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Rally | Addio a “Il Drago” Sandro Munari, aveva 85 anni

Le vittorie al Rally di Montecarlo, quella della Coppa FIA, il legame con il marchio e molto altro. Ci ha lasciati “Il Drago”, uno dei più grandi piloti di Rally italiani e non solo.

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Sandro Munari con il suo libro (© Minardi)
Sandro Munari con il suo libro (© Minardi)

Sandro Munari ci ha lasciati ieri, nella sua casa di Bologna, all’età di 85 anni. Uno dei piloti italiani più forti nella storia del rally, stava combattendo da diversi anni contro una tremenda malattia, che purtroppo ha avuto la meglio. Tanti successi nel suo incredibile palmares, tra cui quello ottenuto della Coppa FIA piloti nel 1977.

Addio a Sandro Munari

Nato il 27 marzo del 1940 a Cavarzere, Sandro Munari è sempre stato considerato come una persona molto schiva, modesta e riservata. Un perfetto rappresentatore dei piloti di quei tempi: magari non eccezionale a parole, ma estremamente forte e concreto quando c’era da mettersi alla guida. Il Drago era molto forte in tutte le condizioni, come dimostrato dagli svariati Rally conquistati nella sua carriera.

Una passione nata nel lontano 1964, quella per le competizioni. In quell’anno, Munari fece da navigatore ad un altro grandissimo campione, Arnaldo Cavallari. I due, a bordo della loro Alfa Giulia TI Super del Jolly Club, vinsero il Rally di Sardegna e e quello a San Martino di Castrozza. Dal 1965, ecco il suo esordio come pilota. L’inizio di un lunghissimo viaggio costellato da titoli e grandi imprese.

Nel 1973, in piena carriera, fu anche molto vicino alla possibilità di guidare una F1. Frank Williams, gli propose il sedile a causa della defezione di Nanni Galli in vista dell’imminente GP del Sudafrica. Il tutto sfumò per l’opposizione di Cesare Fiorio, all’epoca direttore sportivo della Lancia, team per il quale Il Drago stava disputando la sua stagione Rally.

Una carriera piena di successi

Il nome di Sandro Munari è legato indissolubilmente proprio al marchio Lancia, con cui conquistò successi indimenticabili. Nel 1967 vinse il suo primo Campionato italiano Rally e anche il suo primo Tour de Corse. Entrambi questi successi vennero bissati: nel 1969, ecco il secondo Campionato italiano, per il Tour de Corse invece dovette aspettare fino al 1976.

Sandro Munari, "Il Drago" (© ACI Automobile Club d'Italia)

Sandro Munari, “Il Drago” (© ACI Automobile Club d’Italia)

Nel 1971 invece vinse la Mitropa Cup, mentre nell’anno successivo arrivò il primo iride nel Rally di Montecarlo. Il successo nel Principato avvenne in altre tre occasioni: 1975, 1976 e 1977. In quest’ultima stagione ottenne un’altra impresa incredibile, il successo della Coppa FIA piloti, primo italiano di sempre a riuscirci. Un’impresa che purtroppo non aveva ancora valore iridato, ma che resta una delle più memorabili nella storia del rally italiano.

Ulteriore nota d’onore, nel 1972 venne chiamato da Enzo Ferrari a partecipare alla Targa Florio. Oltre a partecipare, Il Drago si permise il lusso di vincere, nonostante le vetture Sport non fossero il suo pane quotidiano. Lo fece in coppia con Arturo Merzario, a bordo di una 312 PB. Parentesi conclusiva della carriera passata nei raid, con partecipazioni alla Dakar e al Rally dei Faraoni.

Il Drago è per sempre

Una carriera lunghissima in cui ha fatto sognare milioni di appassionati, soprattutto italiani. Tanti sarebbero gli aneddoti e i backstage da raccontare relative alle sue imprese sulle piste di tutto il mondo. Materiale raccolto anche in un libro di memorie, scritto con la collaborazione di Sergio Remondino, dal titolo Sandro Munari. Una Vita di Traverso.

A Sandro Munari va anche dato atto dell’impegno relativo alla causa della “guida sicura“. Un esempio del suo grande impegno anche per gli altri. Ulteriore segno di un’eredità infinità, quella che lascerà al mondo del Rally.

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