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F1 | Medio Oriente, Bahrain e Jeaddah a rischio: spiraglio per Imola?

La guerra in Medio Oriente mette a rischio due Gran Premi: la F1 valuta alternative europee, ma Imola deve fare i conti con l’incastro WEC.

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La partenza del GP di Imola 2024 (© F1)

Il calendario 2026 di F1 potrebbe già dover fare i conti con un primo, delicatissimo scossone geopolitico: la guerra in Medio Oriente sta infatti mettendo a rischio la disputa dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, aprendo scenari alternativi che fino a poche settimane fa sembravano impensabili.

Secondo diverse indiscrezioni, la FOM starebbe valutando piani di emergenza nel caso in cui la situazione non garantisse standard di sicurezza adeguati per team, personale e pubblico. E tra le ipotesi al vaglio tornano nomi che fanno battere il cuore agli appassionati europei.

F1, la situazione in Medio Oriente: Bahrain e Jeddah sotto osservazione

Il primo appuntamento potenzialmente a rischio è il GP del Bahrain, in programma il 12 aprile. Proprio a Sakhir si sono svolti i testi pre-stagionali appena due settimane fa. Nei giorni scorsi, missili iraniani hanno colpito una base statunitense a soli 20 km dal circuito.

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La Ferrari SF-26 di Charles Leclerc in azione durante i test di Sakhir (© Bahrain International Circuit)

Anche il successivo round in Arabia Saudita, previsto una settimana più tardi, sarebbe sotto monitoraggio costante. La complessità logistica della Formula 1 moderna non consente decisioni last minute: eventuali spostamenti richiedono settimane di preparazione, dal trasporto dei materiali alla riorganizzazione del calendario televisivo.

Al momento non c’è alcuna comunicazione ufficiale di cancellazione, ma la prudenza è massima: «La sicurezza e la salvaguardia del benessere guideranno le nostre decisioni nel momento in cui valuteremo gli eventi in programma in quell’area per quanto riguarda il WEC e la F1», ha commentato Mohammed Ben Sulayem, Presidente della FIA.

Le possibili opzioni: Imola e Portimão

Ed è qui che entra in scena una vecchia conoscenza del Circus: l’Autodromo di Imola. Il circuito romagnolo, che ha perso il proprio posto stabile nel calendario iridato, resta tuttavia omologato FIA di Grado 1. Imola ha già dimostrato in passato, soprattutto nel biennio dell’emergenza pandemica, di sapersi inserire nel calendario con flessibilità e organizzazione efficiente.

Secondo Partidazocope, accanto al tracciato italiano ci sarebbe anche l’ipotesi Portimão, un altro impianto già utilizzato recentemente dalla Formula 1. Dal punto di vista logistico, il Portogallo rappresenterebbe una soluzione relativamente semplice da integrare, soprattutto se si decidesse di mantenere una collocazione primaverile europea.

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La partenza del GP del Portogallo 2020 (© F1)

Naturalmente la partita non è solo sportiva. Il Medio Oriente rappresenta una colonna economica fondamentale per la F1 moderna. I contratti pluriennali e gli investimenti governativi rendono Bahrain e Arabia Saudita tasselli strategici del calendario.

Una loro eventuale sostituzione sarebbe dettata esclusivamente da motivazioni di sicurezza e forza maggiore. È quindi prematuro parlare di rivoluzione, ma il semplice fatto che si stiano valutando alternative dimostra quanto la situazione venga considerata con attenzione ai piani alti della FOM.

Imola, c’è un problema: il nodo WEC

C’è però un elemento tutt’altro che secondario che complica lo scenario per Imola: nello stesso periodo il circuito romagnolo è già impegnato con il WEC. L’Autodromo ospiterà infatti il secondo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance nel weekend del 18-20 aprile.

La partenza della 6 Ore di Imola 2025 (© WEC - DPPI)

La partenza della 6 Ore di Imola 2025 (© WEC – DPPI)

Un eventuale inserimento della Formula 1 in quella finestra temporale appare, di fatto, impraticabile. Le esigenze logistiche delle due categorie sono profondamente diverse: paddock, box, hospitality, infrastrutture televisive e gestione del personale richiedono tempistiche di allestimento e smontaggio che renderebbero impossibile una sovrapposizione o un passaggio diretto da un evento all’altro.

Ma il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente. Sempre a causa della situazione in Medio Oriente, potrebbero essere messi in discussione anche il Prologo e la prima tappa del WEC in Qatar. In uno scenario estremo, il Mondiale Endurance si troverebbe costretto a ripensare l’apertura di stagione, con la necessità di individuare una sede alternativa per i test collettivi pre-stagionali.

Ed è qui che Imola tornerebbe nuovamente in gioco, ma in una veste diversa: non solo come possibile sostituta di un GP di Formula 1, bensì come candidata a ospitare i test del WEC. Un’eventualità che però renderebbe ancora più complesso un eventuale incastro con la F1, perché significherebbe concentrare sul tracciato romagnolo più eventi ravvicinati, con un enorme impatto organizzativo e infrastrutturale.

Imola avrebbe quindi bisogno di più tempo, cercando magari un incastro in estate, ma il calendario è già molto fitto. Se altri impianti daranno la propria disponibilità nel breve periodo, il tracciato romagnolo verrà scavalcato nelle gerarchie.

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