Formula 1
F1 | GP Cina, Alonso amaro in conferenza stampa: «Siamo in modalità sopravvivenza»
L’asturiano fotografa il disastro tecnico dell’Aston Martin-Honda alla vigilia di Shanghai: «Siamo nove o dieci volte dietro agli altri».
C’è un’amarezza densa, quasi rassegnata, nelle parole di Fernando Alonso alla vigilia del weekend del GP Cina di F1. Il pilota dell’Aston Martin si è presentato in conferenza stampa con il volto di chi sa che la strada davanti è tutta in salita, descrivendo un presente fatto di guasti meccanici e una preparazione tecnica che definire lacunosa è un eufemismo. «Siamo al punto zero», ha ammesso lo spagnolo, dipingendo il ritratto di un team che, invece di lottare per il vertice, sta solo cercando di non affondare.
F1, Alonso sul GP Cina: «Cercheremo di completare la gara, se ci sarà permesso»
Il bilancio dei chilometri percorsi è una ferita aperta che Fernando non nasconde: «Penso che gli altri siano forse dieci volte avanti a noi. Se hanno completato 1.000 giri dal test di Barcellona, noi ne abbiamo fatti forse 100. Siamo nove o dieci volte dietro. Se loro non sono ancora perfettamente ottimizzati, immaginate noi». È il racconto di un inizio di stagione disastroso, dove l’obiettivo non è la performance, ma la speranza di restare in pista: «Sarei felice se lasciassimo la Cina con una sessione di prove libere più o meno normale, una qualifica normale accumulando giri e probabilmente tentando di fare l’intera gara domenica, se ci sarà permesso».
La strada per arrivare a essere competitivi è ancora lunga. Per ora, Alonso si accontenterebbe di avere un weekend pulito: «Quando avremo un GP normale? Non lo so. Abbiamo ancora troppi problemi e troppe incognite che emergono giorno dopo giorno dal nulla, quindi sembra che non abbiamo ancora risolto i problemi ed è per questo che è difficile fare previsioni. Ma stiamo spingendo, abbiamo professionisti di altissimo livello e persone di talento nel team.

Fernando Alonso, Test Bahrain 2026 (© facebook.com Aston Martin F1 Team)
Spero che tra un paio di GP potremo avere un weekend normale, almeno in termini di giri e sessioni completate. Poi, per essere competitivi, penso che ci vorrà più tempo, perché una volta sistemata l’affidabilità saremo indietro in termini di potenza e altro. Quindi ci sono due fasi, e spero che la prima arrivi presto.»
Nonostante il tono cupo, Alonso cerca di farsi carico della crisi del binomio con Honda, pur consapevole che non ci sono scorciatoie. «Dobbiamo attraversare questo momento», ha spiegato con la stanchezza di chi ha già visto troppi progetti fallire. «Sono pronto ad aiutare il più possibile. Nel team posso solo lavorare più duramente e cercare di aiutare Honda allocando alcune delle risorse che Aston Martin ha nel motore. È un inizio accidentato, ma spero che non duri troppo a lungo. Ma non ci sarà nemmeno una soluzione immediata».
«Siamo in modalità sopravvivenza»
Alle parole di Adrian Newey, che lo vedeva in un “posto mentale difficile”, Fernando ha risposto con una cruda verità: «Non è l’ideale, vogliamo tutti vincere, ma siamo 22 piloti: uno vincerà e 21 saranno in uno stato mentale difficile. Per me finire terzo, quinto o diciassettesimo non fa molta differenza. Ora finire in qualsiasi altra posizione che non sia la prima, per me, è lo stesso dolore e la stessa fatica».
Fernando Alonso, Lance Stroll, Lawrence Stoll, Adrian Newey e Lawrence Stroll (© Aston Martin F1 Team Facebook)
Anche il piacere di guidare sembra essersi incrinato sotto il peso dei regolamenti attuali e della crisi tecnica. «Si usavano certe curve per sfidare i limiti della fisica e il pilota doveva essere coraggioso. Quella sfida in un certo senso è sparita. Usi quelle curve per caricare la batteria, non più per fare il tempo sul giro», ha lamentato Alonso, chiudendo ogni porta a facili entusiasmi per la Sprint Race di sabato. «Per noi non cambierà molto. Siamo in modalità sopravvivenza, vediamo se riusciremo a capitalizzare su qualche problema che potrebbe accadere davanti a noi».