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Formula 1GP Bahrain

F1 | La FIA spiega il blackout delle power unit motori spenti al via. Alonso: «Chi si è fermato doveva ritirarsi»

Nel GP Bahrain 2026 in Malesia problemi software hanno incredibilmente creato problemi ai motori durante i giri di ricognizione, con i piloti che non riuscivano più ad accelerare. Dalle indagini tecniche della Federazione alla provocazione di Fernando Alonso, che ha dichiarato che le vetture che hanno avuto problemi non sarebbero dovute ripartire.

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Le vetture in corsia box a Sepang dopo i problemi software durante il GP del Bahrain (© x.com/F1)

Il folle GP del Bahrain 2026, disputato eccezionalmente in Malesia, passerà alla storia della Formula 1 per il blackout collettivo delle power unit durante i giri di ricognizione: un problema tecnico originato dal software FIA che ha costretto la Direzione Gara a esporre una lunga bandiera rossa. L’occasione è buona per sollevare nuovi e pesanti interrogativi sull’eccessiva complessità dei nuovi motori.

I motivi dei problemi software durante il GP del Bahrian in Malesia 2026

Dopo un ritardo iniziale di 40 minuti dovuto all’abbondante acqua in pista, le monoposto hanno iniziato i due giri di formazione previsti dietro la Safety Car. Tuttavia, l’andatura estremamente lenta ha innescato un effetto domino imprevisto: Max Verstappen è stato il primo a rallentare vistosamente, seguito a catena da Lewis Hamilton (costretto addirittura a spegnere e riavviare il motore) e da quasi metà schieramento.

La Federazione Internazionale è intervenuta tempestivamente, bloccando la procedura e rimandando tutti ai box. La spiegazione tecnica è arrivata direttamente dal direttore delle monoposto FIA, Nikolas Tombazis: il colpevole era un bug nel software standard di gestione delle power unit per le condizioni di bagnato estremo.

«Ci sono impostazioni speciali per garantire che sul bagnato le auto possano girare in sicurezza. Il software è stato sviluppato in collaborazione con i team, i costruttori e il fornitore della centralina unica. Ma non contemplava questa combinazione particolare di eventi che non si era mai verificata durante i test.

Nikolas Tombazis durante un'intervista (© YouTube Formula 1)

Nikolas Tombazis (© YouTube Formula 1)Il leader ha rallentato, si è creato un effetto a fisarmonica e alcune auto si sono quasi fermate. Questo calo drastico di velocità ha innescato un bug che ha impedito alle vetture di riaccelerare. Quando abbiamo capito il problema, non dipendente dai team, abbiamo deciso che l’unica cosa da fare fosse esporre la bandiera rossa», ha spiegato Tombazis a SiriusXM.

La FIA ha impiegato 25 minuti per diagnosticare il problema, sviluppare una patch software, distribuirla e farla installare a tutte le squadre in pit-lane. Una reazione tecnica eccezionale, ma che non ha risparmiato figuracce allo sport davanti a milioni di spettatori.

Verstappen, Perez e Russell bocciano i motori 2026

Le reazioni dei piloti non si sono fatte attendere, puntando il dito contro l’enorme e delicatissima complessità delle neonate power unit 2026. Max Verstappen, vincitore della gara, ha commentato con sarcasmo ai microfoni di Viaplay: «Con un V8 non avremmo di questi problemi. Questi motori sono così complicati, la gestione del software è vitale e quando c’è un glitch succede questo».

Ancora più duri George Russell e Sergio Perez. Il pilota Mercedes ha definito la giornata «una perdita di tempo, non sembrava Formula 1. I motori sono eccezionalmente complicati, e più complichi le cose, più è facile che vadano storte». Il messicano ha rincarato la dose: «Sembrava di essere sui kart a noleggio quando scade il tempo. È inaccettabile».

Max Verstappen durante in Malesia (© Red Bull Content Pool)

Max Verstappen durante in Malesia (© Red Bull Content Pool)

Lo sfogo di Fernando Alonso: «Chi ha avuto problemi non doveva ripartire»

Tra i più perplessi per la gestione sportiva dell’episodio c’è Fernando Alonso. Lo spagnolo, che a fine gara ha conquistato un eccellente ottavo posto regalando punti pesanti all’Aston Martin, nell’immediato dopogara ha criticato la scelta di far ripartire la corsa permettendo il ripristino delle vetture che si erano “spente” in pista.

Alonso ha lanciato una chiara provocazione: «Credo di aver avuto il 50% di ritiri quest’anno per problemi vari, e non hanno mai fermato la gara per noi! Se ci fossero state 5 auto ferme per un normale guasto, i commissari le avrebbero dovute spingere fuori per ritirarle. È la stessa cosa che succede quando vedono noi fermarci e immagino che pensino: “bene, meno auto in pista”. Trovo scorretto che sia stato permesso loro di ripartire dopo il reset: per me erano fuori gara.

Fernando Alonso (© astonmartinf1.com)

Fernando Alonso (© astonmartinf1.com)

Se è stato un tema di sicurezza, ok, lo capisco e non è un problema. Immagino ci sia una spiegazione per tutto questo e sono curioso di sentirla». La spiegazione c’è stata. Da vedere se l’asturiano ora è convinto.

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