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F1 | Luca Basso a Team Radio: «Perico è un talento “alla Antonelli”, al 99% arriverà in Formula 1»
L’esperto Luca Basso traccia a Team Radio la mappa dei campioni del futuro: tra i talenti da tenere d’occhio spicca il giovanissimo Niccolò Perico, promessa del karting e pupillo di Toto Wolff.
Chi saranno i piloti del futuro in Formula 1? Nell’ultima puntata di Team Radio su Radiabo.it, il conduttore Yuri Barbieri ha rivolto questa precisa domanda a Luca Basso, giornalista di Motorsport ed esperto del mondo del karting e delle formule minori: con lui abbiamo analizzato alcuni dei giovani talenti più brillanti, tra cui Niccolò Perico, scommessa della Mercedes e destinato alla F1.
La Formula 2 ai raggi X: Il bivio di Minì
Prima di scendere nel dettaglio dei singoli talenti, Basso ha voluto lanciare un campanello d’allarme sulla trasformazione strutturale che sta vivendo la base del motorsport, dove le logiche economiche rischiano talvolta di appannare la meritocrazia:
«Rispetto agli anni scorsi, si sta un po’ abbassando il livello medio dei talenti. Nel kart ci sono sempre più piloti con dietro famiglie molto ricche che li spingono. Oramai ogni bimbo di 12-14 anni ha meccanico, driver coach, mental coach e fisioterapista. I costi si stanno alzando e arrivano piloti con valigie molto grosse a scapito di chi è realmente veloce. Nella fretta di bruciare le tappe per arrivare in F1, molti arrivano in Formula 2 e poi si bloccano: se sbatti contro un muro non lo spacchi con la testa». Tuttavia, scremando il sistema, i veri diamanti grezzi non mancano.
Il viaggio tra i talenti parte proprio dalla Formula 2, dove i riflettori italiani sono comprensibilmente puntati su Gabriele Minì. Per il pilota siciliano, attuale leader del campionato dopo le prime due tappe, si tratta di una stagione cruciale e non priva di ostacoli:
«Minì ha un bel talento, è un pilota molto buono, però il suo problema è che è al settimo anno di Formula. Ha debuttato in Formula 4 nel 2020, prima di Antonelli, e non è ancora arrivato in F1. Era atteso a vincere la Formula Regional e non c’è riuscito, era atteso a vincere la Formula 3 e invece ha vinto Leonardo Fornaroli. Poi sale in Formula 2, vince Fornaroli e lui invece fa fatica, anche se con Prema in questi anni hanno faticato un po’ tutti. Secondo me Minì ha perso un po’ il treno della Formula 1 in tal senso: a forza di girare nelle formule i tempi di crescita pesano».

Gabriele Minì in pista a Miami (© fiaformula2.com)
Sempre all’interno della griglia di Formula 2, Basso consiglia di monitorare con attenzione altri due profili di assoluto spessore:
«C’è Rafael Camara, che probabilmente è quello un po’ più talentuoso del lotto perché, se vai a vedere la sua storia, è sempre stato un pilota da top 3 in tutti i campionati che ha disputato. E poi c’è Nikola Tsolov, un altro nome che può essere molto interessante: ha un bel caratterino, dipenderà tutto da come reggerà la sua testa».
I predestinati delle formule: Slater e Van Langendonck
Scendendo di categoria, i nomi che accendono l’entusiasmo dell’esperto di Motorsport sono due, già blindati da management di primissimo piano in Formula 1. Il primo è l’inglese Freddie Slater, attualmente impegnato in Formula 3:
«A livello di puro talento, Slater è quasi quanto Antonelli. Me lo ricordo nel kart: ha una bella testa fumantina in pista, uno che non si tira di certo indietro di fronte agli avversari o davanti alle possibilità di vittoria. Va subito forte e ha una mentalità vincente, solida e molto aggressiva. Adesso sta facendo un po’ di fatica in Formula 3, ma mi aspetto che tra qualche anno arrivi sicuramente in Formula 1. Dietro di lui c’è lo stesso management che cura gli interessi di Lando Norris, e adesso è andato sotto contratto con Audi: il loro obiettivo è puntare a quel sedile se Hulkenberg dovesse smettere o se Bortoleto trovasse altri lidi».
Freddie Slater dopo la vittoria della Formula Regional 2025 (© FRECA)
Spostandosi oltremanica, l’altro profilo di livello assoluto risponde al nome del belga Dries Van Langendonck, già inserito nell’Academy McLaren:
«Campione del mondo Junior nel 2024, Van Langendonck mi ricorda moltissimo Stoffel Vandoorne nei suoi tempi d’oro nelle formule minori, quando Stoffel sembrava praticamente invincibile prima di bruciarsi in McLaren con Alonso. Dries è un pilota molto più maturo rispetto ai suoi avversari della stessa età. Appena cambia mezzo va subito forte, si adatta con una facilità incredibile ai salti di categoria. Al momento è secondo in campionato e non sta dominando come mi aspettassi, ma vi dico che in Formula 1 ci arriverà sicuramente».
La F1 del futuro, Wolff e Mercedes scommettono su Perico: «Talento “alla Kimi”»
Le ultime due grandi “chicche” segnalate da Luca Basso riguardano il mondo del karting e la Formula Regional, dove si stanno muovendo i talenti più cristallini in assoluto. La scommessa italiana più forte è quella che porta a Niccolò Perico, classe 2014 già blindato da Toto Wolff:
«Nel kart abbiamo un altro nome italiano fortissimo: Niccolò Perico, figlio del famoso rallysta. Carattere molto, molto fumantino, ma è un pilota velocissimo. È stato messo sotto contratto da Mercedes perché Toto Wolff è una volpe e ha capito che dietro c’è un potenziale talento “alla Antonelli”. Caratterialmente è molto aperto ed espansivo, non si tira indietro. Quest’anno nella Super Master Series della WSK ha conquistato 4 vittorie su 5 ed è andato benissimo al debutto nell’Europeo Junior internazionale giocando subito per il podio. A fine anno l’idea è vincere la Coppa del Mondo. Al 99% Perico arriva in F1: ha già la stella a tre punte sulla tuta e sul casco».
Infine, un ultimo nome da cerchiare in rosso sul taccuino degli appassionati è quello di Sebastian Wheldon, reduce da una buona stagione in F4 Italia e ora impegnato nella FREC:
«Segnatevi questo nome: Sebastian Wheldon. È un altro pilota fortissimo che in Formula 1 ci arriva di sicuro. Riuscirà a fare un percorso netto? Forse tra Formula 3 e Formula 2 rischierà di fare due anni. Il motivo è semplice: sono campionati così imprevedibili e legati ai team che bisogna avere la fortuna di trovare il momentum giusto per andare forte, esattamente come è successo a chi ha vinto quei titoli prima di lui, come Fornaroli, Piastri o Bortoleto».