Formula 1
F1 | Kimi Antonelli riflette sul 2025: «Ho lasciato che la pressione mi distruggesse, ma mi ha reso più forte»
Il giovane bolognese racconta senza filtri la crisi del 2025 in Mercedes, tra la paura di deludere Toto Wolff e le lezioni che lo hanno reso leader del Mondiale 2026.
A distanza di un anno dalle difficoltà affrontate nel suo anno da debuttante in F1, Kimi Antonelli è tornato a parlare in modo estremamente trasparente del peso e delle aspettative gestite durante la stagione 2025. Ospite del podcast Significant Figures di SAP, il diciannovenne bolognese ha offerto un’analisi intima e completa del suo primo anno con la Mercedes, svelando come la sofferenza psicologica e la gestione dello stress abbiano gettato le basi per la sua maturazione umana e professionale.
Lanciato nel grande salto direttamente dalla Formula 2 per raccogliere l’eredità di Lewis Hamilton, il pilota italiano aveva iniziato il 2025 con ottimi spunti al GP d’Australia, prima di incappare in una complessa fase di arresto coincisa con la campagna europea della stagione.
F1, Kimi Antonelli a cuore aperto sul 2025: «Periodo difficile, sentivo di deludere Toto Wolff»
Durante il blocco di gare europee del 2025, Antonelli ha attraversato un periodo particolarmente buio, condizionato dall’ansia di prestazione e dal timore di non ripagare la fiducia riposta in lui dal team e in particolare da Toto Wolff.
«Penso di aver avvertito questo tipo di pressione soprattutto lo scorso anno, perché ovviamente ho avuto un buon inizio di stagione, poi ho attraversato un periodo difficile durante la stagione europea, in cui ho davvero faticato. In quel momento ho sentito… ho lasciato che la pressione in un certo senso mi distruggesse durante quel periodo, perché sentivo di stare deludendo così tante persone che avevano creduto in me — in particolare Toto [Wolff], perché è stato lui il principale ad aver preso la decisione», ha ammesso il classe 2006.
«Non mi sentivo bene in quel periodo, non stavo andando bene, ma poi abbiamo avuto un grande meeting con la squadra dopo la stagione europea. Questo mi ha permesso di fare un reset e di ricominciare da capo. Lentamente ho ritrovato la mia strada e ho avuto una buona seconda metà di stagione. Superare quei momenti difficili mi ha dato fiducia, la stessa fiducia che ho quest’anno. Mi ha anche fatto imparare molto su me stesso, non solo come pilota ma anche come persona».
Toto Wolff con Kimi Antonelli sul podio di Monaco (© Mercedes-AMG F1 Media Centre)
La conoscenza di sé e la gestione dello stress
Sollecitato su quali siano stati nello specifico gli insegnamenti tratti da quella crisi, Antonelli si è addentrato nei dettagli di come ha dovuto riprogrammare la gestione delle proprie energie e la propria mentalità per sopravvivere nell’ambiente altamente competitivo della F1.
«In quella stagione europea, la maggior parte delle cose che ho fatto non mi ha aiutato per niente! Ma ho anche imparato come il mio corpo risponde a quei momenti, come reagisce il mio cervello, cosa mi aiuta a ritrovare il giusto focus e la giusta mentalità… Cosa mi aiuta a rimanere al 100% in termini di energia durante l’intero weekend, quindi come gestire me stesso tra gli eventi, la guida e tutto il resto. Ho imparato davvero molto su me stesso e su come rispondere ai momenti di difficoltà».
Uno degli fatti più rilevanti in questo senso è stato il GP di Imola. Catturato dalla forte attenzione mediatica e dai tanti ospiti nel suo box per la gara di casa, Kimi stesso ha ammesso in passato di non essere riuscire a tenere il giusto livello di concentrazione durante il weekend. Altre battute d’arresto importanti durante la scorsa stagione europea sono state l’incidente in qualifica a Monaco e quello con Max Verstappen alla partenza del GP d’Austria.
GP Austria 2025, il contatto al via tra Antonelli e Verstappen (© F1.com)
Il debutto in Mercedes: «È stato come fare tre anni in uno»
Il percorso di crescita all’interno di un top team si è rivelato un vero e proprio battesimo del fuoco. Nonostante la Mercedes abbia cercato di proteggerlo mediaticamente, l’impatto con la massima serie ha richiesto un adattamento a ritmi e pressioni senza precedenti per un teenager.
«Sento che ovviamente la squadra ha fatto un lavoro incredibile nel cercare di proteggermi. Penso di aver imparato molto di più rispetto a quello che avrei imparato se fossi andato in un team più piccolo. Sento che la curva di apprendimento è stata incredibile: è stato come fare tre anni in un solo anno, ed è stato travolgente, fisicamente e mentalmente, perché ho vissuto così tante nuove esperienze».
I frutti di quel doloroso ma fondamentale processo d’apprendimento sono oggi sotto gli occhi di tutti nella stagione 2026. Forte di una perfetta gestione dello stress e di una costante crescita velocistica, Antonelli sta disputando un campionato da assoluto dominatore, occupando la vetta della classifica mondiale piloti con 50 punti di vantaggio su Lewis Hamilton alla pausa estiva.