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Formula 1

F1 | Un errore umano falsa i risultati delle SQ1 a Singapore. Dopo Sepang proseguono le polemiche

Sotto i riflettori di Marina Bay non si placano le discussioni inziate in Malesia. Durante le SQ1 le prestazioni di alcuni piloti sono state falsate dall’errore di una persona della FIA che non ha reso disponibile l’Overtake Mode.

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La F1 in azione a Singapore
La F1 in azione a Singapore (© formula1.com)

A distanza di appena sette giorni dal discusso problema software accusato a Sepang, la Formula 1 ripiomba nel caos gestionale e regolamentare sotto i riflettori di Marina Bay. Nel corso della prima manche delle qualifiche Sprint di F1, un grave errore della FIA nella gestione dell’Overtake Mode durante la SQ1 a Singapore ha falsato i valori in pista. Privando così parte dello schieramento di mezzo megajoule di energia elettrica supplementare.

Tra ritardi nei cronometraggi, bandiere rosse e disparità prestazionali stimate in circa mezzo secondo al giro. La prima giornata del weekend asiatico si è trasformata nell’ennesima bufera sportiva che ha coinvolto, tra gli altri, Carlos Sainz, Charles Leclerc e Andrea Kimi Antonelli.

La bandiera rossa di Perez e il blackout dell’ibrido alla ripartenza

La catena di eventi si è innescata a seguito dell’incidente di Sergio Perez contro le barriere di curva 5. Il pilota messicano è riuscito a ripartire e a raggiungere la corsia box con l’ala anteriore incastrata sotto il fondo della monoposto; tuttavia, il componente si è disintegrato lungo il tragitto disseminando detriti taglienti sul tracciato e costringendo la direzione gara a esporre la bandiera rossa per consentire le operazioni di pulizia da parte dei commissari.

Alla ripresa della sessione, con pochissimi minuti a disposizione per qualificarsi alla SQ2, si sono verificati due inconvenienti simultanei: il sistema di cronometraggio non ha registrato alcuni tempi siglati in pista e svariati piloti hanno denunciato una drastica carenza di potenza via radio.

In un primo momento dai muretti box hanno ipotizzato un nuovo malfunzionamento del software federale, ma la realtà era differente e ancor più imbarazzante.

Sergio Perez nelle Qualifiche Sprint

Sergio Perez nelle Qualifiche Sprint (© formula1.com)

L’ammissione della FIA: 27 secondi di attivazione e disparità per metà griglia

Attraverso una nota ufficiale, la Federazione Internazionale ha ammesso le proprie responsabilità escludendo guasti algoritmici.

«Durante la prima fase delle qualifiche Sprint si è verificato un errore umano nella direzione gara, slegato dal problema di cronometraggio. L’Overtake Mode non era disponibile dopo la ripresa post bandiera rossa. Quando ci si è accorti dell’anomalia, il sistema è stato attivato manualmente per soli 27 secondi prima di essere nuovamente disattivato».

La Federazione ha riconosciuto come questo errore umano abbia pesantemente condizionato le prestazioni di alcune vetture a seconda del punto della pista in cui si trovavano e del timing dell’out-lap.

La disponibilità dell’extra boost elettrico non è infatti cruciale solo per la velocità di punta in rettilineo, ma risulta determinante anche per il riscaldamento e la preparazione delle gomme nel giro di lancio. Oltre a Carlos Sainz, clamorosamente eliminato in SQ1, a pagare dazio sono stati Charles Leclerc, i due alfieri Aston Martin e il leader di campionato Kimi Antonelli.

Carlos Sainz con Alex Albon, Williams F1 Team

Carlos Sainz con Alex Albon, Williams F1 Team (© formula1.com)

Lo sfogo di Sainz: “Metà macchine con mezzo secondo in più, decisioni incomprensibili”

Visibilmente amareggiato per l’eliminazione prematura, Carlos Sainz non ha risparmiato critiche durissime alla FIA. «Abbiamo fatto un solo giro e avevamo qualche problema ai freni. Ma soprattutto metà delle vetture ha affrontato la qualifica con un motore più veloce di mezzo secondo rispetto all’altra metà. C’è stato un altro pasticcio e noi siamo stati penalizzati».

Il pilota spagnolo ha poi puntato il dito contro l’incoerenza gestionale del collegio dei commissari. «Per qualche motivo la FIA non ha risolto la situazione e ha accettato che metà griglia scendesse in pista con più cavalli. Sono confuso su come si continuino a prendere decisioni differenti a seconda di chi viene eliminato o di chi è in pista nel primo tentativo».

Una ferita aperta che riaccende il dibattito sulla solidità operativa della direzione gara alla vigilia della Sprint e del Gran Premio di Singapore.

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