Formula 1
F1 | Aston Martin: dalla grande attesa alle brutte voci su Melbourne
Un progetto nato per essere vincente quasi fin da subito, ma che sta avendo grosse difficoltà anche solo a partire. A Melbourne l’Aston Martin rischia di toccare il fondo.
La squadra di Adrian Newey e Lawrence Stroll sta affrontando incredibili difficoltà. L’Aston Martin, secondo le ultime voci, a Melbourne rischia di doversi ritirare dopo pochi giri di gara per preservare la power unit, alla luce dei problemi con la fornitura di pezzi di ricambio da Honda. Uno scenario tragico, impensabile fino a qualche mese fa, quando il nuovo ciclo della casa inglese prometteva il grande salto.
Aston Martin in grossa difficoltà per Melbourne?
Un inverno cominciato male e che rischia di avere un apice ancora più negativo. Dopo i problemi di gioventù riscontrati nei primi test, ecco il problema con Honda, che ha costretto la squadra ad abbandonare il Bahrain con un giorno di anticipo per mancanza di ricambi. Una situazione che per l’Aston Martin rischia di protrarsi addirittura fino a Melbourne.

Fernando Alonso in Bahrain (© F1)
Secondo le ultime voci circolate nella giornata di oggi, pare che la squadra di Silverstone avesse seriamente preso in considerazione la possibilità di non presentarsi proprio in Australia. A quel punto però sarebbe sorto il problema di una sicura multa salatissima da pagare, oltre ad un danno di immagine non indifferente. A quel punto il dietrofront, ma non è finita qui.
Perché a causa dei problemi con la power unit, Aston Martin molto probabilmente girerà pochissimo. Il programma potrebbe essere quello di fare i giri minimi indispensabili ad assicurarsi il piazzamento in griglia per domenica, per poi ritirarsi dopo poche tornate. Il motivo, ovviamente, starebbe in un’oculatissima gestione dei pochi mezzi a disposizione. Così si è espresso sulla situazione Ikuo Takeishi, capo del reparto HRC dedicato alle quattro ruote:
«Siamo consapevoli che i risultati dei test indichino una situazione molto difficile e impegnativa. I nostri ingegneri di Sakura e il personale in pista stanno lavorando intensamente per apportare dei miglioramenti». Una vera e propria ammissione di colpa.
Le grandi promesse dei mesi scorsi
Il progetto di Lawrence Stroll per la sua squadra sarebbe piuttosto ambizioso. Nessuno nell’ambiente Aston Martin si è mai particolarmente nascosto, durante la passata stagione. L’obiettivo, tramite il nuovo assetto societario e i grossi investimenti, era quello di sfruttare i nuovi regolamenti per fare un grosso passo in avanti e cominciare ad insidiare le squadre di vertice della F1.
L’arrivo di Newey, l’ingegnere più desiderato in assoluto, e promosso anche a ruolo di Team Principal, doveva essere solo la ciliegina sulla torta di un piano costruito a tavolino. Lo stesso Fernando Alonso, nelle interviste rilasciate in pieno 2025, ammetteva senza troppi fronzoli che gli sforzi erano ormai quasi pienamente rivolti al 2026. Quando finalmente avrebbe potuto guidare una macchina di quell’Adrian Newey che, soprattutto negli anni in cui “Nando” era in Ferrari, gli aveva fatto passare parecchie notte insonni.
Tutto sembrava apparecchiato per il grande colpo, ma poi il freddo inverno ha cominciato a far saltare fuori i primi grossi problemi. E la squadra non sembra ancora lontanamente vicina alla risoluzione.
Tutto in fumo?
La seconda parte del grande progetto di Stroll riguarderebbe gli anni a venire. Il 2026 infatti dovrebbe essere una copertina per la squadra, in modo tale da poter entrare a gamba tesa nel mercato piloti. Molti top rider hanno il contratto in scadenza a fine 2026, e non è un mistero il fatto che Aston Martin abbia già avuto dei contatti con alcuni di loro.

Charles Leclerc (© Scuderia Ferrari)
La suggestione Verstappen, svanita abbastanza in fretta, e poi il pressing su Leclerc. Proprio quest’ultima mossa, date le grosse difficoltà affrontate dal Cavallino nel 2025, sembrava poter essere la più papabile. Ma i gloriosi piani dell’Aston Martin rischiano di andare in fumo prima ancora di mettersi in moto. E non perché non possano recuperare terreno in questo 2026.
Il problema è che il mercato piloti corre a ritmi sempre più serrati. Ormai è raro che i piloti in scadenza aspettino l’ultimo momento utile prima di decidere dove accasarsi. L’esempio più estremo riguarda l’ingaggio di Hamilton da parte della Ferrari. Annuncio fatto a 2024 ancora nemmeno iniziato, per un pilota arrivato poi nel 2025. Il tempo stringe sempre di più e una soluzione, se c’è, va trovata in tempi più che rapidi.