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F2 | Rafael Camara è il nuovo leader dopo il Round di Baku, ma dove finirà il campionato?
Tre gare infuocate e vittorie per Beganovic, Dunne e Camara a Baku. Il brasiliano scavalca Tsolov in vetta alla classifica, ma il finale di stagione è a rischio?
Il weekend della FIA F2 2026 sul circuito cittadino di Baku va in archivio con tre gare ad altissima tensione, colpi di scena continui e un campionato completamente stravolto. Per far fronte ai possibili stravolgimenti del calendario nel finale di stagione, la categoria ha introdotto un format “supersized” con una Sprint Race e ben due Feature Race nell’arco del fine settimana azero, regalando ai tifosi un concentrato di sorpassi, incidenti e strategie al limite.
Il grande vincitore del weekend è Rafael Camara: il brasiliano di Invicta Racing è salito in vetta alla classifica scavalcando Nikola Tsolov. Anche Alex Dunne può dirsi più che soddisfatto: l’irlandese ha ridotto le distanze dalla coppia di testa, rientrando in lotta per il titolo.
Beganovic vince la Sprint F2 a Baku
La gara d’apertura del weekend si è svolta all’insegna dello spettacolo e della bagarre fin dal via. Nikola Tsolov (Campos Racing), scattato dalla pole position con la griglia invertita, ha cercato subito di chiudere lo specchio all’esterno per difendersi da Laurens van Hoepen. Ad approfittarne è stato però un reattivo Dino Beganovic (DAMS Lucas Oil), capace di tracciare una traiettoria perfetta in curva 1 sfilando l’olandese e mettendosi subito alle spalle del leader.
Alle loro spalle, la prima staccata di curva 2 ha subito innescato il caos: Rafael Camara ha finito per bloccare gli pneumatici arrivando lungo e tamponando la monoposto dell’incolpevole Mari Boya (PREMA), spedendo lo spagnolo contro le barriere e costringendolo al ritiro. La direzione gara ha chiamato in pista la prima Safety Car, sanzionando poi il brasiliano con 10 secondi di penalità. Alla ripartenza al 4° giro, si è messo in luce uno scatenato Alex Dunne (Rodin Motorsport), autore di una favolosa staccata su Sebastián Montoya e Kush Maini che gli ha spalancato le porte della Top 5.
La partenza della Sprint di F2 a Baku (© fiaformula2.com)
Beganovic: sorpasso decisivo. Tsolov cade a picco
Al 6° passaggio è arrivato il momento chiave per la vittoria: Beganovic ha preso tutta la scia di Tsolov sul lunghissimo rettilineo del traguardo, infilandolo con precisione millimetrica alla staccata di curva 1. Da quel momento lo svedese ha impresso un ritmo insostenibile, mentre Tsolov ha iniziato ad accusare un forte degrado sulle coperture posteriori. Il bulgaro ha commesso una sbavatura in curva 10 al 10° giro cedendo la seconda piazza a Van Hoepen, e nei passaggi successivi è scivolato indietro subendo i sorpassi di Dunne (autore di una rimonta straordinaria di 7 posizioni dal via) e dello stesso Camara.
A due giri dal termine, un duro impatto contro il muro in curva 1 da parte di Joshua Duerksen ha chiamato la seconda Safety Car, riassorbendo i distacchi per un ultimo convulso giro di sprint finale. Beganovic non ha tremato alla ripartenza, conducendo d’autorità fino alla bandiera a scacchi per conquistare la sua seconda vittoria consecutiva a Baku, affiancato sul podio da Van Hoepen (2°) e Dunne (3°). Quarta piazza per Martinius Stenshorne davanti ad un affaticato Tsolov.
Feature Race 1: Dunne risorge nel caos, disastro Tsolov al via
Il pomeriggio di venerdì ha visto scendere in pista le monoposto per la prima delle due Feature Race, con la prima fila interamente monopolizzata dalle due vetture della Rodin Motorsport. Al via Alex Dunne ha difeso la traiettoria interna tenendo a bada il compagno Martinius Stenshorne, mentre Noel León e Rafael Camara si sono accodati in terza e quarta posizione dopo un primo settore pulito per le prime posizioni.
Con l’apertura della finestra dei pit-stop obbligatori al 4° giro, il leader del Mondiale Nikola Tsolov è stato tra i primi ad imboccare la corsia box per montare le mescole Soft. Un problema con il fissaggio della ruota posteriore destra ha però prolungato il suo stop ad oltre 12 secondi, facendolo rientrare in pista in fondo al gruppo e compromettendo la sua gara. Pochi istanti dopo, Mari Boya ha accusato un cedimento meccanico all’uscita di curva 2 fermandosi in mezzo alla traiettoria e costringendo la direzione gara a chiamare la Safety Car. Dunne e Camara ne hanno approfittato per effettuare la sosta, rientrando davanti al gruppo dei piloti già fermati.
La gara è mutata drammaticamente al 11° giro, subito dopo la ripartenza: nel tentativo di recuperare terreno a centro gruppo, un contatto a catena scatenato da un bloccaggio all’ingresso di curva 3 ha coinvolto ben sette vetture. Ad avere la peggio sono stati Tsolov, Duerksen, Shields, Bennett e Villagómez, rimasti incastrati tra le barriere e costringendo i commissari ad esporre la bandiera rossa per ripulire la sede stradale dai rottami.
Dunne scatenato, doppietta Rodin
Dopo una lunga interruzione e con la corsa convertita a tempo, le vetture sono ripartite per una volata finale di dieci minuti. Oliver Goethe e Colton Herta (ancora senza pit-stop) hanno cercato di fare da tappo in testa, ma Dunne si è sbarazzato di Goethe al 16° giro con un sorpasso magistrale all’esterno di curva 1, trascinando con sé il compagno Stenshorne. Alex Dunne ha così tagliato il traguardo regalando alla Rodin Motorsport una fantastica doppietta (1° Dunne, 2° Stenshorne), precedendo il vincitore della Sprint Dino Beganovic (3°).
In ottica campionato, Rafael Camara ha beffato Noel León al fotofinish sul traguardo per la quarta piazza, prendendosi la vetta della classifica iridata. Buon 6° posto Gabriele Minì (MP Motorsport).
F2 Baku, Alex Dunne taglia il traguardo al termine della Feature Race 1 (© fiaformula2.com)
F2 Baku, Feature Race 2: Camara è il nuovo leader
Nel terzo e conclusivo atto andato in scena sabato mattina, la prima fila vedeva ancora una volta la coppia Rodin pronta a dettare il passo. Allo spegnimento dei semafori Stenshorne è scattato meglio prendendosi il comando su Dunne, ma l’immediato testacoda di John Bennett in curva 1 (toccato da Villagómez) ha chiamato subito la Safety Car in pista.
Alla ripartenza al 3° giro, Stenshorne ha provato a strappare ma Dunne è rimasto incollato agli scarichi dell’altra vettura del team. Alle loro spalle, Nikola Tsolov — costretto a partire 11° per una penalità ricevuta dopo gara 1 — ha iniziato una rimonta furibonda a suon di staccate limite, superando Miyata e Van Hoepen nel primo settore. La svolta strategica si è avuta al 7° giro, quando il ritiro di Miyata ha innescato la Virtual Safety Car: la Rodin ha richiamato Dunne ai box un giro prima rispetto agli avversari, permettendogli di effettuare l’overcut e prendersi la leadership virtuale su Stenshorne e Camara.
Tuttavia, durante l’ingresso in pit lane, Dunne ha commesso una fatale disattenzione superando con due ruote la linea bianca che delimita l’accesso alla corsia box. Avvisato via radio della penalità di 5 secondi comminatagli dai commissari, l’irlandese ha provato a martellare tempi record negli ultimi dieci giri per scavare il margine necessario su Camara e Tsolov, salito nel frattempo in terza posizione a suon di giri veloci.
Camara eredita la vittoria e allunga su Tsolov
Dunne ha tagliato per primo il traguardo ma con un vantaggio di soli 1.2 secondi su Rafael Camara e 1.8 su Nikola Tsolov. Con l’applicazione della penalità, la vittoria è andata a Rafael Camara (Invicta Racing), che conquista il suo terzo successo stagionale ed allunga a +7 in campionato. Seconda piazza d’oro per Tsolov dopo la grande risalita dall’11° posto, mentre Dunne ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio. Quarta posizione per Stenshorne, seguito da Van Hoepen (5°) e Boya (6°).
Si chiude con una P9 il weekend complicato di Gabriele Minì, che lascia l’Azerbaijan con un bottino di soli 10 punti. La rincorsa in classifica del siciliano, scavalcato anche da Dunne, ora è praticamente comprosmessa.
Incertezza sul finale di stagione: l’ombra delle cancellazioni e il rebus Imola
Oltre ai verdetto della pista, a tenere banco nel paddock di Baku è il grande interrogativo sul prosieguo del campionato. Da calendario rimangono gli ultimi due appuntamenti di Lusail (Qatar) e Yas Marina (Abu Dhabi) tra fine novembre e inizio dicembre. Tuttavia, il protrarsi dei conflitti e delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente mette a fortissimo rischio la fattibilità delle trasferte arabe. L’inclusione della seconda Feature Race a Baku è stata un’esplicita mossa precauzionale da parte di FIA e promoter per garantire un ammontare sufficiente di gare e punti distribuiti prima della pausa invernale.
Di fronte alla potenziale cancellazione dei round in Medio Oriente si aprono due scenari differenti:
- L’opzione Imola: Nel caso in cui la Formula 1 decidesse di annullare la tappa finale di Abu Dhabi e di recuperare l’evento all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, anche la Formula 2 potrebbe essere integrata nel weekend italiano, permettendo al campionato di assegnare regolarmente il titolo in pista.
- Lo scenario drastico (Fine anticipata a Baku): Qualora la doppietta araba venisse annullata e non fosse possibile correre a Imola, il campionato 2026 verrebbe dichiarato concluso con la tappa di Baku. In questo scenario amaro per lo spettacolo, Camara verrebbe proclamato Campione F2 2026 con 207 punti, superando di sole sette lunghezze Tsolov (200) e Dunne (189).