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F1 | Ben Sulayem: «Christian Horner tornerà in Formula 1»

Il presidente della FIA Ben Sulayem sicuro sul futuro di Christian Horner: «Tornerà, spetta a lui dire in quale team. In Formula 1 contano solo i risultati».

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Christian Horner e Mohammed Ben Sualyem (© Red Bull Content Pool)

Il paddock di Silverstone ha riaccolto un volto familiare e decisamente divisivo nell’ultimo fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna. Christian Horner, l’ex team principal della Red Bull allontanato l’anno scorso, ha fatto il suo ritorno nel circus, attirando l’attenzione delle telecamere di Netflix e, soprattutto, incassando l’appoggio pubblico del presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem.

In alcune dichiarazioni raccolte da ESPN, il numero uno della Federazione Internazionale si è detto assolutamente certo del rientro di Horner in Formula 1 in pianta stabile, rivelando persino un retroscena di mercato.

Ben Sulayem sul ritorno di Horner in F1: «So dove andrà, ma spetta a lui dirlo»

Arrivato a Silverstone a testa alta e circondato dai media, il 52enne manager britannico si è diretto subito verso il motorhome della FIA per un colloquio privato con Ben Sulayem. Interpellato sul possibile ritorno dell’ex capo della Red Bull, il presidente della FIA non ha usato giri di parole: «Sì, vorrei rivederlo in F1. Tornerà. Dove andrà non sta a me dirlo, anche se io lo so. Spetta a lui dirlo».

Ben Sulayem ha poi espresso una filosofia molto pragmatica, quasi spietata, focalizzandosi esclusivamente sui risultati sportivi:

«Credo che quando hai una squadra devi dimenticare la personalità di una persona o quello che fa: vuoi il risultato o no? Guarda il suo passato. Tutti commettono errori, ma ha portato risultati? Cosa volete? Volete vincere o no? Volete provarci o no? Ci sono comportamenti e cattivi comportamenti; se ti comporti male la cosa ti si rivolterà contro e nessuno ti vorrà. Ma qui si parla di risultati: porti qualcuno e lo paghi milioni per ottenere risultati. Ovviamente non deve uccidere nessuno o guidare ubriaco, quelli sono cattivi comportamenti, ma io parlo di certi altri atteggiamenti».

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Christian Horner e Max Verstappen sul podio del GP di Abu Dhabi 2021 (© Red Bull Content Pool)

Il riferimento di Ben Sulayem ai “comportamenti” tocca inevitabilmente la vicenda che ha portato alla fine dell’era d’oro di Horner in Red Bull. Sotto la sua gestione, la scuderia di Milton Keynes ha conquistato otto titoli mondiali piloti e sei costruttori. Tuttavia, gli ultimi 18 mesi del suo mandato sono stati travolti dalle accuse di comportamenti inappropriati e molestie sollevate da una dipendente Red Bull.

Nonostante Horner sia stato scagionato due volte dalle indagini interne, Red Bull decise comunque di licenziarlo la scorsa estate, appena 48 ore dopo il Gran Premio di Gran Bretagna. In primavera, però, il suo periodo di gardening leave (il congedo d’obbligo prima di potersi accasare altrove) si è ufficialmente concluso, lasciandolo libero di firmare con un nuovo costruttore.

Le opzioni sul tavolo: da Aston Martin all’ipotesi BYD

Con una bacheca piena di trofei, Horner è l’uomo di mercato più ambito tra i manager. Al momento, il suo nome viene accostato a diverse realtà: le più accreditate sono Alpine e Aston Martin, entrambe alla ricerca di una leadership forte. Nel team di Lawrence Stroll ritroverebbe Adrian Newey, con cui ha costruito i grandi successi di Red Bull.

Ferrari è un’indiscrezione suggestiva, anche se il Cavallino sembra aver trovato stabilità con Vasseur. Infine c’è il colosso cinese BYD, che starebbe valutando l’ingresso nel circus come dodicesimo team sulla griglia, forse affidando proprio a Horner le chiavi del progetto di debutto.

Dal canto suo, l’ex manager Red Bull non sembra avere fretta, come dichiarato ai microfoni di Sky Sports UK durante il weekend: «Valuterei solo l’opzione giusta, qualcosa che alla fine ti dia l’opportunità di vincere. La F1 è un posto fantastico, le gare quest’anno sono super e l’interesse è alle stelle, anche da parte di chi vuole entrare nel business. Vedremo, non ho fretta».

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