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Formula 1

F1 | GP Bahrain e Arabia Saudita, Domenicali al lavoro: «Potremmo recuperarne uno» (RN365)

Liberty Media e FIA valutano diverse opzioni per riportare il calendario ad almeno 23 GP, anche per le pressioni degli organizzatori locali di Sakhir e Jeddah. Tra l’ipotesi “quadruple-header” e il nodo logistico, ecco lo scenario.

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La partenza del GP Arabia Saudita 2025 (© Red Bull Content Pool)

La Formula 1 e la FIA non si arrendono all’idea di un calendario ridotto. Nonostante l’annullamento forzato dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita lo scorso aprile, dovuto all’instabilità geopolitica nella regione mediorientale, il CEO F1 Stefano Domenicali ha recentemente riaperto la partita: «Potremmo recuperarne uno», riporta RN365.

F1, 100 milioni in ballo per i GP di Bahrain e Arabia Saudita

La sfida per riportare il calendario alla sua forma originale è complessa e richiede di incastrare numerosi pezzi di un puzzle logistico e contrattuale. La posta in gioco non è solo sportiva, ma fortemente economica. Sempre secondo RN365, le tasse d’iscrizione per i due eventi (una cifra vicina ai 100 milioni di sterline) sono già state versate nelle casse della F1 prima che venisse presa la decisione di annullare le tappe di aprile. Questo significa che, dal punto di vista degli organizzatori locali, l’investimento è già stato fatto e la volontà di recuperare le date è altissima.

La prima ipotesi al vaglio riguarda il weekend del 2-4 ottobre, attualmente libero tra il Gran Premio d’Azerbaijan e quello di Singapore. Inserire una gara in questa finestra creerebbe una tripletta geograficamente sensata, sebbene faticosa per i team. Secondo fonti vicine alla federazione, il Bahrain sarebbe in pole position per questo slot, principalmente perché gran parte delle attrezzature e del materiale logistico si trova ancora stoccato nel Paese.

Tuttavia, l’Arabia Saudita sta esercitando forti pressioni per essere reintegrata. Una soluzione alternativa vedrebbe il ritorno di Istanbul: la Turchia, che rientrerà stabilmente in calendario dal prossimo anno, potrebbe fungere da sostituto dell’ultimo minuto grazie a una logistica semplificata, anche se la complessità dell’operazione rende questa strada più remota.

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Il GP di Turchia 2020 (© F1.com)

L’ipotesi estrema: un finale da quattro gare consecutive

La proposta più radicale allo studio è la creazione di un inedito “quadruple-header” per chiudere la stagione. Lo schema vedrebbe l’inserimento dell’Arabia Saudita tra il Qatar e il gran finale di Abu Dhabi. Il calendario conclusivo diventerebbe una maratona senza precedenti:

  • Las Vegas (22 novembre)
  • Qatar (29 novembre)
  • Arabia Saudita (6 dicembre)
  • Abu Dhabi (13 dicembre)

Questo scenario presenta però criticità enormi. Oltre allo stress insostenibile per il personale dei team a fine stagione, esiste un nodo contrattuale: il circuito di Yas Marina ha il diritto di ospitare l’atto finale del mondiale. Per far spazio a Jeddah, Abu Dhabi dovrebbe quindi slittare di una settimana, con potenziali disagi per i tifosi che hanno già acquistato voli e hotel per il primo weekend di dicembre.

La partenza del GP di Abu Dhabi 2025 (© Red Bull Content Pool)

La partenza del GP di Abu Dhabi 2025 (© Red Bull Content Pool)

Decisione attesa ad agosto

Nonostante le offerte arrivate da circuiti europei come Silverstone per ospitare una gara extra in autunno, la F1 ha già escluso questa via per ragioni climatiche. Il destino del calendario 2026 resta appeso a un filo: se il conflitto dovesse persistere, il rischio è che saltino anche Qatar e Abu Dhabi. In tal caso, la stagione si chiuderebbe anticipatamente a Las Vegas con sole 20 gare disputate.

Al momento, Liberty Media e la FIA hanno tempo fino alla metà di agosto per prendere una decisione definitiva. Solo allora si capirà se la Formula 1 riuscirà a compiere l’impresa logistica di recuperare i milioni di sterline e i chilometri perduti in Medio Oriente.

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