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WEC | Il DT Toyota Floury: «Il regolamento Hypercar unico? Non risolverà tutti i problemi»

Alla vigilia della 6 Ore di Monza, il DT Toyota, David Floury, affronta i temi del finale di stagione. Dalla lotta libera in casa tra la #7 e la #8, all’erede di Mike Conway, fino al futuro regolamentare: «La piattaforma unica aiuterà, ma non illudiamoci».

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David Floury, direttore tecnico Toyota (© DPPI - FIA WEC)
David Floury, direttore tecnico Toyota (© DPPI - FIA WEC)

Alla vigilia della 6 Ore di Monza, atto conclusivo del FIA WEC 2026, il Direttore Tecnico di Toyota, David Floury, ha partecipato a una roundtable con i media, a cui era presente anche 1000cuorimotori.it. In questo incontro ha affrontato, con diversi «vi faremo sapere» o «no comment» i temi caldi del finale di stagione, del mercato piloti e del futuro regolamentare del campionato.

Floury: «Nessun ordine di scuderia: piloti liberi di lottare»

Con il Mondiale Costruttori già matematicamente in cassaforte dopo la gara di Barcellona, l’attenzione è tutta sulla sfida fratricida per il titolo piloti tra la vettura #7 e la #8. Floury sgombra subito il campo da ogni dubbio sulle gerarchie interne: «Ovviamente non ci saranno ordini di scuderia. All’interno della nostra struttura non vengono mai impartiti ordini per favorire una vettura rispetto all’altra».

Le due Toyota che hanno dominato la 6 Ore di Barcellona (© FIA WEC / DPPI)

Le due Toyota che hanno dominato la 6 Ore di Barcellona (© FIA WEC / DPPI)

Il DT traccia una linea netta sulle priorità del team: «L’unica eccezione si verificherebbe se la vettura #7 fosse in lotta per il campionato contro un’altra scuderia. Tuttavia, una volta assicurato il titolo costruttori, come squadra preferiamo non interferire nella contesa. Vogliamo offrire condizioni eque a entrambe le macchine».

Floury: «Non avrei immaginato di vincere il costruttori a Barcellona»

Tornando al netto successo in terra catalana, Floury ammette la sorpresa per il grande margine accusato dagli avversari: «Non mi aspettavo un divario così ampio dalla Ferrari. Fatico a capire la differenza di passo che abbiamo visto nelle FP1 e nelle FP2, quando eravamo tutti impegnati in simulazioni di passo gara. Diversi costruttori erano molto più vicini a noi, non eravamo dominanti. Non avrei mai immaginato di lasciare Barcellona con il titolo costruttori già in tasca».

toyota piloti wec monza

I piloti Toyota a Monza (© FIA WEC / DPPI)

La chiave di volta? L’asfalto. Ma a Monza la musica cambierà drasticamente. «Barcellona è stata, in un certo senso, una replica del Bahrain, con un manto molto abrasivo», spiega Floury. «Ovviamente, non mi aspetto di essere altrettanto forti qui questo fine settimana.

A Barcellona si trattava soprattutto di gestire il degrado, qui la situazione sarà quasi l’opposto. Il tracciato richiede molta meno energia per chilometro e l’asfalto è più compatto. Il riscaldamento degli pneumatici diventerà un aspetto più critico rispetto al degrado».

Un problema termico che Toyota ha affrontato lavorando specificamente sui freni: «Ci siamo concentrati anche su questo aspetto. Continuiamo a imparare a ogni gara, il riscaldamento degli pneumatici sarà un fattore determinante questo fine settimana. È una situazione simile a quella che si incontra a Le Mans, quando si guida di notte in condizioni di freddo. È praticamente la stessa cosa».

Il mercato piloti: il dopo-Conway e la crescita di Masson

La gara di Monza segnerà la fine di un’era, con l’addio alle corse di Mike Conway. Sul successore, Toyota ha le idee chiare, ma i tempi non sono ancora maturi per l’ufficialità. «Sì, abbiamo deciso il nuovo pilota della vettura #7, ma l’annuncio verrà dato in un secondo momento», conferma Floury.

«Al momento ci stiamo concentrando sull’ultima gara del campionato. Mike è stato nel team per 13 anni, è stato un elemento fondamentale. Voglio innanzitutto assicurarmi di creare le condizioni migliori affinché possa chiudere nel modo giusto».

Sui giovani rampanti del vivaio, Floury ha parlato bene dl francese Esteban Masson, messosi in luce in LMP2 nell’ELMS: «Ha dimostrato di essere un pilota molto forte e penso che sia pronto. Quando lo abbiamo ingaggiato circa tre anni fa, avevamo un piano di crescita definito. Esteban ha soddisfatto ogni tappa di quel piano».

Regolamento 2030: «Piattaforma unica? Ha senso, ma non illudiamoci»

L’ultima battuta riguarda il futuro normativo della classe regina. Sulle voci di un rinvio al 2031 del nuovo regolamento («Personalmente non ne ho sentito parlare, per me è una novità»), Floury si concentra sull’ipotesi della piattaforma unica per far convergere i concetti LMH e LMDh.

«Accogliamo con favore l’adozione di una piattaforma comune. È un’idea sicuramente positiva che noi sosteniamo per continuare a coinvolgere un gran numero di costruttori in questo sport. Ma adottare un unico regolamento per tutti non risolverebbe ogni problema», avverte l’ingegnere transalpino. «Non dobbiamo illuderci che questa porti tutte le vetture ad avere esattamente lo stesso tempo sul giro, né che risolva tutti i problemi che abbiamo riscontrato finora. Sarebbe una valutazione errata».

Floury con i giornalisti a Monza (© 1000 Cuori Motori)

Floury con i giornalisti a Monza (© 1000 Cuori Motori)

I dati attuali, secondo Floury, parlano chiaro: «Nel corso del tempo sono state eliminate quasi tutte le differenze tra i due regolamenti. A conti fatti, se si analizza la situazione in modo oggettivo, si notano maggiori disparità tra la migliore e la peggiore vettura LMH, o tra la migliore e la peggiore LMDh, piuttosto che tra la migliore LMDh e la migliore LMH».

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