Formula 1
F1 | Verstappen a cena con Domenicali: incontro decisivo per il futuro di Max, che pensa al ritiro dalla F1
Sempre più scontento dei nuovi regolamenti e improvvisamente lontano dalla posizioni di testa, l’olandese ha clamorosamente aperto all’addio al circus. Il CEO della F1 cercherà di fargli cambiare idea.
Il futuro di Max Verstappen in Formula 1 è improvvisamente diventato uno dei temi più caldi del paddock. Le dichiarazioni rilasciate durante il weekend del GP Giappone hanno acceso un vero e proprio allarme: il campione olandese starebbe seriamente valutando l’addio al termine della stagione. Nelle ultime ore è emerso un retroscena destinato a pesare: secondo l’ex pilota Christijan Albers, Verstappen avrebbe in programma una cena con il CEO della F1 Stefano Domenicali, un incontro che potrebbe rivelarsi decisivo per il suo futuro.
Verstappen, addio alla F1?
Intervistato da BBC Radio 5 Live, Verstappen non ha lasciato spazio a interpretazioni: il suo rapporto con la F1 è cambiato profondamente e l’ipotesi ritiro non è mai stata così reale. Non si tratta di risultati, nonostante le difficoltà della Red Bull, ma di sensazioni. Il nodo centrale è la mancanza di divertimento, un elemento che per Verstappen è sempre stato fondamentale.
«Corri anche 24 gare. Questa volta sono 22. Ma normalmente sono 24. E poi ti chiedi se ne vale la pena, o se ti piace di più stare a casa con la tua famiglia, vedere di più i tuoi amici quando non sei impegnato con lo sport», ha commentato Max.

Max Verstappen in pista a Suzuka (© Red Bull Content Pool)
Il quattro volte iridato ha puntato il dito contro l’attuale regolamento tecnico, definito senza mezzi termini “anti-driving”. La gestione esasperata dell’energia, tra battery harvesting e lift and coast, ha cambiato il DNA della categoria. Non si corre più al limite in ogni giro, e questo, per un pilota come Verstappen, rappresenta un problema enorme. «Quando sei in P7 o P8 e non ti diverti, ti chiedi se ne vale la pena», ha spiegato.
L’olandese ha aggiunto che ci sono aspetti della F1 che continua ad apprezzare. Considera Red Bull la sua seconda famiglia e adora lavorare con loro, ma niente lo spinge a voler guidare la RB22.
La cena con Domenicali: snodo cruciale
In questo scenario si inserisce il retroscena rivelato da Albers all’emittente Viaplay: un incontro già in programma tra Verstappen e Domenicali, CEO della F1. Un faccia a faccia tutt’altro che banale. Da un lato, il volto simbolo della Formula 1 moderna; dall’altro, l’uomo chiamato a guidare lo sport in una fase tecnica estremamente delicata.
Il CEO della F1 Stefano Domenicali con Verstappen e Russell (© Red Bull Content Pool)
Il timing è significativo. La categoria è sotto pressione per regolamenti criticati da più piloti e il rischio di perdere il suo protagonista principale rappresenterebbe un danno enorme.
A rendere ancora più concreta l’ipotesi ritiro c’è il contesto personale del pilota olandese. Verstappen ha già costruito una carriera completa, non ha problemi di soldi (è il pilota più pagato del circus) e guarda con interesse ad altre categorie, come il GT3 e le gare endurance. Inoltre, il tempo da dedicare alla famiglia e ai propri progetti sta assumendo un peso sempre maggiore: «Non è una questione di soldi. Questa è sempre stata la mia passione», ha chiarito.
Red Bull minimizza: «È solo l’1% delle discussioni»
A provare a raffreddare il caso è però il team principal della Red Bull, Laurent Mekies, che ha ridimensionato il peso delle dichiarazioni del suo pilota. «Abbiamo molto lavoro da fare. Sono sicuro che quando gli daremo una macchina veloce, Max sarà molto, molto più felice. Quando gli daremo una macchina che potrà spingere al massimo e fare la differenza, anche in quel caso Max sarà più felice», ha commentato Mekies.
«Quindi, onestamente, questo rappresenta l’1% delle nostre discussioni al momento. Per quanto riguarda il regolamento, come sapete, presenta alcuni aspetti positivi e altri più complessi. E, come sport, insieme alle altre squadre, ci incontreremo durante la pausa per valutare come possiamo modificarlo e migliorarlo», ha concluso il francese.
Il team principal della Red Bull Laurent Mekies (© Red Bull Content Pool)
Come sottolineato da Albers, Max non è il tipo da lanciare messaggi a vuoto. Quindi, molto del futuro di Verstappen e della F1 potrebbe dipendere da ciò che accadrà nei prossimi mesi.
Modificare regolamenti così complessi però non è semplice nel breve periodo: il 2026 potrebbe essere un anno di transizione, mentre il vero banco di prova sarà il 2027. E proprio da qui passa il senso della cena con Domenicali: convincere Verstappen che vale la pena aspettare. Perdere un pilota così, nel pieno della carriera, sarebbe un colpo durissimo per l’intero sistema.