l’enigma KTM
Se le moto italiane vivono un momento di splendore, le case giapponesi continuano a brancolare nel buio. Per Giulia Giacomelli, Honda e Yamaha sono state «non pervenute». Restando in tema, Pittaccio ha criticato la Yamaha per l’incapacità di evolvere durante il weekend: «Parte sempre bene, ma pecca nel salire di sessione in sessione con l’evoluzione della pista».
Matteo ha quindi aggiunto alcune considerazioni su KTM, in questo momento aggrappata alle prestazioni di Pedro Acosta, e sulla gara di Joan Mir:
«Solo Acosta fa la differenza in KTM. Com’è possibile? Mi aspettavo di più anche da Mir: se avesse chiuso la gara il bilancio Honda sarebbe stato migliore. Quella caduta proprio non ci stava».
Il «Caso Bagnaia»: Un fantasma nel box Ducati?
Il momento più intenso della trasmissione ha riguardato Pecco Bagnaia. La sua stagione è cominciata malissimo: nono posto in Thailandia, caduta in Brasile. Il tre volte iridato sembra non riuscire a scappare dalla spirale negativa imboccata l’anno scorso, che Yuri Barbieri non esita a definire uno «psicodramma»:
«O Marquez l’ha distrutto o lui non capisce più la Ducati. Guardo Di Giannantonio come cartina tornasole: se lui riesce ad andar forte con questa moto, e Bagnaia no, c’è un problema. Pecco è ormai passeggero di se stesso, della sua paura di non essere più quello del 2022-2023».

Pecco Bagnaia (© facebook.com Ducati Corse)
Matteo Pittaccio ha poi proposto un paragone storico pesante, ricordando il 2005:
«Mi ricorda Max Biaggi con la Honda ufficiale nel 2005. Magari tra 10 anni Bagnaia pubblicherà un libro e sapremo la verità, ma vederlo così rigido sulla moto, scaraventato a terra come un passeggero, mi dà una sensazione molto brutta».
La nota di colore: Il «Top» a Cafu
In chiusura, Yuri Barbieri ha voluto premiare un protagonista insolito: la leggenda del calcio Cafu, incaricato di sventolare la bandiera a scacchi:
«Finalmente uno che sventolava la bandiera in maniera consona! Da commissario di percorso, vedo sempre VIP che la muovono in modo discutibile. Cafu invece mi è piaciuto molto».