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Eurocup-5, ecco la serie spagnola tra kart e F4. Servirebbe anche in Italia?

La Federazione Spagnola lancia la Eurocup-5, un campionato d’accesso a partire dai 14 anni con costi bloccati a 150mila euro. Un modello che servirebbe anche in Italia, dove il salto verso la F4 è spesso impraticabile per via dei costi

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La monoposto Eurocup-5 con telaio ADESS (© rfeda.es)
La monoposto Eurocup-5 con telaio ADESS (© rfeda.es)

Nel mondo dell’automobilismo, il passaggio dai go-kart alle prime vere monoposto da competizione è tradizionalmente il momento più critico per la carriera di un giovane pilota. È il cosiddetto “collo di bottiglia”, in cui il talento si scontra con barriere economiche quasi insormontabili.

Per cercare di risolvere alla radice questo problema, la Federazione Automobilistica Spagnola (RFEDA) ha annunciato la creazione di una nuova categoria che debutterà nel 2027. Si chiamerà Eurocup-5 e farà da ponte naturale tra i kart e la Formula 4. L’iniziativa spagnola è interessante, perché affronta un problema che riguarda da vicino anche l’Italia.

Il modello Eurocup-5: tetto ai costi e zero test privati

L’obiettivo dichiarato della RFEDA è creare un modello sportivo sostenibile e fondato sull’equità. La Eurocup-5 sarà riservata a piloti giovanissimi, di 14 e 15 anni. La gestione sportiva sarà affidata a EPIC Championships, la stessa entità che organizza la competitiva F4 Spagnola e la Eurocup-3, che abbiamo visto poche settimane fa a Imola in occasione della ELMS.

La monoposto Eurocup-5 con telaio ADESS (© rfeda.es)

La monoposto Eurocup-5 con telaio ADESS (© rfeda.es)

La vera rivoluzione risiede però nelle regole imposte per abbattere i costi e livellare le prestazioni in pista:

  • Tetto di spesa: La federazione ha imposto un budget massimo invalicabile di 150.000 euro per stagione.
  • Divieto di test: Ai piloti iscritti sarà severamente vietato svolgere sessioni di test o allenamenti privati con qualsiasi monoposto durante l’anno.
  • Deroga per i kart: L’unico allenamento collaterale consentito per mantenersi in forma sarà la pratica con i go-kart.
  • Campionato monomarca: Verrà utilizzato un telaio sviluppato appositamente dall’azienda ADESS.

Il campionato si articolerà su cinque appuntamenti, condividendo i weekend di gara con la F4. Per incentivare i talenti, il miglior pilota junior del Campionato Spagnolo di Karting riceverà una borsa di studio di 42.000 euro per partecipare alla Eurocup-5, mentre il vincitore della serie intascherà un premio di 100.000 euro per correre l’anno successivo nella Formula 4 spagnola.

L’inchiesta: quanto costa davvero correre in Formula 4 in Italia?

Se la Spagna sta correndo ai ripari creando una “Formula 5”, è perché la Formula 4, nata per volere della FIA proprio come categoria d’accesso economica, ha completamente fallito il suo scopo originario dal punto di vista finanziario. L’Italia, in questo senso, rappresenta il caso di studio perfetto.

L’Italian F4 Championship è universalmente riconosciuto come il campionato formativo di livello più alto al mondo. Le griglie sono piene (spesso con oltre 35 auto), le scuderie operano con standard da Formula 1 e quasi tutti i giovani talenti supportati dalle Academy ufficiali vengono mandati a correre qui. Questo livello di eccellenza, però, ha fatto esplodere i costi fuori da ogni logica.

La partenza di Gara 1 del Round 2026 F4 Italia a Monza (© archiviofotografico.acisport.it)

La partenza di Gara 1 del Round 2026 F4 Italia a Monza (© archiviofotografico.acisport.it)

Se la FIA aveva inizialmente stimato un costo di circa 100.000 euro a stagione per il primo salto dalle ruote coperte, oggi la realtà della F4 italiana presenta un conto spietato, guidato da investimenti privati faraonici:

  • Costi base: Una stagione completa con un team di media o bassa classifica richiede oggi non meno di 300.000 euro.
  • Il muro del milione: Per garantirsi un sedile nei top team in grado di lottare per il titolo, con un programma di sviluppo completo, i costi per una singola stagione arrivano a toccare 1 milione di euro.
  • I danni extra: Le cifre astronomiche richieste in fase di firma del contratto quasi mai coprono i danni da incidente (le temute crash damage). In campionati estremamente combattuti e con piloti quindicenni, le sostituzioni di ali e sospensioni possono facilmente aggiungere decine di migliaia di euro al conto di fine anno.

Perché una “Formula 5” salverebbe il vivaio italiano

Oggi, un pilota talentuoso in uscita dal karting (che a sua volta, a livello internazionale, brucia fino a 250.000 euro all’anno) non ha alcuna possibilità di debuttare con successo nella F4 Italiana senza l’appoggio di famiglie estremamente facoltose, investitori faraonici o delle Academy delle scuderie di Formula 1.

Importare un modello simile offrirebbe numerosi vantaggi. Con un tetto rigido a 150.000 euro e il divieto totale di test privati, verrebbe finalmente premiato il talento puro, disinnescando la nociva “corsa agli armamenti” finanziaria.

All’automobilismo italiano potrebbe infatti fare comodo una serie di raccordo ispirata all’Eurocup-5 spagnola, che permetterebbe già ai 14enni di fare il salto nelle monoposto, attirando sui migliori di loro le attenzioni dei potenziali investitori.

Mentre il motorsport diventa sempre più un affare per pochi eletti, la Spagna sembra aver tracciato una strada pragmatica. Resta da capire se l’Italia, culla dell’eccellenza motoristica mondiale, vorrà raccogliere la sfida per rendere meno ripida la scalata verso l’élite del motorsport.

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