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MotoGP | GP Qatar 2026, allarme sicurezza in Medio Oriente. Ezpeleta rassicura, Acosta amaro: «Speriamo non cada una bomba»
Cresce l’attesa e la preoccupazione per il GP Qatar 2026 MotoGP, riprogrammato a novembre in un Medio Oriente infiammato dalle tensioni. Carlos Ezpeleta rassicura sul monitoraggio della sicurezza, mentre piloti come Bagnaia, Quartararo e Acosta esprimono tra cautela e rassegnazione le loro sensazioni.
Il Motomondiale continua a pianificare lo sbarco a Doha per il GP Qatar 2026 MotoGP, la cui disputa è confermata per l’8 novembre. Originariamente previsto per il 12 aprile, l’evento in notturna è stato riprogrammato a fine stagione (facendo slittare Portimao e Valencia), ma l’avvicinarsi della data riaccende i riflettori sulla complessa situazione geopolitica in Medio Oriente.
Le tensioni armate nella regione destano seria preoccupazione nel paddock, specialmente dopo la notizia di un aereo parcheggiato all’aeroporto di Riyad (in Arabia Saudita) danneggiato giovedì da un attacco missilistico dei ribelli Houthi dello Yemen, causando pesanti disagi al traffico aereo dell’intera area.
Le rassicurazioni di Dorna: Ezpeleta conferma i piani
A margine del Gran Premio d’Indonesia, il vice CEO della MotoGP Carlos Ezpeleta ha voluto fare chiarezza sulle intenzioni dell’organizzazione, ribadendo che la sicurezza resta la priorità assoluta per Dorna. «Stiamo monitorando da vicino la situazione», ha dichiarato Ezpeleta, come riportato da Motorsport.com.
«Abbiamo intenzione di andare in Qatar, ma ovviamente la sicurezza e il benessere di tutto il personale e dei fan è la priorità numero uno. Quindi continueremo a tenere tutto sotto controllo. Tutto è pianificato.
Anche con le alluvioni a Valencia nel 2024, abbiamo dovuto organizzare un evento da un’altra parte, a Barcellona, in 10 giorni. Quindi possono sempre esserci circostanze impreviste. Dobbiamo lavorare insieme alle squadre e ai promotori per assicurarci che tutto sia sicuro e che ci siano piani alternativi pronti».
Carlos Ezpeleta (© Red Bull Content Pool)
Le reazioni dei piloti: dalla cautela di Bagnaia alla rassegnazione di Acosta
Interpellati sempre da Motorsport.com sulla prospettiva di correre in una regione colpita da conflitti armati, i protagonisti della classe regina hanno mostrato uno spettro di reazioni che va dalla cautela alla totale rassegnazione, spesso legando il proprio destino alle decisioni della Formula 1, anch’essa attesa in Qatar a fine novembre.
Il due volte iridato Francesco Bagnaia predica prudenza: «Non voglio esprimere opinioni che potrebbero mettermi nei guai. Tuttavia, se la nostra sicurezza è davvero una priorità, allora tutti gli aspetti devono essere considerati attentamente.
Secondo me l’evento in Qatar offre un weekend fantastico, forse il più unico del calendario in termini di spettacolo, pista e atmosfera. Ma se le condizioni non sono quelle giuste, credo valga la pena aspettare prima di prendere una decisione».
Francesco Bagnaia, Ducati Lenovo Team (© Ducati)
Di tutt’altro avviso Fabio Quartararo, per nulla intimorito dalla trasferta: «Non sono preoccupato di andare in Qatar. La verità è che sarà solo un’altra gara già in programma. Non è una cosa che mi tiene sveglio la notte. Se ci va la Formula 1, dovremo andarci anche noi».
Dello stesso parere Alex Marquez: «Ci andiamo o no? Io ho il mio biglietto, ma non so se andremo. Se la F1 ci va, noi faremo da avanguardia. Non ho cambiato i miei piani, dal lunedì alla domenica».
A chiudere la questione con il suo consueto tono diretto e venato di humor nero è stato Pedro Acosta, che dopo aver criticato il nuovo format regolamentare del 2027, ha commentato così la trasferta mediorientale: «Non abbiamo scelta. Siamo assunti per fare questo, per correre. Se sganciano una bomba, speriamo non cada qui vicino. Per quanto mi riguarda, se la squadra mi compra i biglietti per volare lì, ci dovremo andare».