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Formula 1

F1 | Christian Horner provò a portare Leclerc e Alonso in Red Bull al fianco di Verstappen, ma Helmet Marko rifiutò

Clamorosi retroscena dall’autobiografia di Christian Horner: l’ex boss della Red Bull voleva Alonso o Leclerc al fianco di Verstappen, ma Marko lo fermò subito.

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Charles Leclerc e Max Verstappen (© Red Bull Content Pool)

L’uscita imminente dell’autobiografia di Christian Horner, intitolata “Drive” e disponibile dal 22 ottobre, sta già sollevando un vero e proprio polverone nel paddock di Formula 1. Secondo quanto anticipato dalla testata olandese NU.nl, Horner rivela di aver provato a portare sia Fernando Alonso che Charles Leclerc in Red Bull per affiancare Max Verstappen, scontrandosi però con il veto insuperabile dei vertici interni al team.

Horner: «Provai a portare Leclerc e Alonso in Red Bull»

I dubbi sulla tenuta di Sergio Pérez risalgono al suo ultimo anno e mezzo in Red Bull, quando le sue prestazioni hanno subito un vistoso calo. Messo di fronte alla necessità di trovare un’alternativa di primissimo livello, Horner decise di muoversi in prima persona per sondare il mercato: «La forma di Sergio Pérez era irriconoscibile rispetto al pilota che era stato nelle stagioni precedenti. Ho deciso di cercare un possibile sostituto».

Il primo contatto significativo avvenne con Fernando Alonso durante il Gran Premio del Giappone 2024. Fu lo stesso asturiano dell’Aston Martin a manifestare l’esplicito desiderio di correre al fianco di Verstappen la stagione successiva. La risposta interna, tuttavia, fu una doccia fredda, con Helmut Marko che rese subito chiaro che, per conto dell’entourage del pilota olandese, quell’ipotesi non fosse gradita.

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Fernando Alonso e Max Verstappen (© Red Bull Content Pool)

Poco prima, in occasione del GP del Qatar 2023, Horner aveva aperto un canale diretto anche per Charles Leclerc, parlando con il manager del monegasco. Nelle intenzioni del manager britannico, Leclerc rappresentava il profilo perfetto:

«Pensavo che potesse essere il pilota perfetto per noi. Era veloce, forte sul giro singolo e aveva un carattere determinato. Certo, ogni tanto commetteva qualche errore, di cui la Red Bull aveva saputo approfittare, ma in qualsiasi situazione non criticava mai la Ferrari. Charles era un uomo squadra e pensavo che avrebbe potuto colmare il vuoto se Sergio avesse perso terreno. Inoltre, sembrava frustrato dalla Ferrari».

La trattativa, tuttavia, si bloccò immediatamente sul nascere: «Poco dopo, Helmut mi disse che avrei dovuto dimenticarmi anche di Charles. Proprio come con Fernando, non sarebbe successo niente».

Il veto interno: non fu Verstappen a rifiutare

L’ex boss della Red Bull non nasconde l’amarezza per come vennero stroncate sul nascere queste alternative di altissimo livello: «Qualcuno, da qualche parte, ha deciso che non fosse la scelta giusta per la Red Bull. Ne sono rimasto deluso».

Nonostante la delusione, tiene a precisare che la regia dell’operazione di sbarramento non vada imputata al quattro volte Campione del Mondo: «Ho capito subito che quell’ordine non proveniva da Max». Secondo Horner, infatti, Verstappen possedeva sufficiente sicurezza nei propri mezzi per non temere alcun compagno di squadra all’interno del medesimo box.

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Max Verstappen, Helmut Marko e Christian Horner dopo la conquista del titolo 2024 (© Red Bull Content Pool)

Il caso Lawson e l’ultimo incontro con Carlos Sainz prima dell’addio

La spaccatura interna si accentuò ulteriormente sulla gestione del giovane Liam Lawson, fortemente sponsorizzato da Marko per rilevare il sedile di Pérez per il 2025. Horner espresse forti perplessità nell’affidare una responsabilità così grande a un pilota con sole undici gare d’esperienza in F1. La storia gli diede poi ragione, con il neozelandese appiedato in favore di Yuki Tsunoda dopo appena due appuntamenti:

Il capitolo finale dell’esperienza di Horner in Red Bull sfiora anche il nome di Carlos Sainz. Il giovedì precedente al Gran Premio di Gran Bretagna 2025, lo spagnolo (allora in forza alla Williams) si recò personalmente a casa di Horner per trattare un possibile approdo nel team. Soltanto cinque giorni dopo quel colloquio casalingo, la dirigenza di Milton Keynes notificava a Horner la decisione di sollevarlo dall’incarico dopo vent’anni di successi, affidando la guida del team a Laurent Mekies.

Gli altri retroscena di “Drive”: da Hamilton a Newey

L’autobiografia di Horner promette di arricchire la storiografia della Formula 1 con ulteriori rivelazioni esplosive. Tra i passaggi citati figurano il segretissimo incontro a casa dell’aerodinamico Adrian Newey nel 2012 con Lewis Hamilton per un possibile ingaggio in Red Bull, e il tentativo di Niki Lauda di portarlo alla Mercedes nello stesso anno. Spazio infine alle manovre con cui Horner salvò Newey dalle lusinghe della Ferrari attraverso il progetto della supercar Valkyrie, oltre all’analisi dettagliata sui complessi rapporti con Marko e le tensioni interne che hanno condotto alla fine della sua era.

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