Seguici su

Formula 1

F1 | Il paradosso del GP di Monaco: perché la classifica è ancora nel caos

La Formula 1 è alle prese con un paradosso regolamentare dopo il Gran Premio di Monaco: un sensore difettoso ha generato una serie di penalità ingiuste, ma il regolamento attuale rende quasi impossibile ripristinare una classifica equa per tutti i piloti coinvolti.

Pubblicato

il

La partenza del GP di Monaco 2026 (© formula1.com)
La partenza del GP di Monaco 2026 (© formula1.com)

Il risultato dell’ultimo GP di Monaco di F1 è finito nel caos totale a causa di un errore di misurazione di appena 77 centimetri, come riportato da motorsport.com. Al momento la classifica finale è ancora in bilico, e le scuderie stanno cercando di risolvere una situazione per cui non sembra esistere una via d’uscita che possa essere considerata giusta da tutti.

Cosa è successo nella corsia dei box

Tutto è nato da un malfunzionamento del sistema di misurazione della velocità nella corsia dei box. La Formula One Management (FOM), che fornisce i sistemi di cronometraggio ufficiali del campionato, ha ammesso che il sistema era stato impostato in modo impreciso. A causa di questo errore tecnico, diversi piloti sono stati penalizzati durante la gara per un presunto eccesso di velocità ai box che in realtà non c’era stato.

Tra i piloti sanzionati c’era Pierre Gasly dell’Alpine. Dopo la gara, la sua scuderia ha sfruttato il diritto di revisione (“right of review”). Di fronte all’ammissione dell’errore da parte della FOM, i commissari di gara hanno dato ragione all’Alpine.

Sono state cancellate le due penalità ricevute da Gasly, restituendogli i 10 secondi che gli erano stati tolti. Grazie a questa decisione, Gasly è stato classificato al terzo posto, a 20,369 secondi dal vincitore Andrea Kimi Antonelli (su Mercedes) e dietro a Lewis Hamilton.

George Russell nella corsia dei box a Monaco (© Mercedes AMG F1 Media Centre)

George Russell nella corsia dei box a Monaco (© Mercedes AMG F1 Media Centre)

Perché gli altri team protestano

La decisione di restituire il podio a Gasly ha creato molto scontento e sconcerto nel paddock, spingendo Red Bull, McLaren e Mercedes a cercare giustizia. Il problema fondamentale è che Gasly non è stato l’unico a ricevere penalità ingiuste per colpa del sensore difettoso. Anche Oscar Piastri (McLaren), George Russell (Mercedes), Lewis Hamilton (Ferrari) e Franco Colapinto hanno subìto sanzioni.

Tuttavia, poiché solo l’Alpine ha presentato formale richiesta di revisione nei tempi previsti, i commissari hanno annullato le penalità soltanto a Gasly. Le altre penalità non sono state toccate. Questo ha creato un enorme paradosso sportivo:

  • La decisione dei commissari ha di fatto premiato Gasly per non aver scontato le penalità durante la corsa.
  • Al contrario, gli altri piloti sono stati puniti per aver rispettato le regole e aver reagito a sanzioni che, col senno di poi, non avrebbero mai dovuto ricevere.
  • Oscar Piastri, ad esempio, si è fermato ai box durante una Safety Car proprio per scontare i 5 secondi di penalità, perdendo così la posizione in pista a vantaggio di Gasly.
  • George Russell ha ricevuto 5 secondi di penalità che, non essendo stati scontati correttamente dalla sua squadra, si sono trasformati in un più grave “drive-through” (un passaggio obbligatorio a velocità limitata in corsia dei box), che il pilota ha dovuto scontare nel momento peggiore possibile, subito dopo una ripartenza.

Come ha riassunto lo stesso Piastri, questa disparità crea un pessimo precedente. Incentiva i team a ignorare le penalità in gara, cercando di finire il più avanti possibile per poi contestare le decisioni a tavolino nei giorni successivi.

Le soluzioni impossibili

Trovare una soluzione equa per tutti è ora considerato letteralmente impossibile. Mercedes e McLaren hanno presentato appelli per cercare di ottenere una compensazione. Un’ipotesi, molto speculativa e complessa, sarebbe quella di ridurre i tempi di gara finali dei piloti danneggiati per compensare il tempo perso.

Ma anche in questo caso, la classifica diventerebbe problematica:

  • Se si restituissero 5 secondi a Piastri, scavalcherebbe sia Gasly che Isack Hadjar (Red Bull), salendo al terzo posto.
  • Se si restituissero a Russell 20 secondi (il tempo che il regolamento della FIA fa equivalere a un drive-through non scontato entro la fine della gara), il pilota della Mercedes salirebbe dal dodicesimo al quinto posto, superando Hadjar per soli 41 millesimi di secondo.
  • In questi scenari, Hadjar diventerebbe un “danno collaterale”, finendo sesto pur non avendo avuto alcun ruolo nel causare questa situazione.

Per evitare questo scenario, la Red Bull preferirebbe semplicemente che la decisione su Gasly venisse ribaltata, restituendo il terzo posto proprio ad Hadjar. A riprova del clima teso, pare che la scuderia inglese non abbia consegnato il trofeo del terzo classificato all’Alpine, in attesa di un verdetto definitivo.

Hadjar con il trofeo del terzo posto di monaco (© Red Bull Content Pool)

Hadjar con il trofeo del terzo posto di monaco (© Red Bull Content Pool)

Non è chiaro come finirà questa vicenda. Non si sa se esistano ancora appigli legali per cambiare la classifica a più di una settimana dalla fine della gara. Il problema di fondo è che penalità basate su dati errati hanno inevitabilmente alterato le strategie, i pit stop e le posizioni in pista. Proprio per questo motivo, è ormai impossibile ricostruire come si sarebbe svolta realmente la corsa senza l’errore del sensore.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *