Formula 1GP Spagna
F1 | Il progettista Zaffelli spiega il Madring: «Ecco i limiti che avevamo»
Il Madring è stato per giorni al centro del dibattito. Jarno Zaffelli, progettista del layout, ha rivelato al giornalista Emiliano Perucca Orfei i retroscena costruttivi, spiegando i motivi delle scelte fatte e della carenza di sorpassi al Madring.
Il nuovo circuito cittadino di Madrid, denominato “Madring”, è stato senza dubbio l’argomento più discusso dopo l’inaugurale Gran Premio di Spagna 2026. Nonostante il grande successo di pubblico e le infrastrutture faraoniche attorno alla fiera IFEMA, la gara di Formula 1 è stata pesantemente criticata per la quasi totale assenza di sorpassi, trasformandosi in una vera e propria processione.
Per fare chiarezza sulla genesi del progetto, il giornalista Emiliano Perucca Orfei (Masterpilot) ha intervistato Jarno Zaffelli, fondatore dello studio DROMO e creatore del layout del Madring. Un progetto che DROMO ha curato per quasi tre anni, da febbraio 2023 a settembre 2025, prima di essere estromessa a favore dello studio di Hermann Tilke per l’esecuzione finale e l’omologazione FIA. E su questo, c’è una causa giudiziaria in corso.
L’intervista di Emiliano Perucca Orfei a Jarno Zaffelli (YouTube – Masterpilot Motorsport)
I limiti progettuali: «55 enti coinvolti e pochissima libertà»
Zaffelli ha subito chiarito che il tracciato non è nato in un foglio bianco, ma in un contesto urbano con fortissime restrizioni planimetriche. «Qualcuno ha detto: “Ma scusa, ma bastava andare nel campo a nord dell’autostrada, perché non avete fatto quello che volevate?”. Quello che la gente non sa e non vede è che il quartiere fieristico che c’è a sud, c’è anche a nord», spiega il progettista emiliano.
«Dalla curva 13 alla curva 17, abbiamo dovuto seguire delle strade che erano già state progettate ma non ancora realizzate, previste a servizio delle fiere da un piano speciale precedente al nostro. Non posso farne una colpa a chi ha pensato fossimo così sprovveduti da presentare un progetto del genere in un campo libero. Se avessi potuto, l’avrei fatta diversa anch’io, ma i limiti ci obbligavano a fare quello che abbiamo fatto».
Nonostante i vincoli, il layout originale è stato studiato fin nei minimi dettagli. «Quando abbiamo fatto il tracciato, con la Formula 1 ci siamo detti: “Ragazzi, c’è solo un punto di sorpasso qua“. E ci hanno risposto che se lo sarebbero fatto bastare, contando sull’aerodinamica attiva e sul DRS».
Il caso Curva 5: «Noi volevamo la ghiaia, ma dopo hanno cambiato il progetto»
Zaffelli si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe riguardo alle modifiche apportate al suo layout dopo l’uscita di DROMO dal progetto, a ridosso della stesura degli asfalti. L’esempio principale è la famigerata Curva 5.
«La Curva 5 noi l’avevamo progettata con un cordolo in una determinata posizione e una via di fuga parzialmente in ghiaia (come si vede nell’espansione della stagione 2026 del videogioco F125, ndr). Volevamo obbligare le macchine a stare molto più a destra, a frenare un po’ di più e non tagliare, pena il finire nella ghiaia», rivela Zaffelli.
La discussa Curva 5 del Madring (© mclaren.com)
«Nel momento in cui noi siamo usciti dal progetto a settembre 2025, l’azienda che ha preso in mano il progetto ha allargato il cordolo verso sinistra e ha tolto la via di fuga in ghiaia. Risultato? Le macchine arrivano più forte, frenano meno e, se sbagliano e tagliano, non hanno penalità».
La genesi tormentata de “La Monumental”
L’ormai celebre curva parabolica “La Monumental” è stata un altro punto di compromesso. Inizialmente pensata con una pendenza vertiginosa, è stata ridimensionata su richiesta della FIA per questioni di sicurezza legate ai nuovi regolamenti.
«All’inizio per noi era al 66% di inclinazione. Poi ci hanno chiesto di abbassarla al 35%, come la Arie Luyendyk di Zandvoort. Successivamente ci hanno detto che arrivavano troppo forti e non la ritenevano sicura, così ce l’hanno ulteriormente abbassata al 24%, costringendoci a inventarci un “cavatappi” prima della 10 e della 11 per rallentarli».
La afición de MADRING sí que es Monumental. 🇪🇸
Las gradas del #SpanishGP se llenan para este segundo día de Gran Premio. #F1 #MADRING pic.twitter.com/DgrijxlrlP
— MADRING (@madring_oficial) September 12, 2026
Zaffelli punta il dito anche sulla gestione strategica della gara della domenica e sull’asfalto, diverso da quello che DROMO avrebbe desiderato: «Domenica non è stata una gara, è stata una passeggiata. Le Formula 1 andavano piano perché conveniva di più sfruttare la VSC piuttosto che fare un pit stop aggiuntivo. Gli asfalti realizzati sono molto compatti e planari, tendono a surriscaldare le gomme. Venerdì c’era graining, domenica hanno fatto un solo pit stop, l’esatto contrario di come l’avevano pensata».
Il potenziale del Madring: «Con le auto del 2025 sarebbe stata diversa»
Nonostante le critiche e l’estromissione, Zaffelli difende la bontà intrinseca della sfida offerta dal Madring, evidenziando il successo delle categorie minori. «Siamo obiettivi quando guardiamo la Formula 2. Lì si sono visti sorpassi anche all’esterno, è stata una gara bellissima, di piloti. La F1 non eroga la velocità nei punti clou, hanno preferito fare costing (veleggiare, ndr) per salvare le gomme e calare il gas».
«Mi dispiace non aver avuto l’opportunità di portarla fino in fondo. Hanno fatto un evento bellissimo come fan zone, ma la gara non ha consegnato quello che ci eravamo immaginati», conclude il capo di DROMO, che non chiude le porte a futuri correttivi. «Basterebbe rifare la 5 e la 13 come avevamo previsto noi per migliorare le cose, margine ce n’è. poco, ma c’è».
Luis Garcia Abad, direttore generale del Madring, con, a destra, Jarno Zaffelli (© studiodromo.it)
Il retroscena su Jarama: «F1 è entertainment, progetto impraticabile»
Inevitabile il confronto con il vicino e storico tracciato di Jarama, situato a soli 20 chilometri di distanza. Alla romantica provocazione di Masterpilot (“Perché non riqualificare Jarama?”), Zaffelli ha svelato un retroscena inaspettato: DROMO aveva inizialmente lavorato proprio per riportare la Formula 1 sul tracciato classico, prima di virare su IFEMA.
«Sfondi una porta aperta, ma la Formula 1 di oggi è entertainment», ha precisato il capo di DROMO. «Ad agosto del 2022 noi stavamo lavorando per portare la Formula 1 a Jarama. Ma lì non riesci ad avere le fan zone, non riesci a fare lo show, non ci arrivi in metropolitana come a IFEMA».
Il progetto è naufragato di fronte a ostacoli infrastrutturali insormontabili: «Il problema è che di fianco a Jarama c’è l’autostrada. Per attraversarla bisognava interrarla tutta. Da lì si fanno due conti e ci si rende conto che IFEMA invece ha già tutta una struttura pronta: elettricità, acqua, servizi, ristoranti di alto livello. La Formula 1 deve andare dove qualcuno gli garantisce che tutto funzioni senza problemi».