Formula 1
F1 | La FIA conclude l’indagine sul caos Power Unit in Malesia. I prossimi passi: ad Austin l’aggiornamento del software definitvo
L’indagine FIA chiarisce il bug del software 250kW che ha bloccato le vetture a Sepang: soluzione provvisoria confermata a Singapore e fix definitivo pronto per Austin.
La FIA ha completato l’indagine ufficiale sul caos che ha travolto la fase di partenza del Gran Premio del Bahrain di F1 in Malesia, quando diverse monoposto si sono improvvisamente piantate durante i giri di formazione dietro la Safety Car a causa di un problema alle Power Unit. Attraverso una nota ufficiale, la Federazione ha fatto chiarezza sulla natura tecnica del problema e annunciato le contromisure che verranno adottate tra Singapore e Austin.
F1, la causa del problema alle Power Unit in Malesia: il bug del software sul bagnato
L’analisi tecnica condotta dalla Federazione ha individuato la causa primaria dell’inconveniente in un bug del software legato alla limitazione di potenza a 250 kW, introdotta dal regolamento per le gare sul bagnato. Nel comunicato viene spiegata nel dettaglio la dinamica dell’avaria:
«L’indagine ha concluso che alcune vetture, procedendo a bassi regimi di motore in determinati settori del circuito in cui era applicata la riduzione di potenza a 250 kW, hanno subito una perdita di potenza superiore alle intenzioni originali e che non è stato possibile recuperare all’interno di quei settori».
L’anomalia ha fatto entrare i motori elettrici in una sorta di modalità di blocco (“lock-down”). Senza la spinta dell’ibrido a compensare il fisiologico turbo lag del motore termico a bassi giri, le monoposto non rispondevano più alla pressione dell’acceleratore.
Le vetture in corsia box a Sepang dopo i problemi software durante il GP del Bahrain (© x.com/F1)
La gestione dell’emergenza a Sepang: la cronologia dei fatti
In Malesia, la FIA è intervenuta fornendo ai team una patch software d’emergenza che ha rimosso il vincolo dei 250 kW nei mini-settori incriminati. La Federazione ha ricostruito la cronologia dei concitati minuti della sospensione:
- 15:45: Sospensione della procedura di partenza dopo due giri di formazione a seguito dei problemi di potenza riscontrati da diverse vetture.
- 15:50: Il team tecnico della FIA individua la causa ed elabora la nuova configurazione software della Power Unit.
- 16:03: Invio alle squadre di ulteriori chiarimenti tecnici per l’installazione e l’operatività del firmware.
- 16:20: Completamento del processo di integrazione da parte di team e motoristi, con tutte le vetture pronte a ripartire.
- 16:22: Esposizione del segnale dei 10 minuti al via.
- 16:33: Le monoposto lasciano la corsia box per completare la nuova procedura di partenza.
I prossimi passi: soluzione provvisoria a Singapore e upgrade definitivo ad Austin
La risoluzione del problema avverrà in due fasi distinte, come confermato nel comunicato ufficiale della Federazione: «La configurazione stabilita per l’evento di Sepang sarà ripristinata per il Gran Premio di Singapore qualora siano previste condizioni meteorologiche simili. Inoltre, un ulteriore aggiornamento del software per il bagnato sarà rilasciato per il Gran Premio degli Stati Uniti il 25 ottobre».
Il Circuit of the Americas di Austin, sede del GP degli USA (© Red Bull Content Pool)
Il direttore delle monoposto FIA, Nikolas Tombazis, ha assicurato che questo specifico inconveniente non si ripeterà, pur ricordando la grande complessità architetturale delle Power Unit 2026.
La FIA ha voluto inoltre smentire categoricamente le voci secondo cui il pacchetto software per il bagnato non fosse stato adeguatamente collaudato prima del debutto. «La FIA desidera rispondere ai commenti che suggerivano che il software non fosse stato testato prima del suo utilizzo. Prima dell’implementazione, i team e i costruttori di Power Unit hanno condotto simulazioni per validare il pacchetto software, che è stato successivamente testato in pista durante le sessioni di Prove Libere 1 sia al Gran Premio del Belgio che al Gran Premio d’Olanda».
Tuttavia, in quelle occasioni le vetture avevano girato a ritmi di prove libere e non a velocità estremamente ridotte come quelle mantenute dietro la Safety Car durante il giro di formazione in Malesia. Per evitare il ripetersi di simili scenari, la FIA — insieme ai team, ai motoristi e al fornitore della ECU standardizzata — rafforzerà le capacità di verifica dei sistemi attraverso valutazioni indipendenti e riscontri collaborativi.