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Massimo Iosa Ghini: «Lo stadio Dall’Ara come nuova casa della Motor Valley»

In un’intervista a La Repubblica, l’architetto bolognese propone di trasformare lo stadio (che subirà un restyling) in un nuovo punto di riferimento per la Terra dei Motori.

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Dall'ara bologna

Abbandonare l’ipotesi del restyling dello stadio Renato Dall’Ara per virare sulla costruzione di una nuova impianto nell’area della Fiera rappresenta una scelta di portata storica per la città di Bologna, e secondo Massimo Iosa Ghini, potrebbe creare un legame con la Motor Valley.

In un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, l’architetto e designer bolognese ha delineato la sua visione per affrontare questa doppia sfida urbanistica e culturale. Da un lato la realizzazione di una nuova casa per la squadra Rossoblu, dall’altro la rigenerazione dello storico impianto cittadino.

Il futuro del Dall’Ara: no alla speculazione, sì a servizi e Motor Valley

Interrogato sul destino dello storico impianto di via Andrea Costa qualora il Bologna calcio si trasferisse altrove, Iosa Ghini è perentorio. Il Dall’Ara è un monumento cittadino e non deve subire trasformazioni ad uso privatistico o speculativo.

«Si può toccare, ma non snaturare. Ad esempio, se dal punto di vista tecnico si presterebbe a un’operazione come quella fatta a Highbury a Londra trasformandolo a uso residenziale, seguire quell’esempio sarebbe un errore. Non si può fare di un monumento della città un’operazione speculativa ed economica, qualsiasi intervento deve avere un valore sociale, diretto a chi vive il quartiere».

La proposta dell’architetto punta su una rigenerazione mista e multifunzionale, capace di rompere l’attuale isolamento dello stadio rispetto al tessuto urbano:

«È necessaria una rigenerazione mista, su una superficie come il Dall’Ara non si può pensare a un uso unico, come lo stadio del rugby e basta. È una struttura che vive dentro al quartiere ma ora di fatto al quartiere è chiusa, deve aprirsi e diventare un luogo di riferimento per i residenti.

E visto che anche il museo del Bologna calcio ha senso si trasferisca assieme alla squadra, serve legarsi ad altri sport, e punterei sulla Motor Valley».

L’idea concreta è quella di creare all’interno della struttura spazi espositivi dedicati all’eccellenza motoristica emiliana:

«Non dico di fare del Dall’Ara un autodromo, ovviamente. Penso a musei, spazi espositivi, farne una sede di riferimento per raccontare la storia degli sport automobilistici e della Motor Valley, magari un punto da cui partire per visite guidate nelle terre emiliane dei motori. Poi si può pensare anche a come aprire il più possibile alla città pure la torre di Maratona, che chiaramente va conservata».

Dall'ara Bologna

Lo stadio Renato Dall’Ara (© Damiano Fiorentini)

Il nuovo stadio in Fiera: «L’operazione più importante degli ultimi 50 anni»

Spostando l’attenzione sull’ipotesi della nuova costruzione nella zona della Fiera, Iosa Ghini sottolinea la portata monumentale dell’intervento, richiamando alla responsabilità verso la collettività:

«Sarebbe l’operazione più importante degli ultimi 50 anni in città, in una zona comunque ad alta densità abitativa che richiede un progetto condiviso e da rendere pubblico.

Non vorrei uno stadio monumento con enorme impatto visivo come tante nuove operazioni, vedi l’Allianz di Monaco. Serve un’opera capace di armonizzarsi con l’architettura del quartiere, idealmente quasi non si dovrebbe notare».

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