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F1 | Anche Hockenheim tenta il ritorno in calendario. Contatti avviati, ma Domenicali avverte: «Serve un livello di investimento differente»

Un altra pista storica potrebbe tornare in calendario: secondo The Race, il management di Hockenheim ha contattato Domenicali, pronti 250 milioni di investimenti.

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Il circuito dell'Hockenheimring (© F1.com)

A distanza di sette anni dall’ultima edizione disputata nel 2019 — memorabile gara sotto il diluvio vinta da Max Verstappen — lo storico circuito di Hockenheim punta a riportare la F1 in Germania. Secondo quanto rivelato dalla testata britannica The Race, i vertici dell’autodromo hanno contattato direttamente il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, per avviare le prime discussioni sul possibile rientro nel calendario iridato.

La svolta nasce dal profondo cambio societario avvenuto nel 2024, con l’ingresso del gruppo emodrom, che detiene il 74,99% delle quote dell’impianto. La cordata di investitori ha stanziato un piano da ben 250 milioni di euro destinato all’ampliamento del Porsche Experience Centre, alla costruzione di un nuovo hotel e alla realizzazione di un polo ‘Motorworld’. Un restyling infrastrutturale che ha riaperto l’ambizione di ospitare nuovamente la massima serie automobilistica.

Hockenheim tenta il ritorno in F1, Domenicali avverte: «Serve un livello di investimento diverso»

Nonostante l’apertura al dialogo, Stefano Domenicali ha subito voluto precisare le condizioni economiche indispensabili per concretizzare il progetto, ricordando la spietata concorrenza internazionale e i costi delle hosting fees.

«È stata Hockenheim a mettersi in contatto con noi e a iniziare le prime trattative. Stanno sviluppando un parco tecnologico e motoristico con obiettivi diversi ma, se vogliono discutere di un GP di Formula 1, il livello di investimento richiesto deve essere differente. La nostra piattaforma necessita di uno standard di investimento ben preciso, anche se ne abbiamo già parlato con loro», ha commentato Stefano Domenicali.

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Stefano Domenicali, CEO della Formula 1 (© F1.com)

L’Europa torna appetibile, ma la lista d’attesa è globale

Nonostante negli ultimi anni la politica commerciale di Liberty Media abbia privilegiato mercati extra-europei, Domenicali ha sottolineato come il Vecchio Continente stia vivendo una fase di rinnovato interesse commerciale e di pubblico. Un trend che potrebbe spalancare porte inattese per piste storiche come Hockenheim, pur dovendo fare i conti con una concorrenza agguerrita da ogni angolo del pianeta.

Sono avviate le trattative con Ruanda e Sudafrica per il rientro dell’Africa nel Mondiale. In prima linea per il continente asiatico ci sono Thailandia e Corea del Sud. vivo anche l’interesse per una seconda gara in Cina o Giappone (opzione al momento congelata per la Cina, dove Domenicali intende prima consolidare l’evento di Shanghai). In Sud America cresce la pressione dell’Argentina, spinta dal forte impatto mediatico e di pubblico generato da Franco Colapinto.

Il precedente “Bahrain a Sepang”: un’emergenza non ripetibile

Tra le pieghe delle trattative di calendario, Domenicali ha colto l’occasione per chiarire anche la singolare situazione creatasi con il recente ritorno di Sepang. Il circuito malese è stato inserito in calendario sotto la denominazione di ‘Gran Premio del Bahrain‘ grazie al finanziamento di Sakhir per ovviare all’impossibilità di correre nel Golfo.

Il manager imolese ha precisato che soluzioni di questo tipo rappresentano un’eccezione straordinaria gestita per emergenza e non costituiranno un modello replicabile per il futuro: «Non credo sia un approccio sostenibile a lungo termine, perché dobbiamo mantenere credibilità e coerenza. Ciò che abbiamo fatto con Bahrain e Malesia è stato fantastico per proteggere la gara, ma spero che la situazione geopolitica ci permetta presto di tornare alla normalità con i nomi e i paesi corretti».

La partenza dell'ultimo GP della Malesia nel 2017 (© Red Bull Content Pool)

La partenza dell’ultimo GP della Malesia nel 2017 (© Red Bull Content Pool)

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