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MotoGP | Addio Phillip Island: la mossa shock di Liberty Media che stravolge il Mondiale

Rivoluzione in MotoGP: dal 2027 la classe regina correrà tra i muretti di Adelaide. Una scelta storica che in Australia sa di “vendetta” politica. È il primo passo della nuova strategia targata Liberty Media?

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La MotoGP correrà ad Adelaide dal 2027 (© MotoGP)
La MotoGP correrà ad Adelaide dal 2027 (© MotoGP)

La notizia circolava da mesi come una suggestione, ma l’ufficialità arrivata nella notte italiana ha i contorni del vero e proprio terremoto sportivo. Dal 2027, il Gran Premio d’Australia di MotoGP lascerà la storica, ventosa e leggendaria pista di Phillip Island per trasferirsi ad Adelaide.

La vera rivoluzione, tuttavia, non è il semplice cambio di giurisdizione dallo stato del Victoria al South Australia, bensì la natura del nuovo tracciato. Per la prima volta nella storia, infatti, la MotoGP correrà su un circuito cittadino. Una mossa epocale che, se analizzata in profondità, rivela l’esatta direzione in cui la nuova proprietà di Liberty Media intende guidare il futuro delle due ruote.

Il “Modello F1” sbarca in MotoGP

Quando Liberty Media ha acquisito i diritti commerciali del Motomondiale, molti addetti ai lavori si sono chiesti quanto ci sarebbe voluto prima di vedere le strategie della Formula 1 applicate alle moto. La risposta è arrivata puntuale con l’annuncio di Adelaide.

Negli ultimi anni, la F1 ha spostato il suo baricentro dai circuiti tradizionali ai centri urbani (Miami, Las Vegas, Baku, Jeddah, Madrid). La logica è spietata ma commercialmente vincente: non chiedere più ai fan di viaggiare verso i circuiti, ma portare lo spettacolo sotto casa dei fan e degli sponsor.

«Portare la MotoGP ad Adelaide segna una pietra miliare nell’evoluzione del nostro campionato», ha spiegato il Chief Sporting Officer della MotoGP, Carlos Ezpeleta. «Questa città ha una reputazione di livello mondiale e l’opportunità di progettare un circuito cittadino è qualcosa di veramente unico nel nostro sport. Vogliamo creare una vera celebrazione che avvicini ancora di più i fan all’azione».

Sicurezza a 340 km/h: i dubbi e la risposta di Miller

L’elefante nella stanza, quando si parla di moto su tracciati cittadini, è ovviamente la sicurezza. A differenza dei piloti di F1, protetti da una cellula di sopravvivenza in fibra di carbonio, i centauri sono letteralmente esposti a ogni minimo errore.

Il nuovo tracciato riprenderà in gran parte la storica conformazione del circuito che ospitò la F1 fino al 1995. I numeri ufficiali parlano di una pista di 4.195 metri, 18 curve e una velocità massima stimata di oltre 340 km/h. Per rassicurare i puristi è intervenuto direttamente Jack Miller, presente all’annuncio ufficiale.

«Il tracciato sembra fantastico e penso che offrirà corse spettacolari», ha dichiarato l’australiano, smorzando le polemiche sulla pericolosità. «Il termine “circuito cittadino” viene un po’ frainteso. Non ci sarà una barriera di cemento o un air-fence a distanza minima. Mi fido ciecamente di Carlos e dei calcoli della federazione. Oggi hanno a disposizione una mole incredibile di dati sulle dinamiche di impatto».

Il layout del circuito MotoGP di Adelaide (© 1000 Cuori Motori)

Il layout del circuito MotoGP di Adelaide (© 1000 Cuori Motori)

MotoGP voleva spostare la gara all’Albert Park

Per comprendere appieno questa operazione, bisogna immergersi nella politica australiana. L’annuncio è stato vissuto come una vera e propria vendetta sportiva, consumata fredda dopo tre decenni. Nel 1993, lo stato del Victoria scippò la Formula 1 proprio ad Adelaide, portandola a Melbourne.

Oggi le parti si invertono. Il South Australia ha strappato allo Stato di Victoria un evento che generava un indotto di oltre 54 milioni di dollari. Il premier del South Australia, Peter Malinauskas, non ha nascosto l’entusiasmo: «Questo è un colpo importante per il South Australia. Stiamo competendo con il resto della nazione per i migliori eventi mondiali e stiamo vincendo».

Dall’altra parte, il Ministro dello Sport di Victoria, Steve Dimopoulos, ha confermato che i negoziati con Dorna si sono interrotti quando è stata posta una condizione inaccettabile: spostare le moto sul tracciato dell’Albert Park di Melbourne. Ricevuto un secco “no” per tutelare Phillip Island, Liberty Media ha guardato altrove.

Partenza del GP di Phillip Island 2025

Partenza del GP di Phillip Island 2025 (© MotoGP)

Addio a un pezzo di storia

Il 2026 sarà dunque l’ultimo anno del Motomondiale (continueremo a chiamarlo così, anche se a Liberty Media non piace, ndr) a Phillip Island. Si chiude un’era iniziata nel 1989. È la pista dove Wayne Gardner ha fatto esplodere la passione “aussie”, dove Mick Doohan ha dominato, dove Valentino Rossi ha vinto otto volte e dove Casey Stoner è stato incoronato per sei anni di fila Re incontrastato.

La MotoGP del futuro ha deciso che il vento dell’oceano e i gabbiani in traiettoria non bastano più. Ora servono i grattacieli e l’asfalto delle metropoli. Serve essere in mezzo alle città e alle persone. Adelaide potrebbe essere solo il primo, audace e controverso test di questo nuovo capitolo.

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